i dubbi sulla vendita

Calcio, il giallo sul passaggio di mano del Palermo da Zamparini a Baccaglini

di Fabio Pavesi

Paul Baccaglini in un frame tratto da un video del programma «Le Iene» (Ansa)

2' di lettura

Si attendeva da mesi l'annuncio. Ora che è arrivato, lascia quanto meno sorpresi, se non perplessi. Ma come, il grande fondo americano che ha corteggiato Zamparini per il suo Palermo calcio è un ex iena televisiva, tale Paul Baccaglini?
Sarebbe presidente di una certa “Integritas capital”, dicono di lui che ha maturato esperienze di trading tale «da essere notato da diverse banche internazionali per la costanza di risultati e per le strategie applicate, finendo per co-fondare Integritas Capital con due soci confluiti dal mondo delle banche americane ed inglesi». Fin qui il curriculum ufficiale.

Uomo di spettacolo televisivo, ma anche esperto di finanza, tanto da costruire ancora molto giovane un fondo d’investimento con mire ambiziose. Due ore dopo l'annuncio, ecco che ieri arriva il primo colpo di scena. Integritas Capital, tramite il suo presidente Lou Frost, fa sapere di non conoscere Baccaglini. Il Palermo calcio replica che si tratta di omonimia: esistono altre società con lo stesso nome. Esiste o non esiste un fondo in grado di rilevare il 100% della società di calcio posseduta dal 2002 dall’istrionico presidente Maurizio Zamparini? Nei prossimi giorni si dovrebbe appurare la verità storica. Si attende di sapere di quale Integritas si parla. Un minimo di chiarezza è richiesta dopo il balletto che dura da mesi sulla vendita della squadra rosanero. Ma soprattutto si deve sapere all'atto della cessione. Lo sforzo finanziaro infatti non è indifferente. Zamparini, che ha con le sue società un contenzioso aperto con il fisco italiano per 99 milioni di euro, ha speso solo per il Palermo nei suoi 15 anni di presidenza oltre 70 milioni di euro. Sono i soldi che ha via via iniettato nelle casse del club per sostenere il capitale ogni volta che era richiesto. Per non uscire da quell’investimento in perdita ovvio che il vulcanico Zamparini deve sperare di vendere a una cifra più alta di quei 70 milioni che gli è costata la passione per il calcio.

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Ma si può chiedere di più per un club che ha perso 50 milioni negli ultimi 5 anni; ha debiti per 120 milioni, ricavi a 90 milioni e rischia seriamente di andare in Ba a fine stagione? In più Baccaglini dice che vuole investire per lo stadio.

Un bell'impegno. Altro che soli 70 milioni. Tutto è possibile, ovviamente, soprattutto nel mondo del calcio, dove si è abituati a vedere molti protagonisti affacciarsi alla ribalta per poi magari scomparire nel nulla. Non occorre scomodare la vicenda del Milan di questi giorni. Una telenovela che dura anch’essa da mesi. Prima il fantomatico mister Bee thailandese. Poi ecco comparire cinesi in cordata. Qualcuno si sfila, qualcuno no. Fatto sta che mancano i soldi. Quella chiusura dell’accordo finale sempre posticipata. Quel saldo da 100 milioni che manca all’appello. Insomma i soldi (quelli veri) sono l’unica certezza nel mondo roboante del grande business del calcio. Quelli dettano legge fino a prova contraria. Ora il giovane Paul Baccaglini dovrà dimostrare di saper onorare gli impegni. E soprattutto dovremmo scoprire prima o poi di quale Integritas si tratta.

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