scenari elettorali

Calenda: con urne anticipate a rischio la tenuta del Paese

(ANSA)

1' di lettura

«Andare alle elezioni a giugno o peggio ad aprile rappresenta a mio avviso un serio rischio per la tenuta del Paese». Di questo si dice convinto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in un'intervista al Corriere della Sera nella quale sottolinea di parlare «a titolo personale, non essendo iscritto ad alcun partito».

Da qui a giugno «il governo avrà una serie di appuntamenti ineludibili: bisognerà attuare le iniziative per stabilizzare il sistema bancario, andrà implementato il piano Minniti sull'immigrazione per fronteggiare gli sbarchi estivi, andrà impostato il lavoro sulla ricostruzione nelle aree terremotate, andranno fronteggiate alcune difficili e fondamentali crisi industriali», spiega Calenda. «Pensare di gestire tutto ciò e molto altro con un esecutivo dimissionario, nel mezzo di una campagna elettorale, mi pare un azzardo».

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Rischio stallo “alla spagnola”
«Potremmo forse pensare di correre il rischio se all'orizzonte si profilasse la vittoria netta di uno degli schieramenti», invece si rischia «uno stallo “alla spagnola” che consegnerebbe l'Italia all'ingovernabilità. In questo contesto -
avverte il ministro - il rischio che lo spread acceleri la salita già iniziata mi sembra molto concreto». A livello internazionale, inoltre, «l'Italia rischia di diventare l'anello fragile di un Occidente diviso e sbandato. E un governo dimissionario che presiede il G7 ne sarebbe una plastica rappresentazione».
Calenda propone quindi di usare i prossimi mesi per «mettere in sicurezza i dossier più difficili», lavorare a «una legge elettorale solida e condivisa», e iniziare sulla Finanziaria «un confronto con la parte più responsabile dell'opposizione, per presentarci ai mercati in modo forte e coeso».

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