Elezioni 2018

Calenda prende la tessera del Pd: «Abbiamo dato sensazione di essere élite»

di Redazione Roma


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2' di lettura

«Abbiamo dato la sensazione di essere un partito delle élite (te lo dice uno che se ne intende). È successo in tutto l'Occidente ai progressisti. Ma è anche effetto del nostro modo di comunicare ottimistico/semplicistico. Tornare a capire le paure non tentare di esorcizzarle». Con questo tweet, pubblicato stamani, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha debuttato nella militanza in prima persona, abbandonando il profilo del tecnico prestato alla politica.

«Non fondare un altro partito ma risollevare quello che c’è»
A stretto giro, sempre via Twutter, segue l’annuncio della sua imminente iscrizione al Partito democratico uscito con le ossa rotte dalle elezioni Politiche 2018: «Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c'è. Domani mi vado ad iscrivere al @pdnetwork», seguito da un «Grazie Carlo!» twittato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. E il vicesegretario dem Maurizio Martina, cinguetta a sua volta: «La scelta giusta, grazie Carlo Calenda». «Preparo il comitato d'accoglienza! Che bella notizia Carlo Calenda! Si riparte alla grande», si entusiasma, sempre su Twitter, Matteo Richetti, portavoce della segreteria del Partito democratico. Felice per la notizia anche il ministro Claudio De Vincenti: «Bravo @CarloCalenda! Il @pdnetwork ha bisogno di persone come te».

«Voglio solo collaborare perché il Pd è fondamentale per Italia»
«Semplicistiche - ha spiegato il ministro rispondendo ai follower – non sono state proposte o azione Governo ma visione presente/futuro. Multiculturalismo, globalizzazione, innovazione spaventano i cittadini. Se il messaggio è “l'unica cosa di cui aver paura è la paura” si perde il contatto e si spinge verso fuga dalla realtà-m5S». «Il punto - ha aggiunto - non è essere o non essere élite, il punto è proteggere e rappresentare chi non lo è». Replicando ad una serie di commenti Calenda ha poi chiarito: «Voglio solo collaborare perché il Pd è fondamentale per Italia».

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