Calcio & Finanza

Calcio, chi sale e chi scende nei bilanci. Atalanta prima, Milan ultimo

L’Atalanta ha un utile di 24 milioni. Le grandi sono in rosso, la perdita maggiore è del Milan (-146 milioni). Inter -48,4 milioni, Juve -39,9 milioni

di Gianni Dragoni


default onloading pic
(AFP)

7' di lettura

L’Atalanta realizza una plusvalenza di 35 milioni di euro con la cessione alla Juventus di Dejan Kulusevski (più altri 9 milioni se scatterà il bonus) e rafforza così il suo bilancio, il più florido della serie A. L’ultimo bilancio approvato evidenzia un utile netto consolidato di 23,96 milioni per la società di Antonio Percassi. Tutti i grandi club invece sono in rosso. I conti peggiori sono del Milan (-146 milioni il consolidato al 30 giugno 2019). Seguono a distanza Inter (-48,4 milioni) e Juventus (-39,9 milioni). In rosso anche le romane, -24,3 milioni l’As Roma e -13,16 milioni la Ss Lazio. Questi i risultati di un’inchiesta del Sole 24 Ore nella Serie A.

La plusvalenza di Kulusevski
È stata ufficializzata oggi la cessione del centrocampista di 19 anni dal club bergamasco alla Juventus per 35 milioni, «pagabili in cinque esercizi», spiega il comunicato del club bianconero. «Il valore di acquisto potrà incrementarsi di massimi € 9 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale». La Juventus ha sottoscritto con Kulusevski un contratto fino al 30 giugno 2024. Intanto il giocatore resta al Parma Calcio in prestito gratuito, fino al termine della stagione in corso (30 giugno 2020).

Juventus, bilancio in rosso per 40 milioni nel primo anno di Ronaldo

Atalanta, 50 milioni di utili in due anni
L’Atalanta chiude il bilancio con l’anno solare, non con la stagione sportiva. L’ultimo bilancio consolidato del club, relativo al 2018, dichiara un utile netto di 23,96 milioni (un po’ meno dei 26,62 milioni del 2017), con un patrimonio netto di 51,4 milioni. Hanno contribuito al profitto le plusvalenze sul calciomercato, pari a 24,23 milioni. Inoltre ci sono proventi per il prestito di calciatori per 13,48 milioni. I ricavi operativi, se si escludono plusvalenze e proventi da prestito giocatori, sono pari a 118 milioni (oppure 131,5 milioni se si escludono solo le plusvalenze). Per gli stipendi dei giocatori il club ha speso solo 34,4 milioni, una frazione di quanto spendono le grandi.

Le plusvalenze che gonfiano i ricavi
Molte squadre inseriscono nei ricavi plusvalenze del calciomercato. Così i ricavi risultano gonfiati rispetto al fatturato effettivo, che comprende sostanzialmente ricavi commerciali (sponsor e pubblicità), diritti tv, stadio. Nella nostra analisi le plusvalenze vengono escluse dai ricavi (detti anche ricavi operativi), come del resto fanno le più qualificate società di analisi finanziaria negli studi sul calcio, come Kpmg Football Benchmark e la «Football Money League» di Deloitte. Peraltro si sta diffondendo in misura crescente la prassi degli scambi di giocatori, operazioni che suscitano dubbi sulla correttezza dei valori delle transazioni, soprattutto quando generano plusvalenze per entrambi i club che fanno l’operazione: in questi casi nessuno incassa liquidità, mentre i debiti delle squadre continuano ad aumentare. Inoltre questo meccanismo fa aumentare i costi, attraverso gli ammortamenti degli anni successivi. Si crea così una bolla, come quella che si vede nei conti aggregati della serie A, con poco meno di 700 milioni di plusvalenze nella stagione sportiva chiusa al 30 giugno 2018.

