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Mondiali di calcio femminile, ora ci credono anche gli sponsor

di Monica D'Ascenzo


Calcio femminile, l’Italia ai Mondiali: «Ci siamo anche noi»

5' di lettura

Il count down si avvicina alla fine: -2 giorni al calcio di inzio dei Mondiali di calcio di Francia 2019, che vedranno scendere in campo 24 squadre, tra cui l’Italia che torna alla competizione mondiale dopo 20 anni. L’attenzione per la manifestazione è crescente e testimoniata anche dagli sponsor scesi in campo, da Nike a Visa, da Boots a Barclays, da Adidas a Orange. E d’altra parte il successo a livello di fan e di spettatori giustifica l’interesse. Secondo l’ultimo rapporto Nielsen Women’s Football 2019, sono 314 milioni in 24 Paesi al mondo. Un interesse che è stato quantificato nel 40% in media della popolazione che segue il calcio nei Paesi impegnati nella competizione, con un picco del 59% in Olanda.

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Arrivano gli investimenti
Certo i numeri sono ancora molto lontani da quelli del calcio maschile ma qualche indicazione sulla crescita della rilevanza della manifestazione al femminile può venire, ad esempio, dai premi, saliti a 30 milioni di dollari dai precedenti 15 milioni del 2015. Un premio raddoppiato anche per le campionesse del mondo, che porteranno a casa 4 milioni.

Grafica Nielsen - Womens’s Football 2019

D’altra parte qualche segnale era già arrivato dalle leghe nazionali. In Gran Bretagna, ad esempio, Barclays ha siglato con la Football Association una sponsorizzazione di tre anni per 13 milioni di dollari proprio nel marzo scorso. «L’investimento pluriennale di Barclays è anche il nostro omaggio alla professionalità delle giocatrici della FA Super League femminile, e speriamo che aiuti a portare il gioco a nuovi livelli, rendendo il campionato nazionale inglese leader a livello mondiale» ha spiegato il ceo del gruppo bancario britannico, Jes Staley.

Nel dicembre 2018, invece, Visa ha siglato una sponsorship per gli eventi Uefa del calcio femminile. «È un momento emozionante per il calcio femminile. Ventuno milioni di donne e ragazze partecipare a questo bellissimo gioco in tutta Europa e in Visa che vogliamo festeggiare ognuna di loro» ha commentato Charlotte Hogg, ceo di Visa Europe. Un impegno confermato anche da singole sponsorship di giocatrici: in Italia è stata scelta la portiera della Juventus, Laura Giuliani. «Lo sport ha un enorme potenziale di empowerment per le donne – sottolinea al Sole 24 Ore Andrea Fiorentino, head of products & solutions South Europe di Visa - e può contribuire a eguagliare il campo da gioco per questa e per le generazioni future. In molti Paesi, lo sport può essere un punto di forza per amplificare la voce delle donne e abbattere le barriere di genere e ogni discriminazione. Le donne nello sport sfidano la percezione errata di essere deboli o inferiori. Ogni volta che eliminano un ostacolo o calciano una palla, dimostrano non solo forza fisica, ma anche leadership e determinazione. Attraverso la sponsorizzazione con la Coppa del Mondo femminile FIFA 2019 in Francia – che per ammontare eguaglia quanto investito nel calcio maschile - Visa vuole celebrare l’empowerment delle donne. Vogliamo ispirare, abilitare e lasciare un’eredità alle ragazze e alle giovani donne per seguire i loro sogni. Vogliamo che il torneo 2019 sia il momento che cambierà la percezione del calcio femminile nel mondo e dimostrerà l'impatto positivo di avere più donne leader nell'economia».

Quest’anno, poi, la stessa via è stata percorsa da Nike, che ha firmato un’intesa per diventare per il prossimo triennio partner ufficiale dell’UEFA Women’s Football e fornitore dei palloni nelle competizioni Uefa, compresa la Champions League femminile e i campionati Euro 2021. In occasione dei Mondiali ormai alle porte, Nike è anche il brand che ha firmato le divise di 14 squadre, compresi gli stati Uniti. Divise per la prima volta disegnate appositamente per le figure femminili. Non solo. Il brand sta appoggiando il movimento del calcio femminile anche con campagne video, diventate virali sui social.

