Interventi

Caldo, freddo e le strategie energetiche da adottare

di Bjorn Lomborg


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4' di lettura

Un'ondata di caldo estremo si è abbattuta sull'Europa e si prepara a mietere vittime. Come accaduto di recente in India, le temperature estreme vengono strumentalizzate al fine di richiedere politiche ambientali più incisive.
Il cambiamento climatico è un problema reale, causato dall'uomo ma le politiche volte a ridurre i combustibili non sono la soluzione giusta, e potrebbero finire per provocare un numero persino maggiore di morti.
L'ondata di caldo in India, che è costata la vita ad almeno 36 persone, è stata dichiarata dagli attivisti per il clima “la nuova norma”. Tuttavia, un nuovo studio approfondito di tutte le morti provocate in India da variazioni estreme della temperatura (non solo caldo estremo ma anche caldo moderato e freddo estremo e moderato) sembra capovolgere questa idea.
Il caldo estremo provoca in India 25.000 morti ogni anno, di cui l'ondata di caldo più recente rappresenta solo una porzione limitata. Il freddo estremo, però, uccide quasi 50.000 persone all'anno mentre il caldo moderato ne uccide 64.000 e il freddo moderato ben 584.000. Le morti provocate dal freddo sono quindi largamente superiori a quelle provocate dal caldo in India.
Come è possibile? Il caldo uccide rapidamente, affaticando il corpo e provocando sfinimento e insolazione. Il freddo invece agisce in maniera più insidiosa, riducendo il flusso sanguigno, causando un aumento della pressione arteriosa e cronicizzando problemi cardiaci, che si rivelano particolarmente pericolosi per i malati e per gli anziani. Dato che la temperatura media delle giornate si rivela in genere più bassa di quella considerata a rischio minimo, ci troviamo dinanzi a un numero sempre crescente di morti provocate dal freddo. Il freddo conquista raramente i titoli dei giornali ma uccide milioni di persone.
Questo ragionamento non si limita all'India, ma è valido per il resto del mondo. Un noto studio pubblicato da Lancet ha dimostrato che per ogni morte da caldo, ce ne sono 17 da freddo.
Mentre le ondate di caldo sono impressionanti e regolarmente al centro dell'attenzione mediatica, un inverno leggermente più lungo del solito passa per lo più inosservato dal grande pubblico anche se uccide molte più persone. Ogni anno nel Regno Unito sono almeno 25.000 le vittime del freddo. Altri Paesi hanno bilanci simili. Nel 2015, la povertà energetica unita a un inverno freddo in Inghilterra e nel Galles hanno causato oltre 40.000 morti 'in eccesso', sovraccaricando gli obitori .
Eppure ovunque ci dicono che il caldo uccide. “Migliaia di Americani moriranno a causa del caldo se non rispettiamo gli accordi di Parigi” titolava di recente un giornale statunitense, citando un nuovo studio che indica che le ondate di caldo ogni trent'anni mietono vittime in 15 città americane.
Lo stesso studio si basa sulla curiosa ipotesi che nessuno nelle città interessate adotterà dei comportamenti volti ad adattarsi al caldo, come l'acquisto di un nuovo condizionatore. Lo studio rileva che le temperature più elevate si traducono in alcuni morti in meno ad Atlanta dove il 99% delle abitazioni sono dotate di un impianto di condizionamento. Sempre secondo lo studio, il numero di decessi è leggermente più elevato a Seattle, dove solo il 34% delle abitazioni possiedono un condizionatore e dove lo studio presume che nessuno acquisterà un condizionatore nei prossimi ottant'anni.
In realtà entro la fine di questo secolo la maggior parte degli abitanti di città come Seattle avrà acquistato un impianto di condizionamento e altre tecnologie semplici già ampiamente diffuse ad Atlanta. Facendo questa considerazione, ci si rende conto che anche in presenza di temperature molto più elevate di quelle odierne, il bilancio complessivo delle morti da caldo e da freddo negli Stati Uniti scenderà di 17.000 unità.
Il progressivo adattamento delle persone al cambiamento delle temperature ha già provocato a New York una riduzione delle morti da caldo di due terzi tra gli anni ‘60 e gli anni ‘90. La Francia ha introdotto nel 2003 riforme volte a rendere obbligatoria la presenza di impianti di condizionamento nelle case di riposo per anziani. In seguito a questa riforma, i ricoveri dovuti al caldo sono scesi la scorsa estate rispetto agli anni precedenti, che pure avevano registrato temperature più elevate. Persino la Spagna ha ridotto i decessi legati al caldo tra il 1980 e il 2015 nonostante le temperature estive nello stesso periodo siano aumentate di quasi 1°C.
Studi recenti indicano che mentre le morti da caldo scendono a Madrid, quelle da freddo registrano un incremento, rendendo necessario un piano di prevenzione contro le ondate di freddo.
È di questo andamento reale che dobbiamo preoccuparci a livello mondiale. Nonostante l'aumento delle temperature, negli Stati Uniti un migliore adattamento dalla parte dei cittadini ha provocato una riduzione delle morti da caldo da 12.500 nel 1987 a circa 5.000 oggigiorno. Le morti da freddo, invece, che superano quelle da caldo secondo un rapporto di 24 a 1 negli USA, sono 60.000 in più, arrivando a un totale di 210.000 nuove vittime ogni anno.
Adattarsi al freddo prolungato è molto più difficile che sopportare pochi giorni di caldo estremo. Nei Paesi ricchi, circa 200 milioni di persone soffrono di povertà energetica, e le politiche che rendono quell'energia ancora più cara sono letali. È per questa ragione che gli argomenti in favore di politiche ambientali costose rischiano di far aumentare il bilancio complessivo delle vittime.
La fratturazione idraulica negli Stati Uniti ha dimezzato il costo dell'elettricità, mettendo anche i cittadini più poveri in condizione di riscaldare le loro case e salvando in media 11.000 vite ogni anno. Potremmo facilmente finire per provocare piu vittime introducendo politiche che fanno aumentare il prezzo dell'energia mentre cerchiamo di ridurre il numero delle vittime delle ondate di caldo.
La soluzione reale al cambimento climatico deve venire dagli investimenti in innovazione per ridurre il costo dei combustibili alternativi. E se sono le ondate di caldo a preoccuparci, dovremmo ancora di più investire nell'adattamento, ovvero in cose semplici come impianti di condizionamento per i soggetti più a rischio.

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