calzature

Calzature: export 2019 da record. Micam pronto al calo, ma rilancia sugli Usa

Le esportazioni infrangono il muro dei 10 miliardi, trainate dal lusso (la Svizzera è primo mercato con un +26,8% in valore) e dai mercati extra Ue

di Marta Casadei


default onloading pic
(Agf)

4' di lettura

È il Covid-19, nome scientifico del coronavirus, il tallone d’Achille dell’89esima edizione di Micam, la fiera internazionale delle calzature che si tiene da domenica 16 a mercoledi 19 febbraio a Rho Fiera, con 1.205 espositori di cui 628 italiani e 577 stranieri. Un’edizione che, seppur nell’incertezza, avrebbe potuto aprirsi “rafforzata” da tre dati positivi: secondo le stime di Confindustria Moda, infatti, nel 2019 il valore della produzione ha tenuto (+1,3%, a 7,8 miliardi), le esportazioni di calzature made in Italy hanno sfondato il muro dei 10 miliardi di euro, mettendo a segno un +6,8%, e il saldo commerciale si è attestato poco sotto i 5 miliardi di euro, i n salita del 10,3 per cento.

Invece, con l’epidemia di coronavirus forse al suo picco, la manifestazione è rassegnata a un calo di visitatori «tra il 5 e il 7% e coinvolgerà i compratori cinesi, i buyer provenienti dal Sud-Est Asiatico, ma anche alcune persone che avranno difficoltà a viaggiare», ha spiegato Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici e di Micam. Considerando come base di calcolo gli oltre 43 mila visitatori registrati da Micam a febbraio 2019, le defezioni attese sarebbero circa 3.000.

La Cina è un mercato importante per le calzature made in Italy: nono per dimensioni, nei primi 10 mesi del 2019 ha raggiunto quota 260 miliardi di euro, in salita del 9,4% in valore. E, sommato a Hong Kong (280 miliardi, +2,6% in valore sul 2019), diventerebbe il sesto cliente in valore. Stabilire gli effetti a lungo termine del virus, tuttavia, risulta difficile: «Sicuramente ci saranno contraccolpi, è inevitabile. Oggi però non possiamo fare una stima concreta», ha detto Badon, riportando la stima della Camera della Moda: «un calo nell’export italiano di un punto e mezzo».

Le nuvole che si addensano sul 2020 non sono solo quelle legate all’emergenza sanitaria: l’instabilità in Medio Oriente, il calo dell’export in Germania, uniti alla flessione della produzione in volume (-3,1%) e al mercato domestico in perenne crisi (eccetto le sneaker), fanno da cornice a un 2020 ricco di incertezze. Un anno in cui, oltretutto, cresce la consapevolezza del fatto che le sanzioni imposte alla Russia abbiano avuto ripercussioni importanti su tutti i distretti italiani: «Il valore del mercato russo nel 2019 è meno della metà di quello del 2013 - ha detto Badon - con le Marche e l’Emilia Romagna che, rispetto al 2018, hanno registrato rispettivamente -14,7% e -18,4 per cento».

La ricetta per uscire indenni da questo scenario fa leva sui punti di forza dell’industria: «Noi continuiamo a fare scarpe di qualità - dice Badon - e produciamo sempre di più per l’altagamma. Ormai un terzo delle esportazioni va alle griffe del lusso». Lo dimostrano, ancora una volta, le cifre: la Svizzera, sede e hub logistico dei più grandi player del lusso, è il primo mercato della calzatura italiana (1,5 miliardi in valore) emette a segno crescite record (26,8%). Subito dietro, la Francia (+9,3% in valore e +6,4% in volume). Proprio in risposta a questa domanda crescente, ben 3 dei padiglioni di Micam 89 saranno dedicati ai prodotti di lusso.

Il vero focus di Assocalzaturifici nel 2020 saranno gli Usa. Chenon sono solo un mercato in crescita (845 milioni, +11,1% in valore) ma anche una piazza in cui Micam è pronto a sbarcare: «Abbiamo firmato un accordo con Informa Markets per lanciare Micam Americas, un format che sarà organizzato da loro e prenderà il posto di Fn Americas, la fiera Usa delle calzature, e a cui noi forniremo il marchio», chiosa Badon. L'appuntamento, dunque, è dal 17 al 19 agosto a Las Vegas, in concomitanza con le altre due fiere del settore: Magic e Project.

A Milano, intanto, tutto è pronto per la nuova edizione di Micam . Un’edizione rinnovata che si concentra su due temi chiave: innovazione, sostenibilità (temi ai quali sono dedicati conferenze e workshop durante tutta la durata della manifestazione). E dà spazio anche ai giovani talenti. Tra le novità della manifestazione, per esempio, ci sarà un allestimento inedito dell’ex Fashion Square: fulcro delle attività del Padiglione 1, si chiamerà Micam X e sarà una vetrina proprio sul futuro dell’industria calzaturiera. Suggellerà, tra le altre, la partnership tra Micam e Lineapelle che metterà a disposizione le proprie ricerche sui trend nei materiali per l’autunno inverno 2020/21.

Ai designer emergenti sarà dedicata un’area nel padiglione 4 dove saranno visibili le creazioni di 12 stilisti di nuova generazione selezionati da una giuria di esperti, mentre otto start up saranno in vetrina nello spazio “Italian footwear start up”, realizzato dalla sinergia tra Ice, ministero degli Esteri e Suitex International. Non ultima, la sfilata “Elements of sustainability”, realizzata con Piattaforma formativa sistema moda, permetterà agli studenti di 15 scuole di moda di presentare le loro creazioni all’insegna della sostenibilità.

In concomitanza con la presentazione dell’edizione di febbraio 2019, il presidente e l’ad di Micam hanno annunciato le date delle prossime edizioni: « A febbraio 2021 e 2022 ci spostiamo una settimana in avanti - ha detto l’ad Tommaso Cancellara, che è anche direttore generale di Assocalzaturifici - in concomitanza con la fashion week e le altre fiere. Si tratta di un esempio importante di come il sistema italia può fare squadra».

Per approfondire:

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...