DOPO LA RIFORMA UEFA

Calcio, al via la Champions più ricca di sempre: ecco a chi andranno i premi

di Marco Bellinazzo

Champions, il Real torna a casa e fa festa con i tifosi a Madrid

3' di lettura

La Champions League 2018/19 sarà il più elitario e ricco torneo continentale mai disputato. La riforma varata dalla Uefa allargando da questa stagione i posti assicurati nei gironi iniziali alle squadre delle quattro principali Leghe (Spagna, Inghilterra, Italia e Germania) ha fatto aumentare i ricavi «centralizzati» derivanti dai diritti Tv e dalle sponsorizzazioni globali (i partner ufficiali sono otto: Mastercard, Nissan, Heineken, Lay’s, Ps4, Gazprom, Santander e Hotels.com). Complessivamente i ricavi commerciali percepiti dalla Uefa per Champions ed Europa League 2018/19 e per la Supercoppa sono stimati a circa 3,25 miliardi.

Come cambia il «budget» Uefa
Nei primi cinque mercati europei – Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia – l’Uefa ha registrato un aumento di quasi il 50 per cento. Nel dettaglio: in Germania si è passato da 120 a 200 milioni di euro l’anno; in Francia: da 140 a 315 milioni; in Spagna: da 180 a 240 milioni; in Italia da 223 a 280 milioni; e nel Regno Unito: da 333 a 450. Le Tv hanno ottenuto in cambio dei generosi assegni staccati a favore di Nyon un raddoppio delle finestre di trasmissione dei match: nelle due giornate infrasettimanali dedicate alla manifestazione regina - il martedì e il mercoledì - infatti saranno giocate due partite alle ore 18.55 (il debutto del nuovo format ci sarà con le gare di martedì prossimo, Inter-Tottenham e Barcellona-Psv ) e sei alle 21. In Italia Sky trasmetterà in esclusiva le due competizioni per il triennio 2018/21 e ha siglato un accordo con la Rai che dopo sei anni manderà in onda una gara di Champions il mercoldì sera.

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I criteri della ridistribuzione
Rispetto alla somma incassata, 295 milioni saranno dedotti per i costi organizzativi delle competizioni, mentre il 7% (227,5 milioni) sarà destinato ai premi di solidarietà. Dei ricavi netti (2,7 miliardi), il 6,5% rimarrà alla Uefa, mentre l’altro 93,5% sarà distribuito alle squadre (2,04 miliardi per i club partecipanti alla Champions e alla Supercoppa e 510 milioni per quello dell’Europa League). Alle 32 squadre «finaliste» di Champions andranno 600 milioni in più rispetto al passato. Le risorse saranno distribuite in questo modo: il 25% alle quote fisse di partecipazione (488 milioni); il 30% in base alle performance sportive (585 milioni); un altro 30% in base al nuovo parametro del ranking decennale; mentre il market pool, legato agli introiti televisivi di ciascun paese, (292 milioni di euro), «peserà» il 15 per cento.

I premi di risultato
I 32 club qualificati alla fase a gironi, dunque, riceveranno ciascuno 15,25 milioni (più ulteriori cinque milioni per chi ha partecipato ai playoff). Inoltre per ogni partita della fase a gironi sono previsti bonus agganciati ai risultati: 2,7 milioni per ogni vittoria, 900 mila euro per ogni pareggio e 9,5 milioni per il passaggio del turno. Sono previsti poi bonus da 10,5 milioni per la qualificazione ai quarti, da 12 milioni per le semifinali e da 15 milioni per la finalista perdente. Ai campioni d’Europa che si aggiudicheranno la finale, ospitata il 1° giugno 2019 allo stadio Wanda Metropolitano di Madrid, andrà un premio extra da 19 milioni (oltre ai 3,5 milioni derivanti dalla partecipazione alla Supercoppa che diventano 4,5 in caso di vittoria).

Gli effetti del ranking storico
La grande novità nella ripartizione dei premi è rappresentata dal ranking storico basato sulle prestazioni degli ultimi dieci anni dei 32 club ammessi ai gironi. Ogni quota di coefficiente vale 1,108 milioni, il massimo possibile è pari a 32 quote di coefficiente, ovvero 35,46 milioni. Questa classifica vede il Real Madrid in testa, seguito da Barcellona e Bayern. Tra le italiane, la Juventus è prima (al settimo posto totale) seguita da Milan, Inter, Napoli e Roma. In pratica, per fare un esempio, la Juventus potrebbe incassare un minimo di 60 milioni circa, ma giungendo in fondo al torneo potrebbe incamerare anche il doppio.

Europa League, «serie B» d’Europa
Il confronto con l’Europa League in termini economici resta improponibile. E sembra esserci in questa ottica davvero poco spazio per un terzo torneo dal 2021 come annunciato dal presidente della Juve e dell’Eca, Andrea Agnelli. I contributi per i 48 club finalisti in questo torneo - in cui l’Italia schiera Lazio e Milna, a seguito dell’eliminazione ai playoff dell’Atalanta - ammontano infatti a 560 milioni (in gran parte devoluti dalla Champions in base ai meccanismi di solidarietà), 140 dei quali destinati alle quote fisse, 168 milioni collegati alle prestazioni sportive (570mila euro per ogni vittoria e 190mila euro per ogni pareggio) e 84 milioni assegnati in base al ranking storico con un market pool pari a 168 milioni (finale allo stadio Olimpico di Baku il 29 maggio 2019).

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