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Cadono due teste al Credit Suisse per i pedinamenti del manager passato a Ubs

Al Credit Suisse cadono due teste per la vicenda del pedinamento di Iqbal Khan, top manager passato alla rivale Ubs. A lasciare, con effetto immediato, sono il chief operating officer Pierre-Olivier Bouée e il responsabile della sicurezza Remo Boccali. Il chief executive officer di Credit Suisse, TidjaneThiam, rimane invece al suo posto

di Lino Terlizzi

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(Afp)

Al Credit Suisse cadono due teste per la vicenda del pedinamento di Iqbal Khan, top manager passato alla rivale Ubs. A lasciare, con effetto immediato, sono il chief operating officer Pierre-Olivier Bouée e il responsabile della sicurezza Remo Boccali. Il chief executive officer di Credit Suisse, TidjaneThiam, rimane invece al suo posto


3' di lettura

Al Credit Suisse cadono due teste per la vicenda del pedinamento di Iqbal Khan, top manager passato alla rivale Ubs. A lasciare, con effetto immediato, sono il chief operating officer Pierre-Olivier Bouée e il responsabile della sicurezza Remo Boccali. Il chief executive officer di Credit Suisse, TidjaneThiam, rimane invece al suo posto.

Secondo un rapporto basato su un'inchiesta commissionata dal consiglio di amministrazione di Credit Suisse allo studio legale Homburger, Bouée ha ordinato a Boccali il 29 agosto scorso di sorvegliare Iqbal Khan, che aveva da poco annunciato il suo approdo alla concorrente UBS. Bouée avrebbe preso questa decisione di sua iniziativa «per proteggere gli interessi della banca» (in pratica, per capire se Khan agisse per portare via clienti e collaboratori al Credit Suisse, ndr) senza consultare il ceo Thiam né altri membri della direzione generale, né il presidente del consiglio di amministrazione Urs Rohner.

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L'indagine di Homburger non ha quindi trovato prove sul fatto che il ceo Thiam avesse autorizzato o fosse a conoscenza del pedinamento di Khan. Bouée si è assunto le responsabilità e ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto è stato nominato l'attuale chief financial officer della filiale americana, James Walker.

Urs Rohner ha ribadito il sostegno «a misure appropriate per la protezione degli interessi della banca, anche quando dei dirigenti lasciano», ma ha aggiunto che la sorveglianza nei confronti di Khan è stata «sbagliata e sproporzionata» e che ciò ha «gravemente leso la reputazione della banca in questi ultimi giorni». Rohner ha presentato le scuse agli impiegati, ai clienti, agli azionisti di Credit Suisse, così come a Khan e alla sua famiglia. Il presidente del cda di Credit Suisse ha nuovamente difeso il ceo Thiam, ricordando i successi di questo e negando che vi siano problemi di governance nella banca.

La vicenda di Iqbal Khan, svizzero di origini pakistane, è esplosa a Zurigo due settimane fa, quando il top manager (dimissionario a luglio dal Credit Suisse e dal primo ottobre co-responsabile della gestione patrimoniale in Ubs) ha chiamato la polizia, ritenendo di essere pedinato. Le forze dell'ordine avrebbero fermato tre investigatori privati. A quel punto i media elvetici hanno cominciato a riferire di antichi dissapori personali tra il ceo, il franco-ivoriano Thiam, e lo stesso Khan, per rivalità professionali e anche per contrasti come vicini di casa (i due hanno ville confinanti sul lago di Zurigo).

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L'inchiesta dello studio legale Homburger e le due dimissioni in seno al Credit Suisse segnano ora una tappa di rilievo nella vicenda. L'azione Credit Suisse, che alla Borsa di Zurigo nei giorni scorsi aveva subito alcuni contenuti ribassi, è in leggero rialzo dopo l'annuncio delle dimissioni. Il ceo Thiam esce indenne dall'inchiesta, ma sulla piazza svizzera rimangono alcuni interrogativi, non tanto sul rilancio della banca che Thiam ha effettivamente attuato, quanto sulla sua gestione dei rapporti al vertice dell’istituto.

Intanto il quotidiano Usa Wall Street Journal riporta affermazioni e voci su un suicidio che ci sarebbe stato nei giorni scorsi. A togliersi la vita sarebbe stato un consulente coinvolto nei pedinamenti a Iqbal Khan. Lo stesso quotidiano americano non ha però potuto verificare il fatto e non ci sono per ora commenti al riguardo da parte della banca e delle autorità svizzere.

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