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Cadono calcinacci in galleria A6. L’Autofiori: solo polvere

Parte di intonaco della volta della galleria Ricchini è crollato

di M.Mor.

Nuovo problema in galleria A6

Parte di intonaco della volta della galleria Ricchini è crollato


2' di lettura

Ancora un crollo in galleria dopo quelli sulla A26 e A10: parte di intonaco della volta della galleria Ricchini, nel comune di Quiliano (Savona), sulla A6 Torino-Savona è crollato nella notte tra giovedì e venerdì. La galleria è rimasta chiusa in direzione del capoluogo piemontese ed è stata riaperta venerdì mattinaa dopo che i vigili del fuoco e la Polstrada hanno rimosso i materiali caduti ed effettuato i rilievi.

La A6, in concessione al gruppo Gavio, è la stessa autostrada dove, lo scorso 24 novembre, è crollato un pezzo di viadotto travolto da una frana. Quando l’intonaco si è staccato dalla volta del tunnel non transitava alcun veicolo. Per la concessionaria si è trattato solo di polvere, sfarinatura del rivestimento esterno e quindi non si è reso necessario chiudere la galleria a tempo indetrminato.

L’episodio, tuttavia, ha fatto tornare d'attualità il documento che la Terza sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Commissione permanente per le Gallerie, aveva inviato a novembre ai vigili del fuoco e ai provveditorati alle opere pubbliche indicando circa 200 gallerie (105 sulla rete in concessione a Aspi e 90 in concessione a altre società) che non sarebbero impermeabilizzate, né dotate di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza, di vie di fuga e luci-guida in caso di evacuazione. Insomma, 200 infrastrutture non a norma rispetto alle misure previste dall’Ue per tutte le gallerie appartenenti alla rete stradale transeuropea.

Il documento è stato ora acquisito dalla Guardia di finanza di Genova nell’ambito della più ampia indagine sul crollo all'interno della galleria Bertè, sulla A26 (una delle 200 citate), dove il 30 dicembre si sono distaccate due tonnellate di cemento dalla volta. Ma la questione, viene precisato da più parti, non riguarda la sicurezza strutturale delle gallerie.

La stessa titolare del Mit Paola De Micheli, commentando il dossier, ha detto che «non c’è un rischio, ma una attività di adeguamento a norme obbligatorie, un’attività comunque in ritardo ma che garantisce sicurezza dentro le gallerie». E Aiscat, l’associazione delle concessionarie autostradali, scrive: «Non ci sono 200 gallerie a rischio. È sbagliato e fuorviante collegare i ritardi nell'adeguamento alla normativa Ue con qualsiasi problema di sicurezza strutturale delle gallerie». Gli interventi di adeguamento, precisa, riguardano infatti «sia misure gestionali che l’aggiornamento di impianti di servizio interni alle gallerie ma non attengono in alcun modo alla sicurezza statica».

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