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Call center a Palermo, Sky lascia Almaviva: a rischio l’intero comparto

Il sottosegretario al Lavoro Di Piazza convoca Sky: in bilico 260 posti. Ma si teme che si apra una falla che può coinvolgere l’intero comparto che vale, solo nel capoluogo siciliano, oltre 2.500 occupati

di Nino Amadore

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(ASDF - stock.adobe.com)

Il sottosegretario al Lavoro Di Piazza convoca Sky: in bilico 260 posti. Ma si teme che si apra una falla che può coinvolgere l’intero comparto che vale, solo nel capoluogo siciliano, oltre 2.500 occupati


3' di lettura

C’è chi parla di corsa contro il tempo. Per salvare 260 posti di lavoro ma soprattutto evitare il naufragio del comparto dei call center che a Palermo vale più di 2.500 posti di lavoro. Il caso concreto (ma è solo l’ennesimo) riguarda 260 lavoratori, tutti part time, oggi alle dipendenze di Almaviva Contact ma impiegati dal 2003 in quella che è ormai nota, per diversi motivi, come la commessa Sky.

Una commessa che scade il 30 giugno mentre Sky ha annunciato, alla vigilia del Primo maggio, che non rinnoverà il contratto con Almaviva . Da qui l’intervento del governo nazionale e l’impegno del sottosegretario al Lavoro, i palermitano Stanislao Di Piazza che, in accordo con il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha convocato Sky Italia al Ministero del Lavoro per il prossimo 20 maggio (mercoledì) alle 10.

«Al centro della convocazione la delicata situazione del call center di Palermo - si legge in una stringatissima nota del ministero -. L’attenzione del Ministero sulla vertenza siciliana è massima e si attiveranno tutte le azioni che possano salvaguardare i livelli occupazionali».

Era stato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando al termine dell’incontro con i sindacati che si è tenuto sabato a chiedere di fare presto: «Una vertenza che impone tempi veloci e soluzioni efficaci, affinché si coniughino sostenibilità sociale e progettualità verso il futuro - aveva detto Orlando-. Ci appelliamo al senso di responsabilità sociale di tutti i soggetti coinvolti, per garantire a questo territorio un percorso di accrescimento del valore del lavoro dei call center in cui la clausola sociale è condizione irrinunciabile, specie a Palermo, per confermare diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed è al contempo condizione strategica per la molteplice presenza delle più grandi aziende nazionali del settore. Alla ministra del Lavoro Catalfo chiediamo di convocare al più presto il Tavolo idoneo a questa emergenza».

La posta in gioco, spiegano i sindacati, non è solo quella della commessa Sky ma quella della tenuta di un intero comparto. «Per quanto riguarda questi 260 lavoratori - spiega Eliana Puma della Fistel Cisl che già a gennaio aveva messo in guardia sul fronte della commessa Sky - noi chiediamo che venga rispettata una legge dello stato e vengano riassorbiti da una eventuale nuova azienda che dovesse ereditare la commessa che fin qui è stata di Almaviva Contact. Non capiamo certamente perché a Palermo non si possa fare quello che è stato fatto in altre città come Milano. E non capiamo certamente perché a Palermo si chiude mentre in Calabria un’altra azienda sia alla ricerca di personale proprio per rispondere alle richieste di Sky e perché in Albania si cerchi personale sempre per Sky. Per i 260 lavoratori, alla luce delle norme varate per la crisi causata dall’epidemia di Coronavirus, si prospetta un futuro da cassintegrati alla luce del divieto di licenziamento. Senza la commessa Sky Almaviva non ha come impiegarli ».

Ma la questione, spiega sempre la sindacalista della Cisl, è più ampia: «Siamo alle prese con un calo nel lavoro per vari motivi: intanto la situazione di Wind-Tre poi quella di Alitalia, che è ferma. Questa vicenda è nodale perché fa traballare tutto il tavolo». Che a Palermo vale oltre 2.500 posti di lavoro ma in Sicilia, secondo stime dei sindacati, ne vale almeno 18.000.

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