LE SUPPLLETIVE PER LA CAMERA

Cagliari, quell’astensione bassa ma non sorprendente

di Riccardo Ferrazza


Elezioni suppletive in Sardegna, vince candidato centrosinistra

2' di lettura

È vero: si votava per sostituire un deputato dimissionario (il velista Andrea Mura) in un ramo del Parlamento (la Camera) dove la maggioranza ha numeri stabili. In gioco perciò non c’era né il governo nazionale, né quello regionale: il nuovo governatore della Sardegna sarà infatti scelto il 24 febbraio. Eppure, l’astensione dell’85% tra gli elettori cagliaritani chiamati ieri alle elezioni suppletive che hanno premiato il candidato del centrosinistra Andrea Frailis è un numero che colpisce.

«È un dato sicuramente molto basso ma in un contesto in cui la partecipazione elettorale è da anni in calo - ha commentato a Radio 24 il politologo Roberto D’Alimonte, professore di Sistema politico italiano e docente alla Luiss -. Quindi non deve sorprenderci più di tanto». D’Alimonte invita a tenere conto di un fattore: «L’importanza della posta in gioco». «L’elezione suppletiva - nota ancora D’Alimonte - viene percepita come un’elezione minore. Altra cosa è il governo del Paese, come è stato per il voto dello scorso marzo: pur calando rispetto a cinque anni prima la partecipazione fu superiore alle aspettative». Per le ultime elezioni politiche andò a votare il 73% degli elettori. In Sardegna la percentuale era stata però più bassa (65%) ma certamente lontana dal misero 15% di domenica.


Sul tema ha detto la sua anche il diretto interessato, il neo-deputato Frailis. «Ormai da molti anni - ha sottolineato il giornalista 62enne - si parla del
calo dell’affluenza. In molti si dicono preoccupati, ma non si è fatto molto per incoraggiare la partecipazione». Per Frailis «si dovrebbe lavorare tutti affinché i cittadini si fidino delle istituzioni, ma non tutti hanno l’interesse di farlo».

Si è alla vigilia di una serie di appuntamenti elettorali. Il prossimo turno è l’Abruzzo, chiamato il 10 febbraio a scegliere il nuovo presidente. Due settimane dopo toccherà proprio alla Sardegna (24 febbraio). Poi alla Basilicata. A maggio le elezioni europee. «Assistiamo ormai - afferma D’Alimonte - a quello che noi politologi chiamiamo “partecipazione a interminenza”: la gente non decide in assoluto di andare a votare o non andare più ma, a seconda dei contesti, si presenta alle urne oppure si astiene». Ma per i prossimi appuntamenti D’Alimonte si aspetta «un calo della partecipazione».

Non sempre le suppletive vengono trascurate dagli elettori. La sfida “supplementare” più celebre resta quella per il seggio di senatore al Mugello (collegio Firenze 3, lasciato libero da Pino Arlacchi) nel novembre 1997 tra l’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’allora direttore del Foglio Giuliano Ferrara. A vincere fu Di Pietro (67,5%) ma a stupire oggi è la percentuale di partecipazione al voto: 73% (pure in calo rispetto al quasi 91% delle elezioni generali).

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