Calcio: le maglie mondiali firmate Nike

Calcio: le maglie mondiali firmate Nike

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Dal canto suo, Adidas, ha confermato il proprio impegno accanto a Fifa e in marzo ha fatto un passo in più verso una “parificazione” delle competizioni femminili e maschili: il brand dello sportwear ha annunciato le calciatrici da loro sponsorizzate, che faranno parte della squadra campione del mondo riceveranno lo stesso bonus previsto per i colleghi uomini nei campionati mondiali maschili. «Crediamo nell’ispirare e dare opportunità alla prossima generazione di atleti, creatori e leader femminili attraverso la rottura delle barriere» ha sottolineato Eric Liedtke, executive board member e head of global brands. Per altro la decisione va nella direzione di alcune Nazionali, come la Norvegia, che hanno già deciso di pagare lo stesso stipendio a calciatori e calciatrici. Mentre in Italia le calciatrici continuano ad essere dilettanti e ben lontane da uno stipendio da professioniste.

Sempre nel marzo scorso, poi, anche la britannica Orange annunciò di aver siglato un accordo come partner nazionale della coppa del mondo Fifa, mentre Boots ha firmato una partnership di tre anni con le associazioni calcistiche dell’Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord, Galles e la Repubblica d’Irlanda per sponsorizzare le nazionali femminili.

Per altro lo studio di Nielsen dimostra come il 61% dei fan del calcio femminile crede che i brand, attraverso la sponsorizzazione del movimento, guadagnino appeal fra i sostenitori. E il 42% delle donne interessate al calcio di informa abitualmente su quali siano gli sponsor.

Chi sono i tifosi dei prossimi mondiali?
L’identikit di quanti seguiranno i prossimi mondiali è abbastanza diversificato. C’è un quasi equilibrio a livello di genere: 54% gli uomini e 46% le donne. Nello spaccato per età, invece, sono i Millennials i fan più numerosi delle calciatrici: spicca infatti il 28% della fascia compresa tra i 25 e i 34 anni, contro una media delle altre età che si aggira attorno al 20 per cento.

Grafico Nielsen - Women’s Football 2019

I dati Nielsen sulla partecipazione allle discussioni sui social, poi, evidenziano come le donne abbiano da dire la loro anche in questo. Negli stati Uniti soprattutto, dove il 58% di tutte le conversazioni su Facebook relative alla nazionale femminile di calcio sono guidate da donne e il 60% su Instagram. Dati più contenuti in Europa, dove la Gran Bretagna vede percentuali femminili nelle conversazioni su Facebook relative alla nazionale di calcio intorno al 44% e su Instagram al 40%. Svetta la Germania con il 54% su Facebook, mentre in Francia la percentuale scende al 38%.

Quali sono le quotazioni delle squadre?
Infine la vera domanda è: chi vincerà questo mondiale. Che gli Stati Uniti siano forti è risaputo e infatti la sorpresa è trovare la Francia come favorita nelle stime di Gracenote, società del gruppo Nielsen. Le cugine d’Oltralpe hanno catalizzato il 22% dei consensi contro il 14% delle americane. A seguire Germania (12%), Inghilterra (11%), Australia (7%), Giappone e Canada (6%). E l’Italia? Nelle retrovie con un 1% a pari merito con Cina, Nuova Zelanda e Scozia. Ma c’è da scommettere che Sara Gama e le compagne venderanno cara la pelle sul campo, a cominciare dalla prima partita contro l’Australia il prossimo 9 giugno.

Grafico Nielsen - Women’s Footbal 2019
Riproduzione riservata ©
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    Monica D’Ascenzoredattrice

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Finanza, startup, diversity

    Premi: Premio dell'Associazione per lo Sviluppo economico per il libro "Donne sull'orlo della crisi economica"

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