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Calcio, ecco come la Uefa cambierà il fair play finanziario per limitare impatto Covid sui club

L’Emergency working group composto dalla Uefa, dall’Eca, dalla rappresentanza delle Leghe continentali e dal sindacato calciatori Fifpro ha approvato 4 correttivi per mitigare gli effetti della pandemia sui conti dei club

di Marco Bellinazzo

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(AFP)

L’Emergency working group composto dalla Uefa, dall’Eca, dalla rappresentanza delle Leghe continentali e dal sindacato calciatori Fifpro ha approvato 4 correttivi per mitigare gli effetti della pandemia sui conti dei club


3' di lettura

Laddove l’Unione europea stenta, nonostante gli annunci, ad assumere iniziative comuni e di largo respiro per superare la crisi Covid-19, gli stakeholder dell’Europa del calcio nelle scorse settimane hanno lavorato in silenzio per riscrivere insieme le regole contabili per assorbire l’impatto negativo della pandemia e porre le basi per la ripresa non solo sportiva di campionati e coppe.

Emergency working group

La commissione che si occupa del fair play finanziario diretta dal vicepresidente Uefa Michele Uva e l’Emergency working group composto oltre che dalla Uefa, dall’Eca, l’associazione dei club presieduta da Andrea Agnelli, la rappresentanza delle Leghe calcistiche continentali e Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori hanno individuato un set di soluzioni che sono state poi approvate dal comitato Esecutivo della Uefa lo scorso giovedì.

Financial Fair play

«È stato un lavoro complesso, la situazione a livello europeo era disomogenea. Quaranta paesi hanno ripreso il proprio percorso che non è ancora “normale”, perché mancano gli spettatori, ma bisognava sempre pur partire da un punto», ha spiegato Uva intervenendo venerdì in diretta a Tutti Convocati su Radio 24. «Alla fine è stata trovata , in armonia, una soluzione di buon senso per affrontare questo difficilissimo passaggio. Quello a cui tenevo di più era non smantellare il fair play finanziario, ma renderlo flessibile considerando che il Covid porta e porterà un impatto sui conti dei club. Ma il Financial fair play non viene né cancellato né sospeso, abbiamo trovato due o tre correttivi che vengano incontro alle esigenze della sostenibilità del sistema intero».

I quattro correttivi

Di fatto, il bilancio relativo alla stagione 2019-20 verrà cumulato e andrà a fare medi con quello relativo alla prossima stagione 2020-21. Nel prossimo autunno per le squadre che si qualificheranno alle coppe europei il monitoraggio riguarderà solo i bilanci chiusi negli anni 2018 e 2019. Invece per le squadre che si qualificheranno alle Coppe europee nella stagione seguente (quella 2021/22) il monitoraggio ai fini della break even rule, che ammette uno sforamento massimo di deficit pari a 30 milioni, nell’autunno del 2021, riguarderà quattro anni, dalla stagione conclusa al 30 giugno 2018 al quella che terminerà il 30 giugno 2021. Tuttavia i bilanci al 30 giugno 2020 e al 30 giugno 2021 varranno per uno,quindi nel calcolo di ricavi, costi e perdite si farà la media delle due annualità. Se il 2020 dovesse registrare un rosso di 90 milioni e il 2021 di 10 milioni, ad esempio, il passivo preso in esame (da sommare o ridurre al risultato d’esercizio ante imposte delle stagioni chiuse al 30 giugno 2018 e 2019) sarà pari a 50 milioni.

Il “doppio scudetto”

Questa novità è stata introdotta per tenere conto del fatto che i ricavi nella stagione 2020/21 - che di fatto inizierà il 1° luglio 2020 - saranno senz’altro più alti per quasi tutte le squadre. Ci potrebbe essere per assurdo un club che nella prossima stagione vinca due volte lo scudetto oppure la Champions. Alcuni titoli nazionali e sicuramente le coppe europee (le fasi finali con il nuovo format si disputeranno dal 12 al 23 agosto 2020 in Portogallo per quanto riguarda la Champions e dal 10 al 21 agosto in Germania per quanto concerne l’Europa League) verranno assegnati nella stessa stagione e ricadranno nella competenza dello stesso bilancio (1° luglio 2020-30 giugno 2021). Lo stesso vale per i ricavi legati alla partecipazione ai quarti e alle semifinali delle due competizioni. La media dei due rendiconti, d’altro canto, potrà frenare la tentazione di commettere qualche abuso. Se le verifiche sull’anno in corso fossero stare del tutto abolite più di qualche club magari avrebbe potuto scaricare molte più perdite del dovuto sul bilancio con l’alibi del Covid. Ma il correttivo varrà anche per metabolizzare eventuali tagli di ingaggi relativi a una stagione con il “recupero” di parte degli stipendi in quella successiva.

Mitigation Factor

Tra i correttivi sono stati poi previsti dei mitigation factor. Se un club dovesse subire anche nella stagione 2020/21 delle perdite rilevanti o della riduzioni di proventi causati dagli effetti della pandemia potrà essere giustificato alla Uefa che non peserà questi valori nei propri conteggi quindi rientrerà nei conteggi. È quello che potrebbe accadere qualora anche in autunno gli stadi dovessero restare chiusi per via di una seconda ondata di contagi. «Anche questo - ha sottolineato Uva - è stato un successo politico del presidente Alexander Ceferin e della Uefa». Tuttavia tra i danni da Covid-19 non ci potranno essere quelli da calciomercato. L’attesa contrazione delle valutazioni dei cartellini dei giocatori non potrà essere una scusante. Quindi le mancate super-plusvalenze non faranno testo.

I debiti

La Uefa infine non ha voluto rinunciare alla norma che impone ai club di saldare i debiti con altre società, i propri tesserati e il Fisco. Il termine per questa scadenza è stato però portato dal 30 maggio al 30 luglio.

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