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Calabria “set” per il cinema: pronti 12 milioni con la nuova legge regionale

Si realizza nella regione una filiera dell'industria cinematografica completa. Comprese le coperture finanziarie per i prossimi tre anni: le risorse finanzieranno produzioni, eventi, catalogazione e recupero di pellicole, sostegno agli esercenti

di Donata Marrazzo


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Riace (Marka)

4' di lettura

Con la nuova legge regionale sul cinema e l'audiovisivo (21 giugno 2019, n. 21), presentata a Cannes e a Venezia, si realizza in Calabria una filiera dell'industria cinematografica completa. Comprese le coperture finanziarie per i prossimi tre anni: 12 milioni di euro per produzioni, eventi, catalogazione e recupero di pellicole, sostegno agli esercenti. Uno strumento indispensabile per dare impulso a un settore che potrebbe attirare soprattutto i giovani: sarà illustrato anche a Sorrento in occasione della 42° edizione delle Giornate professionali di cinema (dal 2 al 5 dicembre).

Quanto impatta un film sui territori (calabresi)?
Mentre si allestiscono set internazionali nei borghi, tra i boschi e lungo le coste, per la prima volta si valuta l'impatto delle produzioni sulla fragile economia locale. I conti li ha fatti la Calabria Film Commission, fondazione regionale che sostiene le imprese e supporta le produzioni per la ricerca di location, maestranze, casting e ospitalità: per quelle che hanno ultimato l'iter amministrativo e verificato la rendicontazione negli ultimi 2 anni (7 lungometraggi, 3 serie televisive, 1 format televisivo) il moltiplicatore economico è risultato pari a 5,49. A fronte di un investimento di 500mila euro per attrarre produzioni, il ritorno sui territori ha superato i 2,5 milioni di euro (effetti diretti). Risanata qualche anno fa da Pino Citrigno, su mandato del presidente della regione Calabria Mario Oliverio (i debiti ammontavano a circa 1 milione e mezzo di euro), la fondazione ha affidato la presidenza onoraria a Mauro Fiore, originario di Marzi (in provincia di Cosenza), direttore della fotografia, premio Oscar nel 2010 per il film Avatar.

Aiuti e maestranze sul posto

La produzione di “Aspromonte, la terra degli ultimi” (nelle sale dal 21 novembre), film di Mimmo Calopresti, tratto dal libro di Pietro Criaco “Via dall'Aspromonte” (Rubbettino Editore), ha speso ad Africo e dintorni, dove si sono svolte tutte le riprese, circa un milione di euro tra risorse umane residenti, vitto e alloggio di troupe e cast, noleggio per strumentazione tecnica, costumi, scenografie, affitto di location. Lele Nucera, un passato da attore e ora casting director per Obiettivi creativi, ha il polso della situazione: «Le grandi produzioni ormai arrivano qui solo con i capi-reparto a seguito, ovvero il direttore della fotografia, il tecnico del suono, il costumista, il parrucchiere, il truccatore. Gli aiuti li cercano tutti sul territorio. Prima ci limitavamo a portare i caffè sul set, ora forniamo maestranze e servizi qualificati». Antonio Caracciolo, conosciuto nell’ambiente come Lupin, macchinista fra i più richiesti per i cast tecnici, ha a Tropea un service specializzato.

Moviemap per cinefili
La Calabria dei piccoli borghi, che poi è un set a cielo aperto, magari priva di grandi strutture ricettive ma con un'attitudine innata all'ospitalità, accoglie le troupe in case private: i centri storici si trasformano in alberghi diffusi. E molto spesso un film diventa strumento di promozione territoriale, con ricadute anche sul turismo. Così è nata la moviemap per cinefili “Cine Tour Calabria”, pubblicata da Rubbettino, di Maurizio Paparazzo e Giovanni Scarfò: un atlante che invita al viaggio sui set dei film, dagli anni '40 a oggi.

Fino a qualche settimana fa, tra il nord e il sud della regione, c'erano Pierfrancesco Favino a Reggio Calabria per le riprese di “Padre Nostro”, il regista Aldo Iuliano (autore del pluripremiato cortometraggio “Penalty”) a Caccuri con l'attrice Souad Arsane per “Space Monkeys”. Nel Pollino Michelangelo Frammartino girava “Il buco” con un cast di 12 speleologi, Vinicio Capossela era a Riace per le riprese del suo videoclip “Il povero Cristo”. A San Luca, nel mese di luglio, Stefano Sollima girava le riprese di “ZeroZeroZero”, la serie Sky ispirata al romanzo di Roberto Saviano: sei puntate su otto sono ambientate in Calabria. Alcuni dei protagonisti del film “A Ciambra” di Jonas Carpignano (2 David di Donatello 2018), girato allaperiferia di Gioia Tauro, erano al seguito di “Bond25”: aspettavano un raggio di sole per girare a San Nicola Arcella l'inseguimento di Daniel Craig su un motoscafo. Ma minacciava pioggia e James Bond si è spostato a Maratea, poi a Matera, in Basilicata.

Puglia, Basilicata, Calabria, un grande distretto per il cinema
La Film commission lucana, diretta dal cosentino Paride Leporace, conduce in tandem con la Calabria alcuni progetti di successo. «Puglia, Basilicata e Calabria sono pronte per costituire un vero e proprio distretto del cinema – afferma il regista Mimmo Calopresti, originario di Polistena – Sono territori in cui c'è una grande fermento creativo e per questo è necessario investire anche intellettualmente in queste zone».

Corsi, workshop e scuole di specializzazione
Sono in partenza corsi, workshop e scuole di specializzazione per attori e maestranze. Nucera ha aperto a Siderno, nella Locride, una scuola di cinema con pratica sul set. Numerose le iscrizioni. La direzione artistica è di Mimmo Calopresti. In via di definizione il calendario con le lezioni di Mario Parruccini, regista e direttore della fotografia, gli attori Marcello Fonte e Francesco Colella, Bernardo Migliaccio Spina dell'Accademia d'arte drammatica di Palmi, il videomaker Alessandro Grande (miglior corto d'autore l'anno scorso con Bismillah), Daniele Ciprì, fra i più rinomati direttori della fotografia del panorama internazionale.

Festival a ciclo continuo
Le rassegne, spesso di rilievo internazionale, sono a ciclo continuo, come ad Amantea “La Guarimba”, festival indipendente del cortometraggio, che è anche una bella esperienza di comunità, il recente Lamezia International Film Fest, o quello di Pentedattilo, nella Calabria Greca, luogo cult per appassionati e addetti ai lavori. A Cosenza si è appena concluso il Myartfilm Festival, cortometraggi e documentari per una narrazione alternativa dei fenomeni migratori e dei diritti umani. Focus di questa edizione, in collaborazione con il Human Rights Film Festival di Berlino, sono state le donne, vittime di violazioni e protagoniste della lotta per il cambiamento. Programmati accordi tra Calabria Film Commission e Balkan Film Market nella sede di Confindustria di Cosenza, dove, oltre al presidente della fondazione calabrese Citrigno era presente una ricca delegazione di registi e produttori albanesi: IlirButka, presidente dell'Albania Film Commission, AndamionMurataj, direttore del Balkan Film Market, YlljetAliçka, scrittore e sceneggiatore, AjolaDaja, regista e produttrice indipendente.

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