il caso goel

Calabria, una cooperativa «sfida» la ’ndrangheta con moda e agrumi etici

di Donata Marrazzo


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2' di lettura

Economia pulita e nuovi modelli di comunità e di impresa. È la visione etica di Goel, gruppo cooperativo della Locride, che riscatta il territorio calabrese attraverso il lavoro legale e la promozione sociale, delegittimando la ’ndrangheta e le sue intimidazioni con azioni concrete di sviluppo sostenibile. Ora lo fa con il primo stabilimento di confezionamento di arance biologiche dell’area ionica, nel comune di Caulonia superiore.

Nuovo impianto per gli agrumi bio

Acquistato a un’asta giudiziaria per 120 mila euro (con la collaborazione dell’associazione Enel Cuore, di Chiesa Valdese e Ubi Banca), l’impianto si estende per 667 metri quadrati, con 3292 metri quadrati di area per la logistica. Al suo interno gli agrumi saranno selezionati per calibri, lavati, spazzolati, inscatolati o retinati. Destinati non solo al commercio equo solidale, ai gas, ma anche agli scaffali di Natura sì, Eataly e a quelli oltre confine di Coop Svizzera. È il primo approccio all’internazionalizzazione.

L’etica di Goel, dall’agroalimentare alla moda

L’operazione amplia la filiera produttiva dell’agroalimentare e del biologico (compresa la biocosmetica da scarti alimentari) di Goel. E segue lo stesso paradigma di altri settori ai quali il gruppo si dedica, come i servizi sociali, la sanità, la moda e il tessile, il turismo responsabile. «L’etica è un teorema universale ed è conveniente - dichiara il presidente di Goel, Vincenzo Linarello -. Comporta vantaggi economici e distribuisce ricchezza, restituendo un’altra immagine di questa terra. La ’ndrangheta, invece, svilisce e devasta i territori, rappresentando in Calabria un fallimento non solo morale, ma anche economico». All’interno della cooperativa sociale agricola il conferimento delle arance è pagato più della media di mercato: 40 centesimi al chilo, contro i 5 nei campi. Anche la moda è un caso di successo internazionale con il marchio Cangiari (in calabrese vuol dire “cambiare”): conquista Milano, Parigi, New York. È alta moda etica, nuova vita per la tradizione tessile locale.

All’interno della cooperativa sociale agricola il conferimento delle arance è pagato più della media di mercato: 40 centesimi al chilo, contro i 5 nei campi.

I numeri
Con 12 cooperative sociali, 2 ordinarie (agricole), 2 associazioni di volontariato, una fondazione, 29 aziende agricole, 215 persone che lavorano nel gruppo e tanti collaboratori, in un’area vasta, che va dalla Locride alla Piana di Gioia Tauro, dal Vibonese alla provincia di Catanzaro, Goel - il “riscattatore”, nome che ha radici bibliche - ha raggiunto, secondo le ultime stime per il 2018, un fatturato di 8,4 milioni di euro.

Stabilimento a disposizione del territorio

La gestione dello stabilimento di Caulonia sarà affidata alla cooperativa sociale (di tipo b) “Arca della Salvezza”, presieduta da Gerhard Bantel. Riunisce anche persone svantaggiate, «che in questo caso non solo non rappresentano un costo, ma producono reddito», fa notare Linarello. In un’ottica di cooperazione e non di competizione, lo stabilimento sarà a disposizione anche per lavorazioni conto terzi destinate ad altri produttori dell’area, nell’intento di incrementare l’agrumicoltura biologica del territorio. «Dietro i processi economici c’è sempre qualcosa di antropologico - conclude Vincenzo Linarello - non si può non considerare la dimensione dell’essere umano. Noi qui siamo il segno di un’altra tendenza».

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