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Caffè d’autore e salotti gourmet, Pitti Uomo veste Firenze di nuovo

Martedì apre la fiera di moda maschile più importante al mondo, un evento che ha spinto ristoranti, bar e bistrot a ripensare ospitalità e accoglienza con investimenti e format rinnovati

di Silvia Pieraccini

 Pitti uomo sarà alla Fortezza da Basso dal 14 al 17 giugno

3' di lettura

Tra pochi giorni, dal 14 al 17 giugno, la Fortezza da Basso di Firenze tornerà ad accogliere Pitti Uomo, che non è soltanto la più importante fiera al mondo di moda maschile, in fase di ripresa dopo le difficoltà della pandemia (in questa 102esima edizione esporranno le collezioni 640 marchi, per il 38% esteri, e sono attesi circa 15mila buyer), ma è da sempre l’evento-clou che porta nel capoluogo toscano ospiti e tendenze internazionali. E che spinge vetrine e locali fiorentini a “farsi belli” e a mettersi a nuovo per attirare compratori, stilisti, giornalisti.

Accadrà anche questa volta, con una spinta ulteriore data dal post-Covid: dopo due anni di sofferenza, alberghi, ristoranti, bar e enoteche hanno ripensato ospitalità e accoglienza e stanno investendo nel lancio di nuovi progetti. All’hotel Four Seasons ospitato nel prestigioso Palazzo della Gherardesca ha riaperto il 1 giugno, dopo un totale restyling, la trattoria “Al Fresco”, con vista sul parco e sulla piscina e con le pizze napoletane di Romualdo Rizzuti.

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Ancora nel segmento alto, aprirà il 21 giugno il nuovo Pool Grill di Villa San Michele a Fiesole, un ristorante informale sulla terrazza dell'albergo del gruppo Belmond-Lvmh che vanta una grandiosa vista su Firenze e sul bosco di Monte Ceceri. Al Pool Grill si affianca un’altra novità, il ristorante gourmet “La Loggia”, nella parte medievale dell'hotel che un tempo era un monastero, con soli otto tavoli riservati per la cena.

È fissata il 22 giugno invece l’apertura del ristorante di Palazzo Portinari Salviati, dimora quattrocentesca (ma con un nucleo del Duecento) a due passi dal Duomo, ex sede della Banca Toscana, comprata dal magnate taiwanese Nelson Chang e oggetto di un restauro da 100 milioni di euro. Il ristorante si chiama “Chic Nonna” ed è guidato dallo chef Vito Mollica, per tanti anni al Four Seasons Firenze, ora entrato in società col gruppo pugliese di ristorazione Mine & Yours che fa capo al calciatore Graziano Pellè e che gestisce la parte food del Palazzo.

Sul fronte pizza ha aperto pochi giorni fa il secondo indirizzo fiorentino di “Giotto”, pizzeria dell'ischitano Marco Manzi, da sei anni a Firenze, super premiato nelle guide di settore, che ora ha messo radici vicino alla stazione di Santa Maria Novella puntando su un locale in cui dominano i toni del nero e dell'oro. Nel menu, accanto ai grandi classici della pizza napoletana e agli antipasti sfiziosi, ci sono le pizze realizzate in collaborazione con chef stellati. La sfida sarà fare prodotti di qualità in una strada a fortissima presenza turistica.

È arrivato invece a quota quattro indirizzi “Ditta Artigianale”, la caffetteria del barista Francesco Sanapo che dal 2014 diffonde la cultura del caffè di qualità, e che ora ha aperto sulla riva dell’Arno un locale ispirato ai luoghi d’origine delle miscele, in cui si può scegliere dalla carta dei caffè, ma anche bere un cocktail servito con piatti pensati per l'aperitivo.

Fuori dal centro ma raggiungibile col tram, a Novoli, ha debuttato infine “Sevi”, ristorante del giovane chef Francys Salazar che mixa i sapori del Giappone e del Perù, e dunque l’Oriente con il Sudamerica. Il suo punto di forza è essere una cevicheria (pesce crudo marinato nel limone e spezie), anche se poi l’offerta si allarga ad altro pesce.

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