Calabria sempre più internazionale: ora i turisti arrivano anche dalla Cina

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Calabria International / Turismo delle origini e ricerca genealogica

Anziana signora ad Alessandria del Carretto, nel Pollino (ph Franco Scarpino)

La Calabria punta sul turismo delle origini. Su quei viaggi di seconde e terze generazioni alla scoperta delle proprie radici che rappresentano spesso esperienze ad alto contenuto emotivo. «Terra slow per vocazione, lontana dai ritmi frenetici delle grandi città, dove è possibile assaporare con tempi lenti atmosfere dimenticate, stile di vita e tradizioni locali», come scrive Sonia Ferrari, docente di marketing territoriale e del turismo all'Unical di Cosenza nella sua dettagliata relazione, pubblicata all'interno del rapporto sul turismo, la regione richiama viaggiatori dall'Argentina, dal Brasile, dall'Australia, dal Canada e dall'Austria (e non solo): tutti hanno sviluppato un legame ancestrale con la Calabria. Alcuni ritornano annualmente, altri ogni 2-3 anni. Molto richiesta la ricerca genealogica. Sulla quale, sottolinea Sonia Ferrari, bisognerebbe puntare «anche attraverso accordi di cooperazione con i paesi di provenienza per le ricerche di archivio, indirizzando i laureati, ad esempio in archivistica o in beni culturali delle università calabresi, verso lo svolgimento di attività connesse alle ricerche, per poi passare alla offerta turistica vera e propria, in cui giochi un ruolo importante la comunicazione del pacchetto come viaggio esperienziale alla scoperta delle origini».

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