Napoli tornato all’utile
Tra i principali club del campionato non è ancora disponibile il bilancio dell’Ss Calcio Napoli. Secondo il sito «Calcioefinanza» nel verbale dell’assemblea degli azionisti che il 25 ottobre ha approvato il bilancio al 30 giugno 2019 c’è scritto che la società ha realizzato un utile netto di 29,16 milioni. Il verbale non indica il fatturato della società controllata dalla Filmauro di Aurelio De Laurentiis. Nell’esercizio precedente il fatturato, escluse le plusvalenze, era pari a 185,4 milioni e il risultato indicava una perdita di -6,37 milioni, dopo l’utile netto di 66,6 milioni del bilancio a giugno 2017. L’utile del Napoli è superiore a quello dell’Atalanta in valore assoluto. Tuttavia il Napoli ha ricavi più alti, quasi doppi, pertanto in termini relativi, rispetto alle dimensioni e anche al capitale investito, il risultato dell’Atalanta è migliore di quello degli azzurri.

Juventus incassa l’aumento
La Juventus ha appena concluso con successo l’aumento di capitale di 300 milioni, resosi necessario in seguito ai costi per le acquisizioni degli ultimi anni, in particolare quella di Cristiano Ronaldo (ma ci sono anche Higuain e De Ligt...). I debiti finanziari netti al 30 giugno 2019 erano arrivati a 463,5 milioni (aumentati di 153,7 milioni in 12 mesi), quasi eguagliavano il fatturato. I ricavi operativi nel bilancio a giugno 2019 sono pari a 464,3 milioni se si escludono plusvalenze da calciomercato e altri proventi da gestione calciatori per un totale di 157,2 milioni (tra cui i 18 milioni incassati per il prestito di Higuain). Oppure, se si escludono “solo” le plusvalenze (127 milioni), i ricavi operativi sono pari a 494,4 milioni. Al 30 settembre i debiti finanziari netti erano saliti ancora, a 573,9 milioni, con un incremento di 110 milioni in soli tre mesi. Prima dell’aumento di capitale _ secondo il prospetto pubblicato dalla società _ la Juventus presentava «una situazione di tensione finanziaria». La ricapitalizzazione secondo la società è destinata a sostenere il piano di sviluppo a 5 anni, anche per mantenere competitiva la rosa, che è la più ricca della serie A . Al 30 giugno le immobilizzazioni per i diritti pluriennali dei calciatori erano pari a 421 milioni. Metà dei proventi della ricapitalizzazione saranno destinati a rimborsare debiti e a finanziare impegni già assunti entro i 12 mesi. Il bilancio a giugno 2019 si è chiuso per il secondo anno consecutivo in rosso (-39,9 milioni, dopo i -19,2 milioni dell’esercizio precedente). Il costo totale del personale è pari a 327,7 milioni. Quest’anno il bilancio è previsto ancora in perdita dalla società, a meno di un risultato eccezionale in Champions League (almeno la finale) .

La voragine del Milan
Il Milan ha chiuso il bilancio consolidato a giugno 2019 con una perdita netta di -146 milioni, con un peggioramento di 20 milioni rispetto all’esercizio precedente. In due anni il Diavolo ha accumulato 272 milioni di perdite nette. I ricavi operativi dell’ultimo esercizio sono pari a circa 215,6 milioni. Il costo del personale è 184,8 milioni. Dopo la parentesi del misterioso proprietario cinese «Mr. Li», la proprietà del club è stata rilevata dal Fondo Elliott, che ha investito durante lo scorso esercizio 265,5 milioni per ricapitalizzare la società. Questo ha consentito al Milan di tornare ad avere un patrimonio netto consolidato positivo, pari a 83,3 milioni al 30 giugno scorso. La posizione finanziaria netta era negativa per 82,9 milioni. I conti del Milan sono i peggiori della serie A.

