accordo al ministero

Call center, Almaviva: stop ai 1.600 licenziamenti di Palermo

Stop ai licenziamenti in Almaviva, cassa integrazione al 35% fino a marzo del 2020 e avvio di «un percorso condiviso» per «consentire la definizione delle soluzioni di carattere strutturale» del sito di Palermo sono i pilastri dell'accordo siglato dalle parti sociali al termine della riunione che si è tenuta al ministero del Lavoro


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Il tavolo Almaviva al ministero - Ansa

2' di lettura

Stop ai licenziamenti in Almaviva, cassa integrazione al 35% fino a marzo del 2020 e avvio di «un percorso condiviso» per «consentire la definizione delle soluzioni di carattere strutturale» del sito di Palermo sono i pilastri dell'accordo siglato dalle parti sociali al termine della riunione che si è tenuta al ministero del Lavoro. Attorno al tavolo, i ministri del Lavoro e del Sud, Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano (entrambi siciliani), hanno riunito tutti gli attori della vertenza, oltre ai sottosegretari Alessandra
Todde e Stanislao Di Piazza.

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Per la prima volta dopo mesi di forti tensioni sociali rispetto all'ipotesi di 1.600 esuberi su 2.800 dipendenti a Palermo, le parti, grazie alla mediazione del governo, hanno concordato oltre al percorso per il sito siciliano anche «un tavolo di confronto che riguardi l'intero settore dei call
center al fine di affrontare i temi comuni all'intero settore: tariffe, delocalizzazioni, calo dei volumi e rapporto con la committenza, processi di riqualificazione dei lavoratori, dumping contrattuale». Il primo incontro è stato fissato al 14 ottobre.

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Per il sito di Palermo, dice Giuseppe Tumminia della UilCom Sicilia, «Tim e Wind hanno garantito una programmazione di incremento dei volumi di traffico sino a dicembre ed è già un buon inizio». Il ministro Provenzano sottolinea che «questo incontro è il segno della rinnovata volontà del governo di assumere la vertenza Almaviva come una priorità: Almaviva dovrà inserirsi nel quadro di un impegno generale per affrontare i
nodi strutturali del settore dei call center». «Per questo», insiste il ministro, «il tavolo che si aprirà presso il ministero dello Sviluppo Economico dovrà verificare lo stato di attuazione del protocollo sui call center e un suo eventuale aggiornamento, la rigorosa applicazione dei contratti dignitosi in primo luogo nelle committenze pubbliche e una battaglia in sede europea sulla sostenibilità economica e sociale delle
tariffe, per fermare la competizione al ribasso sul costo del lavoro».

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Soddisfatto il sindaco Leoluca Orlando: «La disponibilità dell'azienda a un'intesa per evitare gli esuberi a fronte di impegni e misure strutturali del governo che possano assicurare condizioni differenti con la committenza principale come Tim, Wind e Alitalia è certamente un dato positivo». E da
Almaviva evidenziano la «grande importanza della condivisione, con governo, sindacati e istituzioni territoriali, di un percorso chiaro e tempi certi per assicurare stabilità strutturale al centro di Palermo».

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