Cassazione

Caduta alberi, il servizio appaltato non salva dall’omicidio colposo il dirigente del comune

La posizione di garanzia è sempre dell’ente locale, tenuto al monitoraggio e al controllo, per prevenire le situazioni di pericolo

di Patrizia Maciocchi

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La posizione di garanzia è sempre dell’ente locale, tenuto al monitoraggio e al controllo, per prevenire le situazioni di pericolo


2' di lettura

Il controllo e il monitoraggio sulla stabilità degli alberi spetta al Comune: anche se ha affidato la manutenzione a un ditta esterna. Risponde dunque di omicidio colposo il responsabile del settore verde pubblico dell’ente locale, in caso di caduta di un albero che provoca la morte di un ciclista: perché l’evento non si può considerare imprevedibile. La Cassazione (sentenza 27540) respinge il ricorso di un ingegnere del Comune contro la condanna per la caduta di un pioppo, posto a ridosso di una pista ciclabile.

I piani di prevenzione

All’ente viene contestato di non aver prevenuto l’incidente mortale malgrado, fosse prevedibile per la forte inclinazione dell’albero, il palese degrado e la presenza di evidenti segni di instabilità. Il Comune oltre a non segnalare il pericolo, non aveva fatto nulla di quanto doveva in virtù della sua posizione di garanzia: nessuna operazione di contenimento, equilibratura, risanamento o abbattimento. Per la difesa la condanna era ingiusta perché il servizio di manutenzione era stato esternalizzato. Circostanza questa che non salva l’ente locale. A prescindere dal fatto che, nel caso esaminato, la ditta prescelta non era neppure del settore, la Cassazione precisa, che la “delega” ad una società per curare il verde non esonera il comune dagli obblighi di controllo e monitoraggio, propedeutici a mettere in sicurezza gli alberi, la cui caduta non può essere liquidata come una “fatalità”.

La posizione di garanzia del Comune

La società di manutenzione, nello specifico, non era una semplice esecutrice delle direttive impartite dal comune, ma svolgeva anche un’attività di programmazione degli interventi. Il Comune da parte sua, per prassi, doveva controllare la stabilità delle potature: verifica che veniva fatta solo su sollecitazione e indicazione di singole situazioni di pericolo. Ma certo non basta. Per la Cassazione il comune deve mettere in atto «una più ampia e lungimirante programmazione di interventi preventivi». L’unica strada per evitare, con efficacia, eventi dannosi. La Suprema corte sottolinea che la posizione di garanzia può derivare sia da fonti formali «sia dalla concreta titolarità di poteri dispositivi e si propende, quindi, per la valorizzazione di quest’ultima, poiché ove vi è disponibilità giuridica e fattuale di una fonte di pericolo per altrui beni, vi è normalmente anche il potere di impedire il pregiudizio che ne può derivare per questi ultimi». E il Comune era certamente inadempiente.

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