l’indiscrezione

Calcio, Amazon prepara un’offerta per i diritti in streaming della Serie A

Secondo i rumors, le mire espansionistiche del gigante dell’e-commerce in campo sportivo puntano all’Italia. Dove la Lega ha bisogno di rifinanziarsi

Amazon punta a fare un’offerta per i diritti in streaming della Serie A di calcio (Epa)

3' di lettura

Amazon prevede di presentare un’offerta per i diritti televisivi della Serie A. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti. La scadenza per la presentazione delle offerte per i diritti per il triennio 2021-2024 è il 26 gennaio e la Serie A punta ad almeno 1,15 miliardi di euro. Il gigante dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos lancia insomma il guanto di sfida a Sky, il network della galassia Comcast che, nelle ultime stagioni, ha condiviso con Dazn, piattaforma del miliardardario ucraino Lev Blavatnic, l’esclusiva su quello che una volta era il campionato più bello del mondo.

Le mosse di Bezos in campo sportivo

Amazon, proprietaria del servizio Amazon Prime, è ovviamente interessata ai diritti in streaming. Il servizio punta ad ampliare l’offerta sportiva, dopo essersi aggiudicata i diritti sulla Premier League, aver ottenuto la possibilità di trasmettere 16 partite della prossima Champions League e aver messo in cassaforte anche il football americano della Nfl. Sul calcio in streaming il colosso di Seattle si è già assicurato alcune partite di Champions League in Germania e alcuni match della Premier Leagie in Uk.

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Amazon Prime Video

La contropartita richiesta è un abbonamento al servizio Prime, che costa 36 euro all'anno e che, come si legge sul sito, garantisce «consegne illimitate in 1 giorno su 2 milioni di prodotti e in 2-3 giorni su molti altri milioni». Prime Video è compresa nel servizio Prime. In aggiunta, un mese e mezzo fa Amazon ha comunque lanciato in Italia Prime Video Channels: pacchetti a pagamento con una selezione di canali terzi di intrattenimento, cinema e sport. Sulla Champions al pacchetto Amazon si dovrebbe affiancare (ancora non c'è ufficialità) a quelli di Mediaset (16 partite in chiaro il martedì) e di una Sky (104 partite, che potrebbe incrementare con le sublicenze per la parte pay dei 16 migliori match del martedì) che fino a giugno continuerà a detenere i diritti per questo triennio, condivisi per la trasmissione di alcune gare in chiaro con Rai per la prima stagione e con Mediaset per le rimanenti due (compresa quella attuale).

Calcio italiano a caccia di risorse

La Serie A, intanto, è alla ricerca di nuove fonti di reddito. Una cordata di fondi di private equity composta da Cvc, Advent e Fsi ha concordato l’acquisizione di una partecipazione nella media company che sarà creata dalla Lega Serie A per valorizzare i diritti audiovisivi ma, in generale, tutto il prodotto calcio. Pagheranno 1,7 miliardi di euro per il 10% della nuova società che gestirà i diritti televisivi della Lega. Il campionato di calcio italiano, ormai teatro delle gesta di fuoriclasse attempati come Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic, ha bisogno di un’iniezione di denaro dopo decenni di sottoinvestimenti. Il torneo e le sue squadre hanno visto le proprie finanze assottigliarsi ulteriormente per la pandemia di coronavirus che ha chiuso gli spalti degli stadi da qui all’immunità di gregge.

I bandi

Il 26 gennaio, come detto, sarà il termine per presentare le offerte per i diritti audiovisivi “domestici” della Serie A. L’asta “prioritaria” è quella riservata agli operatori della comunicazione e prevede una commercializzazione per piattaforma con tre pacchetti (satellite in esclusiva, digitale terrestre in esclusiva e Internet/iptv/mobile in esclusiva) e una commercializzazione mista. Nel caso della commercializzazione per piattaforma i prezzi minimi fissati a stagione sono di 500 milioni per il satellite, 400 per il digitale terrestre e 250 milioni per la terza piattaforma. A questi si aggiunge un pacchetto opzionale (con interviste dal campo, ulteriori immagini) da 20 milioni di euro acquisibile da un solo operatore aggiudicatario di un pacchetto. In alternativa però le offerte potranno riguardare pacchetti “misti” per prodotto e piattaforma: il pacchetto principale ad esempio, in questa modalità, riguarda 7 partite per turno di campionato (su 10 totali) da trasmettere in qualsiasi piattaforma a scelta del licenziatario, mentre gli altri pacchetti riguarderanno 3 gare (il primo multipiattaforma, il secondo internet/mobile/iptv). La base d’asta in questa modalità è di 750 milioni a stagione per il pacchetto con 7 partite, 250 milioni per il pacchetto con 3 partite multipiattaforma e 150 milioni il pacchetto internet e mobile.

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