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Calligaris compra l’olandese Fatboy, spinta digitale per 220 milioni di ricavi

È la prima azienda estera a entrare nel portafoglio del gruppo friulano di design

di Giovanna Mancini

2' di lettura

È uno dei settori che ha resistito meglio all’onda della pandemia e ora l’industria dell’arredamento torna a muoversi anche sotto il profilo delle acquisizioni. Due soltanto nell’ultima settimana: il gruppo Colombini che ha preso il 60% di Bontempi Casa, ora ad annunciare una nuova operazione è stato il gruppo friulano Calligaris, che ha rilevato il 100% dell’azienda olandese Fatboy, società controllata dal fondo Vendis Capital, ben radicata nel Nord Europa, con un fatturato di oltre 50 milioni di euro e una redditività molto elevata.

È la prima azienda estera a entrare nella scuderia Calligaris, gruppo da 142 milioni di euro controllato dal fondo Alpha, che comprende già i marchi Calligaris, Connubia, Ditre Italia e Luceplan. «Questa acquisizione porta molti elementi di novità e accelera il nostro percorso di crescita – spiega al Sole 24 Ore il ceo di Calligaris Group, Stefano Rosa Uliana –. Innanzitutto dal punto di vista della digitalizzazione e in particolare dell’e-commerce, dato che Fatboy realizza oltre il 50% del proprio fatturato attraverso il web e in gran parte attraverso il proprio sito».

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Non solo: metà delle vendite dell’azienda olandese riguardano le collezioni outdoor, e questo completa l’offerta del gruppo friulano. Inoltre, porta al gruppo un’esperienza avanzata sotto il profilo dell’organizzazione e della managerializzazione, che ben si inserisce nel percorso di sviluppo e trasformazione avviato da Calligaris ormai tre anni fa. Fatboy è una realtà dinamica, con un catalogo giovane e iconico, e una buona solidità economico-finanziaria: «Abbiamo fatto un ottimo lavoro con Vendis Capital negli ultimi quattro anni e mezzo – dice Petra Vos, ceo dell’azienda, che resterà nel suo incarico –. Siamo riusciti a incrementare vendite e profitti, a far crescere il marchio e allo stesso tempo a rafforzare la nostra organizzazione e le modalità di lavoro. La partnership con Calligaris ci aiuterà a continuare il nostro percorso». Fatboy beneficerà infatti della capillare rete commerciale internazionale e della notorietà del gruppo Calligaris, che esporta il 70% della produzione e ha una presenza diretta in Francia, Germania, Regno unito, Russia, Stati Uniti e Giappone.

Nel 2020 il gruppo friulano ha realizzato un fatturato di circa 142 milioni di euro (in calo del 12% rispetto al 2019 a causa dell’impatto del Covid soprattutto sul settore contract) e 26 milioni di Ebitda (+6% rispetto al 2019). Con l’integrazione di Fatboy Uliana stima che il gruppo possa chiudere l’anno attorno ai 220 milioni di euro di fatturato. «Il 2021 sta andando molto bene – spiega Uliana –. È presto per fare previsioni, ma la crescita è notevole anche rispetto al 2019».

Il ceo è soddisfatto di questa operazione, che contribuirà ad accelerare i processi di innovazione già avviati sotto il profilo della governance e della managerializzazione. Ma la crescita del gruppo non si ferma qui: sul tavolo restano aperti tutti i dossier già allo studio. «Ora dobbiamo digerire questa operazione, ma continuiamo a guardarci intorno, il mercato è in movimento e ci sono alcuni settori in cui vogliamo entrare, come la luce tecnica e il mondo dei sistemi».

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  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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