Calcio e finanza

Calcio, indagine per reati fiscali sul procuratore Ramadani: 11 squadre sotto la lente

La Procura di Milano accusa l’agente macedone di evasione e riciclaggio. Chiesti documenti a Fiorentina, Juventus, Napoli, Inter, Milan, Roma e altri 5 club

di Ivan Cimmarusti e Gianni Dragoni

Calcio, Gravina (Figc): Plusvalenze? Eviterei processi sommari

4' di lettura

L’inchiesta giudiziaria sul calcio dalle plusvalenze della Juventus si allarga a 11 squadre, tra cui le più blasonate della Serie A. Nessuna indagata, per ora, ma oggetto di attenzione della Procura di Milano, che ha ordinato di consegnare gli atti, i documenti e le mail riferiti ai «rapporti economico-commerciali» nel calciomercato con il procuratore sportivo Abdilgafar Ramadani, nato in Macedonia del Nord nel 1963 e residente in Irlanda, a Dublino, per il periodo dal 2018 a oggi. Ramadani, detto «il Mino Raiola dell’Est», è già indagato per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per gli anni di imposta dal 2018 al 2019, per riciclaggio e autoriciclaggio.

L’elenco delle 11 squadre (non indagate)

La Guardia di finanza dalla mattina del 13 dicembre sta acquisendo copia della documentazione dei rapporti economici-commerciali intrattenuti dal 2018 a oggi dalle seguenti squadre professionistiche o loro dipendenti, in quest’ordine nel provvedimento del sostituto procuratore Giovanni Polizzi: Fiorentina Spa, Fc Juventus Spa, Ssc Napoli Spa, Frosinone Calcio Srl, Spal Srl, Torino Calcio Spa, Fc Internazionale Milano Spa (Inter), Ac Milan Spa, Cagliari Calcio Spa, As Roma Spa ed Hellas Verona Spa. Nove sono in Serie A nell’attuale campionato, due (Frosinone e Spal) sono in Serie B. Le società di calcio non sono indagate, ha precisato la Procura.

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Il procuratore avrebbe ricevuto almeno 7 milioni

Secondo la Procura, Ramadani «avrebbe ricevuto da squadre italiane proventi per almeno 7 milioni di euro e cifre più rilevanti da club europei». Lo svelano gli inquirenti che indagano sul procuratore macedone, già indagato in Spagna per fatti analoghi.

Soldi dirottati in Irlanda o a Malta

É stata una segnalazione sospetta su uno dei conti correnti riferibili al procuratore sportivo Ramadani a far scattare l’inchiesta milanese che vede indagato per reati fiscali il cosiddetto «Raiola dell’Est». Soldi che da alcuni club italiani sono stati dirottati sulle sue società con sede in Irlanda o Malta, ma «dimenticando» di dichiararli al fisco. Secondo l’accusa in Italia Ramadani avrebbe agito insieme all’agente suo collaboratore Pietro Chiodi, nato a Roma nel 1968, considerato un prestanome.

Le cessioni di Chiesa e Pjanic

Tra le operazioni sospette le cessioni di Federico Chiesa dalla Fiorentina alla Juventus e di Miralem Pjanic dalla Juventus al Barcellona. Nella scuderia di Ramadani ci sono anche l’allenatore della Lazio Maurizio Sarri, i giocatori Kalidou Koulibaly (Napoli), Ante Rebic (Milan), Nikola Milenkovic (Fiorentina) e Samir Handanovic (Inter). Tra gli assistiti di Chiodi il portiere Ciprian Tatarusanu (Milan) e l’allenatore Eusebio Di Francesco.

Il procedimentio penale

La «richiesta di consegna» della Procura, ai sensi dell’articolo 248 del codice di procedura penale, fa riferimento agli atti del procedimento penale nei confronti di Ramadani per omessa presentazione della denuncia dei redditi (punibile da 2 a 5 anni di reclusione), riciclaggio e autoriciclaggio (ciascun reato punibile da 4 a 12 anni di reclusione), «per avere (...) omesso di presentare dichiarazione dei redditi per gli anni di imposta dal 2018 al 2019 avendo operato con una stabile organizzazione occulta nel territorio dello Stato attiva nel settore della mediazione sportiva occultando ovvero trasferendo su rapporti bancari accesi presso istituti di credito italiani ed esteri a nome di società allo stesso riconducibili i proventi del reato presupposto di omessa presentazione di dichiarazione dei redditi».

Rete di società estere

«Ritenuta la sussistenza degli indizi di colpevolezza» la Procura afferma che risulta necessario acquisire agli atti del procedimento copia della documentazione relativa ai rapporti economico-comerciali intrattenuti dagli 11 club elencati con Ramadani o con le società di diritto estero a lui riconducibili Primus sports consultancy limited (sede a Dublino), Lian sports limited (Malta), Lanigan management Ltd (Malta), Joste consultancy Ltd (Malta), Dito trading and consultancy Ltd (Malta), Preston development limited (Gran Bretagna) e Fi agency consulting Ltd (Bulgaria).

I rapporti con altri 5 procuratori

La magistratura vuole acquisire anche la documentazione riferita ai rapporti tra le 11 squadre e i seguenti agenti sportivi che hanno avuto rapporti professionali con Ramadani: Pietro Chiodi e la società Pietro Chiodi soccer management Srl, Victor Kolar, nato a Kladno (Cecoslovacchia) nel 1972 iscritto nel registro del Coni e della Figc, Plamen Peychev, nato in Bulgaria nel 1985 e iscritto nei registri del Coni e della Figc, nonché della società Pmrs management Eood con sede a Sofia, di cui risulta azionista di riferimento, Tomislav Erceg, nato a Spalato (Croazia) nel 1971, iscritto in entrambi i registri, legale rappresentante della società Promotio victorum Doo (sede a Spalato), Alessandro Pellegrini, nato a Colle Val d’Elsa (Siena) nel 1966 e residente, quale iscritto all’Aire, ad Albedo in Svizzera, socio unico della Am procure sportive Sagl, sede legale a Solduno (Svizzera).

I conti alla Allianz Bank a Milano e a Banca Generali

La Procura ha ordinato alle 11 squadre anche la consegna della documentazione relativa ai pagamenti in favore di Ramadani o delle società a lui riconducibili e degli altri agenti sopra indicati, in particolare in favore del conto corrente «non residente» numero 720227 acceso presso la filiale di Milano, corso Porta Romana n. 13/15 della Allianz Bank financial advisors Spa intestato alla Primus sports e il conto corrente personale di Ramadani presso la stessa filiale della Allianz Bank «e dei conti correnti accesi presso banca Generali Spa ed intestati alla Primus sports consultancy limited ed a Ramadani Abdilgafar».


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