Aerospazio

Calhoun, il nuovo ceo di Boeing promette un cambio di rotta

Prenderà uno stipendio inferiore al suo predecessore Muilenburg, ma la missione del rilancio sarà difficile. Sette milioni di bonus per riportare in volo il 737 Max

di Marco Valsania

Boeing in crisi per 737 Max ma l'ad lascia con 62 milioni

Prenderà uno stipendio inferiore al suo predecessore Muilenburg, ma la missione del rilancio sarà difficile. Sette milioni di bonus per riportare in volo il 737 Max


3' di lettura

New York - Boeing prova a voltare pagina e comincia dai nuovi vertici. Il neo-amministratore delegato David Calhoun si è insediato da lunedì al comando del colosso aerospaziale americano nella bufera e l'ha fatto sfoderando gesti e messaggi che vorrebbero segnalare un cambiamento di rotta. Sarà pagato milioni di dollari, ma qualche milione in meno del suo discusso predecessore. E nel suo appello inaugurale ai dipendenti, ha invocato la necessità di una vera e propria rivoluzione nella cultura della storica azienda per uscire dalla crisi.

Stipendio da 1,4 milioni
Calhoun avrà un compenso base annuale pari a 1,4 milioni di dollari. Il suo pacchetto complessivo, una volta sommati incentivi e bonus, potrebbe raggiungere gli 11 milioni. Questa cifra sarà tuttavia inferiore ai 15 milioni in media intascati dal predecessore appena cacciato, Dennis Muilenburg.

Boeing ha in realtà scatenato ancora polemiche con le sue politiche di super-paga dei top executive: ha versato una generosa buonuscita a Muilenburg, per l'esattezza un totale, tra paga e benefit pensionistici, di oltre 62 milioni di dollari anche dopo aver cancellato alcuni premi. L'azienda ha detto che era quanto “contrattualmente dovuto” all'ex Ceo, ma questo non ha messo a tacere la controversia.

Il compenso del nuovo chief executive, però, oltre a essere inferiore prevede che una componente aggiuntiva legata direttamente a correggere i problemi che si sono tradotti nelle tragedie del recente passato: un bonus da 7 milioni dipenderà esclusivamente dalla sua capacità di riportare in servizio il 737 Max, cioè il velivolo al centro di due disastri che hanno causato la morte di 346 persone in Indonesia e Africa per inadeguata sicurezza, tecnologia e software. Un obiettivo, il rilancio del 737 con la piena soddisfazione delle richieste di regulators, clienti e passeggeri, che il chief executive ha definito “prioritario”.

«Eliminare l'arroganza»
Il 62enne Calhoun, nel board di Boeing da 2009 e con una carriera di dirigente che lo ha visto passare per Blackstone e General Electric, ha distillato la sua missione nel primo messaggio rivolto ai circa 150.000 dipendenti e che ha tenuto conto di quella che è forse la più grave debacle di reputazione nella storia del gruppo: l'obiettivo, ha dichiarato, è cambiare - anzi «eliminare» - la cultura «dell'arroganza» nel gruppo. «Possiamo fare molto meglio», ha aggiunto, parlando di una indispensabile «semplificazione» in arrivo nel gruppo per rispondere alla «giusta delusione» di tutti gli stakeholder. Ha definito la fase attuale come un «momento cruciale» per Boeing. Anche se ha concluso sostenendo di aver «fiducia nel futuro» nonostante le sfide aperte.

Non sarà facile, la missione di Calhoun. La tragedia umana causata dagli incidenti aerei resta incommensurabile. E anche il conto finanziario continua a salire, dopo che il Max è stato bloccato a terra lo scorso marzo dalle autorità e che nuove autorizzazioni a volare sono state ripetutamente rinviate, al momento almeno fino a febbraio o marzo. Nei giorni scorsi, mentre molteplici indagini sui disastri sono tuttora aperte, ha inoltre ricevuto da parte della Federal Aviation Administration una separata multa da 5,4 milioni per aver installato componenti difettose sul medesimo aereo.

Danni per 9 miliardi
Nel frattempo il titolo ha perso in dieci mesi il 26 per cento. Ad oggi i danni, con Boeing costretta a fermare la produzione del Max scuotendo una vasta catena di fornitori, sono stati stimati in 9 miliardi. Una cifra che dovrebbe aumentare in modo significativo in occasione del bilancio trimestrale a fine mese, il 29 gennaio. A somme fatte, gli analisti temono che la paralisi del velivolo possa ridurre di fino a mezzo punto percentuale la crescita del Pil americano nei primi tre mesi del 2020.

Di più: alla Boeing sono affiorati segni di un malessere sempre più profondo, che potrebbe rivelarsi arduo da superare anche con le migliori intenzioni. Un centinaio di pagine fitte di scambi di e-mail tra dipendenti e rese note dalla stessa azienda in uno sforzo di trasparenza hanno destato shock. In una di queste missive, il 737 Max veniva definito alla stregua di un aereo «progettato da clown e supervisionato da scimmie».

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