Ambiente

Caldo e incendi: 4 città da bollino rosso. Onu: danni irreversibili dal clima

Bari, Campobasso, Latina e Roma al sopra le medie. Bruciano il Mediterraneo, la California e la Siberia. Per la prima volta fiamme al Polo Nord

Estate, allerta caldo e incendi: appello della Protezione Civile alla prudenza

3' di lettura

Si apre la settimana più rovente dell’estate con temperature che, al Sud, potranno arrivare a toccare i 48 gradi. E i primi segni tangibili di questa nuova ondata di calore si avranno già nella giornata di martedì 10 agosto, con 4 città da bollino rosso (Bari, Campobasso, Latina e Roma). Un numero che mercoledì raddoppierà (con Frosinone, Palermo, Perugia e Rieti che si aggiungeranno all’elenco). Il bollino rosso viene utilizzato nel bollettino delle ondate di calore del ministero della Salute per contrassegnare i centri urbani dove si registra il massimo livello di rischio caldo per tutta la popolazione, non solo quindi solo per le fasce più deboli come malati e anziani come invece indica il bollino arancione.

Italia tra bollini rossi e arancioni

Quest’ultimo è stato invece assegnato domani a 8 città (Bologna, Brescia, Catania e Frosinone, Latina, Palermo, Perugia e Trieste) e a 13 mercoledì (Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Trieste, Verona e Viterbo). I bollini gialli, invece, indicano uno stato di pre-allerta per le ondate di calore, mentre quelli verdi stanno a significare un’assenza di rischio caldo. A determinare quest’ondata di caldo in arrivo è un anticiclone subtropicale africano che si sta espandendo con sempre maggiore forza per raggiungere il nostro Paese. La massa d’aria in arrivo si preannuncia rovente fino a 28/30 gradi a 1500 metri di altezza e questo potrebbe tradursi in temperature massime fino a 47-48 gradi al Sud e sulle due Isole Maggiori tra martedì 10 e giovedì 12 agosto.

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Gli incendi del Mediterraneo

E con il caldo arrivano gli incendi. Dall’Amazzonia alla Siberia, dalla Grecia alla California, il mondo brucia con ettari su ettari di foreste e vegetazione devastati, eventi che sconvolgono intere regioni e spingono alla fuga migliaia di persone. Roghi che sono tra i gravi sintomi di quella malattia della Terra che è il cambiamento climatico, per il quale l’Onu ha lanciato un forte allarme rosso denunciando la distruzione causata dall’uomo all’ambiente e le sue conseguenze irreversibili. In Grecia, per il settimo giorno consecutivo i vigili del fuoco hanno lavorato sull’isola di Evia per gli incendi che non allentano la morsa sui villaggi del nord, assediati dalle fiamme. Nel territorio, la situazione si fa sempre più critica: almeno 35mila ettari e centinaia di case sono bruciate, in uno scenario apocalittico che resta l’incendio più preoccupante tra i molti accesi nei giorni scorsi nel Paese. Di fronte all’emergenza dei roghi nel Mediterraneo, l’Unione europea ha fatto partire un meccanismo di solidarietà, mobilitando 14 aerei antincendio, 3 elicotteri, circa 1.300 soccorritori e 250 veicoli per aiutare a combattere gli incendi in Grecia e nel resto della regione. Le fiamme hanno infatti colpito anche Macedonia del Nord, Albania, Turchia e l’Italia, prima in Europa per numero di incendi nell’estate.

California alle prese con il Dixie Fire

Viaggiando dall’altra parte del globo, in California continua la devastazione provocata dalle fiamme del gigantesco Dixie Fire, diventato il secondo incendio più grande nella storia dello Stato. Le autorità prevedono che potrebbe durare almeno altri dieci giorni. Quattro persone risultano disperse e migliaia di persone sono state evacuate. Circa il 39% dei residenti della contea di Plumas - la stessa dove è stata rasa al suolo la località di Greenville - hanno ricevuto l’ordine di lasciare le loro case per l’incendio che ha ridotto in cenere oltre 187mila ettari da quando è scoppiato il 13 luglio. Intanto, secondo il National Interagency Fire Center statunitense, «l’attività degli incendi continua in 15 stati del Paese» e attualmente, 2.325.263 acri sono andati in fumo (941mila ettari).

Siberia, le fiamme raggiungono il Polo Nord

I roghi stanno portando distruzione anche nella fredda Siberia, dove il fumo provocato dalle fiamme che stanno sferzando la Yakutia ha raggiunto il Polo Nord per la prima volta nella storia. La densa colonna grigia ha viaggiato per oltre 3mila chilometri, coprendo vaste zone della Siberia e provocando evacuazioni e preoccupazioni per il deterioramento della qualità dell’aria. Che la terra sta bruciando lo si può vedere chiaramente anche dalle immagini della Fire Information for Resource Management System della Nasa che ha pubblicato una mappa del mondo con i luoghi dove si registrano gli incendi in corso.

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