La strategia

Caffè Morettino alla sfida del Covid

L'azienda palermitana che quest'anno festeggia il centenario potenzia l'e-commerce

di Nino Amadore

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Un momento di lavorazione

L'azienda palermitana che quest'anno festeggia il centenario potenzia l'e-commerce


4' di lettura

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è la scuola del caffè per appassionati e professionisti. Anche questo è un modo, per la palermitana Morettino, di festeggiare il centenario dalla fondazione: quello di aprire le porte della torrefazione anche agli appassionati e non solo agli addetti ai lavori. Perché «non c'è sapore senza sapere» come dice spesso Arturo Morettino.

Certo è complicato in questo tempo di pandemia e limitazioni varie ma l’azienda, nata nel 1920 nella borgata palermitana di san Lorenzo ai Colli dalla passione di Angelo Morettino per il caffè, non si ferma: ci sarà sempre tempo per le attività in presenza, ora è il momento di attrezzarsi per non essere travolti dal flagello della pandemia, delle chiusure, dei limiti imposti a quelle attività che sono sbocco naturale per questa azienda come i bar.

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È un centenario triste, purtroppo, quello della Morettino che però è sostenuta dallo spirito di resilienza che è nel Dna di questa famiglia palermitana che ha fatto dell’innovazione, dell’attenzione alla qualità, della sostenibilità, della diffusione della cultura del caffè i tratti distintivi dell’impresa. «Pensavamo di chiudere l’anno con un incremento del 20% di fatturato - dice Andrea Morettino, rappresentante della quarta generazione che sta in azienda insieme al padre Arturo e agli zii Alberto ed Alessandro- chiuderemo con una flessione del 20 per cento. Difficile parlare di numeri in una situazione così complicata: avevamo perso fatturato durante il primo lockdown ma poi avevamo recuperato. Quest’ultima chiusura, che secondo me andrà avanti oltre il termine che è stato indicato, ci crea non poche difficoltà». Andrea sente il peso della responsabilità e del momento: fin qui è l’unico della quarta generazione ad essere approdato in azienda ma presto arriveranno, probabilmente, i cugini: «Abbiamo creato i presupposti affinché vi sia una continuità generazionale e non come si suol dire un ricambio generazionale». Per garantire l’unicità della Morettino, patrimonio dell’intera famiglia, si sono rivolti alla cattedra di Imprese familiari dell’Università Bocconi.

Il tema, purtroppo, in questi giorni è stato quello della Cassa integrazione per alcuni dei circa 40 addetti della “fabbrica Morettino” come viene chiamata da alcuni da quando nel 1990 i figli di Angelo fecero la scelta di far crescere sia la produzione che il mercato di quella che era nata come una bottega di spezie e caffè portandola a livello in cui si trova oggi con un fatturato complessivo di sei milioni: la scelta strategica dei fratelli Morettino, a suo tempo, è stata quella di andare “alla conquista” del mercato regionale ma negli ultimi anni l’azienda ha guadagnato fette di mercato in tutta Italia e all’estero dove è presente con piccoli distributori in almeno 40 Paesi (tra i principali Stati Uniti, Russia, Giappone). «È veramente complicato - spiega Andrea - perché la nostra è una famiglia».

Ci si aspetta una gran sofferenza per i canali bar e ristorazione, quelli interessati dalle restrizioni per il contrasto al Covid, perché il canale retail ha già dimostrato di essere in condizione di reggere già nel primo lockdown e oggi questo segmento vale il 50% del fatturato della Morettino. Ma il lockdown ha spinto sempre di più il canale digitale: rinnovata e rilanciata la piattaforma morettino.com che è dedicata agli amanti del caffè artigianale di qualità in Italia e nel mondo: «Abbiamo strutturato l’e-commerce - dice Andrea - e ora ci troviamo pronti a rituffarci in strategie alternative». Anche questo è un passo di un percorso di innovazione nel cui ambito si può collocare il consumo delle cialde di caffè che hanno una caratteristica precisa: sono quadrate. «È stata una scelta caratterizzante - dice Andrea - che abbiamo voluto con grande fiducia: le nostre cialde, destinate alle macchine che diamo in comodato d’uso, possono essere utilizzate con macchine da caffè, prodotte per noi da un paio di aziende italiane, che hanno caratteristiche precise». Anche questo è un dato distintivo di questa azienda che affonda le radici alla periferia ovest di Palermo: «In questi anni - dice ancora Andrea Morettino - abbiamo investito tantissimo in Ricerca e sviluppo, risorse umane e nuove tecnologie. ma soprattutto sulla sostenibilità». 

Sulle miscele però non si scherza: vale la regola della tradizione di casa Morettino con l’utilizzo di quelle «miscele create con passione da mio nonno che noi conserviamo gelosamente - dice Andrea -. Così come continuiamo a considerare fondamentale il fattore tempo nella lavorazione del caffè».Intanto, in questa nuova fase di restrizioni, Morettino sta pensando di rilanciare una iniziativa che è già stata sperimentata durante il lockdown di marzo: un sistema di delivery diretto per Palermo e provincia destinando una parte degli incassi alle strutture sanitarie impegnate nella lotta contro il Covid-19 contribuendo all’acquisto di attrezzature e materiali sanitari. Oggi si prova a guardare avanti al momento in cui le strutture create in questi anni potranno essere riaperte al pubblico.

Come la Fabbrica museale Morettino, una delle iniziative lanciate a partire dagli anni Novanta del secolo scorso e primo esempio di torrefazione-museo in Italia: raccoglie circa mille pezzi espositivi che vanno dal 1600 ad oggi, provenienti da tutto il mondo, collezionati nel corso degli anni da Arturo Morettino. Oppure il Morettino Coffee Lab, il laboratorio di micro-torrefazione della storica torrefazione palermitana. «Un progetto che nasce per andare incontro alle nuove esigenze di consumo, raccontando le peculiarità della materia prima e affidando un ruolo di protagonista al consumatore, chiamato a scegliere sia la tipologia di caffè che vuole bere (blend di più origini o singola origine in purezza) sia la modalità di preparazione (espresso, moka o filtro), in funzione delle caratteristiche sensoriali che desidera».

È, questo, un progetto che cammina su un doppio binario: da un lato i caffè della linea Coffee Lab, «frutto di un’attenta selezione tra le origini più pregiate al mondo, tostate in maniera differente per i vari metodi di estrazione»; dall’altro la collaborazione con chef stellati, ristoratori e proprietari di caffetterie, su cui Morettino «cuce addosso» in maniera sartoriale progetti di consumo legati alla caffetteria, alla Coffee Mixology e all’uso del caffè in cucina. Interessante l’idea di una carta dei caffè a fine pasto sulla scia di quanto avviene per il vino con i consigli degli esperti, i sommelier del caffè.

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