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Call of Duty Vanguard: stereotipi in guerra, orde di zombie e qualche deja vu

Superficiale la campagna in single player. Bene invece il multiplayer, ricco e longevo

di Luca Tremolada

1' di lettura

Call of Duty Vanguard è il nuovo episodio di una serie che ha quasi vent'anni. Normale avere quel senso di deja vu quando ci giochi. Questa volta si ritorna, dopo l'episodio del 2017, ai tempi della seconda guerra mondiale. La campagna in single player, lo diciamo subito, non ci ha convinto. Si spara ai nazisti ma potrebbero essere zombie, pirati o soldati templari. Troppi stereotipi e qualche leggerezza di troppo nelle ricostruzioni (a parte le missioni in cui vestiamo i panni di Polina Petrova). Meglio il comparto multiplayer: tantissime le mappe e qualche novità nella modalità zombie. Cod è sempre di più un parco divertimenti a sfondo militare ricco e sterminato, dove non vorresti mai uscire.

Cosa ci è piaciuto

Pariamo dall'online. Il solco è quello tracciato con il battle royale free-to-play Call of Duty: Warzone. Per il “multigiocatore” sono pronte 20 mappe, 12 guerrieri e più di trenta armi. Poi il primo crossover Zombie (che consiglio) che riprende Dark Aether. E infine una serie più o meno indistinta di modalità più o meno frenetiche. L'effetto è davvero quello di un luogo dove con un gruppo di amici affiatati ci si può divertire per tutto l'anno.

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Il nuovo Cod in immagini

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Call of Duty Vanguard, il trailer

Cosa non ci è piaciuto

La seconda guerra mondiale la devi trattare con più rispetto se l'hai scelta come teatro di guerra della tua campagna single player. L'impressione è che, forse complice la pandemia, la scelta sia stata quella di puntare tutto sul multiplayer. A posteriori è stata la scelta giusta.


Riproduzione riservata ©
  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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