Inter, con Suning più ricavi
L’Inter, oggi guidata dagli ex juventini Antonio Conte (allenatore) e Beppe Marotta (a.d.), nel consolidato al 30 giugno 2019 ha quasi triplicato la perdita netta a -48,4 milioni (-17,7 milioni l’anno precedente). Secondo i dati resi noti dalla società i ricavi totali sono saliti da 347 milioni al «record» di 417,1 milioni. Ma questa cifra incorpora le plusvalenze da calciomercato e i proventi da prestiti dei giocatori (43,9 milioni in totale) che, come già spiegato, gonfiano i ricavi. Pertanto, depurandoli da queste voci, i ricavi operativi sono un po’ più bassi, sono passati da 288,2 a 373,2 milioni. Con questo valore l’Inter è la seconda società di serie A per ricavi, dietro la Juventus e ampiamente davanti al Milan e alla Roma. Da segnalare che i ricavi del club nerazzurro si sono dilatati con l’apporto della proprietà cinese del gruppo Suning, che è anche sponsor della società. In totale i ricavi commerciali dell’Inter sono saliti a 145,1 milioni dai 131 milioni dell’anno precedente. Questi ricavi superano addirittura i diritti tv, aumentati da 80,2 a 139 milioni. Questo è un fatto inconsueto. Andrebbe approfondito l’apporto dei ricavi da Suning o comunque da parti correlate per pubblicità, «naming right» o sponsorizzazioni, per verificare se siano corretti valori di mercato o se siano invece più generosi. Nel conto economico ci sono oneri finanziari netti pari a 30,1 milioni (34,5 milioni l’anno precedente), sintomo di un indebitamento finanziario rilevante. Al 30 giugno scorso l’Inter aveva un indebitamento finanziario netto consolidato pari a 456,5 milioni, solo 7 milioni in meno della Juventus, che ha però una rosa calciatori più costosa e incorpora nei debiti anche l’investimento nello stadio di proprietà (150 milioni), che l’Inter non ha. Il patrimonio netto a giugno era positivo per soli 4,55 milioni, pur avendo l’azionista Zhang Jindong versato 40 milioni a riserva futuro aumento di capitale durante l’esercizio (conversione di finanziamenti ).

La Roma ha il patrimonio netto consolidato negativo
A Roma si attende come un Messia l’arrivo del miliardario, ma pressoché sconosciuto, Dan Friedkin per dire addio a James Pallotta. In otto anni al vertice dell’As Roma l’italoamericano di Boston non ha vinto alcun trofeo e ha chiuso tutti i bilanci in rosso. Nel consolidato al 30 giugno 2019 i ricavi sono scesi dal record di 250,9 milioni a 232,75 milioni. Il risultato è in perdita per -24,3 milioni (-25,5 milioni l’anno precedente). Negli ultimi tre anni il club ha perso 90 milioni, nonostante la vendita di molti gioielli della Magica, tra cui Alisson e Salah andati a rafforzare il Liverpool. I debiti finanziari netti sono saliti ogni anno, erano a 220,6 milioni al 30 giugno scorso, quasi quanto il fatturato. Al 30 settembre i debiti finanziari netti erano saliti a 272 milioni. Il patrimonio netto consolidato è negativo da diversi anni, al 30 giugno era a -127,45 milioni. Una ricapitalizzazione è urgente, comunque vada a finire la vicenda della proprietà. Deve essere realizzato un aumento di capitale di 150 milioni, deliberato dall’assemblea dei soci il 28 ottobre. Le trattative per la cessione sono in fase avanzata, ma ancora non c’è un accordo.

Lotito torna in rosso
Sono migliori i conti della Ss Lazio, ma nell’ultimo bilancio consolidato il superparsimonioso Claudio Lotito ha rivisto il rosso. I ricavi sono diminuiti da 124,2 a 121,6 milioni, il costo del personale è aumentato da 79,84 a 85,23 milioni (meno della metà della Roma, che è a 184,42 milioni). Le plusvalenze da calciomercato si sono ridotte da 63,7 a 25,96 milioni. Il bilancio consolidato a giugno 2019 si è chiuso in rosso per -13,16 milioni, rispetto all’utile netto di 36,26 milioni dell’esercizio precedente. Il patrimonio netto consolidato è positivo per 42,9 milioni.

Parma in rosso, Udinese ritrova l’utile
Tra le altre squadre il Parma ha chiuso il bilancio a giugno con una perdita netta di -9,4 milioni, l’Udinese ha un utile di 1,1 milioni. Per le genovesi, che chiudono il bilancio con l’anno solare, i conti a fine 2018 mostrano un utile di 12 milioni per la Sampdoria e una perdita di -4 milioni per il Genoa. In rosso anche la Fiorentina, -15 milioni nell’anno solare 2018.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...