la giornata dei mercati

Calo euro spinge Borse ai massimi da 5 mesi, ma resta incognita Catalogna

di C.Di Cristofaro e A.Fontana


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Parlamento catalano in festa dopo la dichiarazione d’indipendenza(Afp)

5' di lettura

Se il dietrofront dell'euro dopo la Bce e il Pil Usa hanno favorito la corsa di Francoforte e Parigi, spingendo l'Eurostoxx50 ai massimi da cinque mesi, Piazza Affari è scivolata con il settore bancario e con Eni mentre Madrid cade dell'1,45% dopo la dichiarazione di indipendenza votata dal Parlamento catalano. L'ultima seduta settimanale dei mercati azionari è stata dunque caratterizzata da indici contrastati in Europa pur in un contesto generale che conferma la vivacità del mercato e che ha spinto Francoforte (+0,6%) ad aggiornare i massimi storici. L'euro/dollaro a 1,1575, quindi ai minimi da tre mesi, dopo che la Bce ha aperto alla possibilità di un quantitative easing allungabile oltre l'autunno 2018 e che la crescita americana ha sorpreso nel terzo trimestre, è stato il principale fattore a spingere i titoli mentre il settore del credito (-0,33% l'indice Stoxx del comparto) ha pagato uno scenario di tassi bassi a lungo. Milano ha ceduto lo 0,6% ma nell'intera settimana ha guadagnato l'1,4%.
Giù Unicredit (-3,4%), Banco Bpm (-3,3%) e Ubi (-3%), male Telecom (-1,6%) e Eni (-1%), quest'ultima dopo una trimestrale sotto le attese per quanto riguarda gli utili e nonostante un petrolio ai massimi da oltre due anni per quanto riguarda il Brent (60,3 il contratto dicembre). Atteso poi in serata il giudizio di S&P's sull'Italia (attualmente BBB- con outlook stabile).

Pil Usa del terzo trimestre a +3%, sopra le stime
L'economia americana è cresciuta nel terzo trimestre a passo più rapido rispetto alle aspettative, nonostante l'impatto negativo degli uragani che hanno colpito il Sud degli Stati Uniti tra agosto e settembre. E' quanto emerge dalla lettura preliminare del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, secondo cui il Pil è cresciuto del 3%, contro il 3,1% del secondo trimestre. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita del 2,7%. Nel primo trimestre il Pil era salito dell'1,4%. Il primo semestre è stato il migliore dal 2014.

Ferrari a 100 euro, nuovo record per la Rossa
Sul Ftse Mib, il finale di settimana è stato vivace per le utility (+2,1% a2a, +1,1% Italgas, +1% Snam) ma anche per Ferrari che, sfruttando la rimonta del dollaro e il conto alla rovescia per la trimestrale, ha toccato anche quota 100 euro aggiornando i massimi storici. Ritorno sotto i riflettori per Mediaset poiché le odierne dichiarazioni del ceo di Vivendi, De Puyfontaine, in riferimento alla mediazione in corso per risolvere la lunga disputa sul contratto Premium, hanno rinnovato la speculazione relativa a un accordo alla portata tra Cologno Monzese e il gruppo transalpino. Il finale di settimana ha visto poi sottotono gli assicurativi come Generali (-1,2%) e Unipolsai (-1,6%), mentre le prese di beneficio hanno penalizzato Leonardo (-1,7%) tra i protagonisti invece della prima parte della settimana.

Parigi la migliore della settimana. +1,4% Milano con super St

L'ottava che si è chiusa oggi ha visto i listini azionari molto influenzati dall'andamento dei mercati valutari: il bilancio dei listini dell'eurozona (Madrid a parte) è positivo proprio grazie all'effetto euro che ha permesso a Francoforte di guadagnare complessivamente l'1,7% e a Parigi il 2,2%. Londra invece (+0,2% oggi) ha scontato l'apprezzamento della sterlina nella prima parte della settimana grazie a una crescita economica britannica oltre le attese che ha aumentato le chances di una stretta monetaria da parte della Bank of England: l'euro/sterlina si è portato a 0,882 (e nel complesso è salito di oltre l'1%) mentre il cambio sterlina/dollaro, dopo l'iniziale impennata, è sceso a 1,1311 (-0,6%). Tra i settori europei del mercato azionario, è stato protagonista l'auto.

