A Bari

Caffè Crème, una sfida di sole donne

Sostenibilità e innovazione per l'impresa guidata da un management in rosa

di Vincenzo Rutigliano

Sostenibilità e innovazione per l'impresa guidata da un management in rosa


2' di lettura

Un storia di caffè tutta al femminile: dal direttore amministrativo e fondatrice al consigliere delegato, alla master trainer responsabile dell'accademia di formazione sul caffè. Questa linea di comando tutta al femminile guida, da quasi 20 anni, con ruoli e tempi di ingresso diversi, la Pachi di Bari, una srl fondata nel 2001 da Pasquale Bianco e sua moglie Chiara Zotti. Dalla scelta iniziale di sola concessionaria di caffè di altra marca, la srl passa a quella di puntare ad un proprio marchio.

Nel 2004 l'arrivo della seconda generazione in azienda segna una svolta non da poco: la tesi di laurea di Mariana Bianco, la primogenita, in ingegneria gestionale su un tema “familiare”, un business plan dedicato ad un'azienda di torrefazione del caffè, diventa un progetto di impresa concreto e dunque un sito produttivo vero e proprio. Inizia così l'attività di trasformazione vera e propria del caffè con il marchio Caffè Crème, attività che sarà segnata, di volta in volta, da innovazioni di processo e di prodotto. «In azienda -spiega Mariana Bianco, responsabile di stabilimento - abbiamo investito su macchinari abbastanza unici al Sud nel loro genere, perché facciamo una tostatura del caffè ad aria pulita. Questa è una scelta coerente con la nostra natura di azienda enviroment oriented impegnata in un processo qualitativo che, per l'appunto, non prevede di cucinare il caffè ad induzione diretta». Questo processo qualitativo riguarda tutte le fasi del percorso del caffè: dalla spietratura alla setacciatura, alla selezione spectometrica di ogni singolo chicco per arrivare alla cottura.

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L'innovazione di prodotto si chiama “Specialty” Colombia, Messico, Costa Rica, i paesi di origine da cui si ottiene questo caffè 100% arabica di nicchia, con materia prima acquistata,in quantità limitate, in fazende colombiane, costaricane, messicane. Si ottengono così sapori particolari per la cui degustazione Caffè Crème ha, on line, anche una guida. Pure nel pack la scelta è ecosostenibile: i materiali scelti sono ecocompatibili e riciclabili, tranne il sacchetto del caffè macinato perché non c’è ancora, sul mercato, materiale che consenta la sua riciclabilità. Tutte riciclabili, invece, perchè biodegradabili, le capsule e le cialde di Caffè Crème, su cui, spiega ancora Mariana «stiamo facendo studi particolari e stiamo raggiungendo risultati interessanti con una shelf life che abbiamo allungato sino a 24 mesi». L'altra novità di questa azienda - che nel 2019 ha raggiunto un fatturato di circa 4 milioni e che occupa, nello stabilimento di Modugno, alle porte di Bari, 20 dipendenti , età media 38 anni - coincide con l’ingresso di un'altra donna. È Fabiana Bianco che nel 2019 fonda l'accademy sia per i clienti che per i consumatori e i buyers, soprattutto esteri, di Caffè Crème . L'altra novità, di fine novembre, riguarderà lo sbarco ancora più deciso sull'e-commerce.«Siamo partiti 2 anni fa su Amazon -dice Mariana Bianco- e ora avvieremo il nuovo sistema di e-commerce per spostarci, in maniera progressiva, dal canale Horeca, ora praticamente fermo a causa del Covid, al retail, al consumatore finale».

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