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Buone pratiche nell’industria, a Napoli summit mondiale sulla calzatura

di Vera Viola


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Imagoeconomica

2' di lettura

Napoli diventa capitale mondiale della calzatura: tra il 3 e il 5 aprile ospiterà la sesta edizione del World Footwear congress, promosso dalla Confederazione europea della calzatura (Cec). L’evento – che si svolge per la prima volta in Italia dopo la tappa brasiliana – è intitolato “La digitalizzazione per un’industria calzaturiera sostenibile” e punta a proporre buone pratiche e storie di successo di tutto il mondo.

«Il Congresso è una importante opportunità per i professionisti del settore calzaturiero e degli accessori – afferma Cleto Sagripanti, presidente della Cec – gli stakeholder della calzatura avranno la possibilità di confrontarsi sulle migliori pratiche adottate in tema di digitalizzazione, e-commerce e sostenibilità». La manifestazione è stata presentata dal Comitato promotore composto tra gli altri anche da Carlo Casillo, presidente della sezione Sistema Moda dell’Unione industriali di Napoli, Michele Lettieri dell’Accademia della Moda di Napoli.

La scelta di Napoli

Un riconoscimento a un distretto industriale che in dieci anni, passando per la grande crisi, è cresciuto significativamente. Il calzaturiero campano rappresenta il 15% di quello italiano e il 50% di quello del Mezzogiorno. L’Italia, a sua volta, nel mondo è seconda per esportazioni di scarpe. «I brand del lusso – sottolinea Pasquale Della Pia, imprenditore napoletano e consigliere nazionale di Assocalzaturifici – da tempo acquistano prodotti campani e si dimostrano sempre più interessati. Ciò testimonia la qualità dei prodotti e delle imprese. Oltre alla capacità produttiva, pari a 10mila paia di scarpe al giorno destinate al brand del lusso, oltre alla pelletteria».

Della Pia non nasconde che vi sia ancora troppo conto terzismo, pochi marchi, molta disgregazione.

    Il programma

    Tre giorni con numerosi ospiti. Il 4 aprile è atteso il ministro della Cultura Alberto Bonisoli. Il 5 aprirà i lavori il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Sono attesi il 4 Dietmar Dahmen, speaker e consulente professionale per cambiamenti, innovazioni e strategie di mercato dirompenti con clienti globali; Nicola Antonelli, web project manager di Luisa via Roma, storia di successo per le vendite on line. Interverrà nel pomeriggio del 4 Julia Song, esperta del mercato coreano. Saranno presentati i casi di successo di Hemei, Velasca, Netcomm. Oltre a quelli delle imprese di origini napoletane come Kiton e Deliberti.

    Il settore in Italia e in Campania

    L’Italia, con 4.708 calzaturifici, è il primo Paese produttore europeo di calzature e la Campania rappresenta una delle nove regioni europee con il maggior numero di dipendenti nella produzione di calzature e prodotti in pelle. La Regione, con 390 calzaturifici e produttori di calzature a mano e su misura, è la quarta su territorio nazionale per numero di aziende e quinta per numero di addetti, pari a 6.461 nel 2017, secondo le rilevazioni Infocamere-Movimprese, elaborate dal Centro Studi di Confindustria Moda. Le aziende campane salgono a 1.543 se si considerano anche i produttori di parti di calzature (dato 2018, Fonte: Infocamere-Movimprese, elaborazioni Centro Studi Confindustria Moda).

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