A Milano sono state le trimestrali ad orientare in buona parte gli acquisti: St (+18%) è stata la migliore di settimana insieme a Fineco (+8,6%) e Italgas (+6,8%). I peggiori sono stati Banco Bpm (-4,7%) e Brembo (-4%) che ha pagato una raccomandazione negativa di Kepler. Le ultime sedute sono state poi caratterizzate anche dal ritorno sul listino dopo dieci mesi del Monte dei Paschi di Siena che, rispetto all'apertura di mercoledì, ha guadagnato il 15%.

Euro sui minimi da tre mesi contro il dollaro sotto 1,16
L'euro/dollaro è ai minimi da tre mesi, sceso sotto la soglia di 1,16 dopo la diffusione del dato migliore delle attese sul Pil Usa del terzo trimestre. Il movimento è iniziato già giovedì durante la riunione Bce e favorito anche dagli sviluppi della riforma fiscale e dalle attese sulla nomina del governatore Fed, come sottolineano gli analisti di Mps Capital Services (segui qui l'andamento del dollaro contro le principali divise e qui quello dell'euro). Sulla forza del dollaro, scrivono, «potrebbero avere pesato anche la speculazione sul nome del nuovo governatore Fed e il passaggio alla Camera Usa della risoluzione non vincolante di bilancio già approvata al Senato. Tale votazione potrebbe così agevolare e velocizzare il processo di riforma fiscale voluto da Trump. Il prossimo passo sarà la pubblicazione, il 1° novembre, di una bozza delle misure fiscali».

Brent tocca i 60 dollari, vicino ai massimi da due anni
Il Brent ha toccato i 60 dollari al barile, registrando un nuovo massimo da oltre due anni. A guidare il rialzo sono state le parole del Principe saudita, Bin Salman, che ha affermato di voler «certamente» prolungare l’accordo sul taglio alla produzione (in scadenza nel primo trimestre 2018). La decisione ufficiale sarà presa nel meeting dell’Opec il 23 novembre, anche se il Principe incontrerà giovedì prossimo Novak, il Ministro dell’energia russo, proprio per discutere del taglio.

Tocca a Fed, BoE e BoJ. Atteso successore Yellen. Giovedì i conti di Apple
Se quella appena conclusa e' stata la settimana della Bce, con l'atteso annuncio della riduzione del Qe - con gli acquisti che passeranno dal prossimo anno da 60 a 30 mld di euro al mese e il programma prolungato pero' fino a settembre 2018 - la prossima settimana saranno le altre banche centrali a guadagnare il centro della scena per gli operatori finanziari. Mercoledi' infatti sono attese le decisioni della Banca centrale Usa, che dovrebbe lasciare i tassi invariati in attesa dell'ultima stretta monetaria del 2017 che i mercati si aspettano per dicembre. Gli investitori quindi si concentreranno sui toni e sulle dichiarazioni del comunicato, per trovare conferma delle loro attese di un rialzo di 25 punti base per fine anno. I dati sul Pil Usa del terzo trimestre, d'altra parte, sono risultati migliori delle previsioni con una crescita del 3% (le stime erano di +2%), mentre i prezzi al netto di alimentari ed energia (il dato che la Fed segue maggiormente) sono saliti dell'1,3% annualizzato, sempre al di sotto del target del 2% ma meglio dello 0,9% precedente. Entro venerdì inoltre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe annunciare la sua decisione sul nome del successore di Janet Yellen alla guida della Riserva Federale Usa a partire da febbraio 2018.

Giovedi', poi, sara' la volta della Banca d'Inghilterra, che dovrebbe alzare il costo del denaro di 25 punti base confortata dalle ultime statistiche sulla crescita britannica (+0,4% congiunturale e +1,5% tendenziale per il III trimestre). Invece, la Banca del Giappone comunichera' lunedi' le sue decisioni di politica monetaria, commentate subito dopo in conferenza stampa dal governatore Kuroda. Sul fronte azionario, prosegue a pieno ritmo la stagione delle trimestrali: dagli Usa arriveranno i numeri di colossi come Apple (giovedi') e Facebook (mercoledi'), mentre in Italia saranno da seguire i numeri di Cnh, Tenaris e Ferrari tra gli altri.

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