Incognita prezzi

Calzaturiero in ripresa, ma è allarme su energia e materie prime

Assocalzaturifici rileva un recupero a doppia cifra del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2020 (+19,5%), ma a fine anno non saranno raggiunti i livelli pre Covid

di Redazione Moda

(fafoutis - stock.adobe.com)

3' di lettura

Non è solo l’impennata dei contagi ad allarmare le imprese del settore calzaturiero. La grande incognita, che lo accomuna a molti altri comparti della manifattura, è il rincaro delle materie prime e dell’energia. Nel frattempo, il lungo periodo di crisi eccezionale presenta il conto delle chiusure (-82 aziende calzaturiere) e del calo di lavoratori (-940 addetti da gennaio a settembre tra industria e artigianato), mentre gli strumenti di cassa integrazione nella filiera pelle, in calo del -8,7% sul 2020, restano su livelli molto elevati (60,8 milioni di ore autorizzate nei primi 10 mesi, oltre 9 volte più del 2019).

Una ripresa non uniforme

L’andamento dei primi nove mesi del 2021 indica – per il campione degli associati intervistati da Assocalzaturifici – un recupero a doppia cifra del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2020 (+19,5%). Il Centro studi di Confindustria Moda stima una chiusura del fatturato a +16,2% nei dodici mesi ma con un gap compreso tra il -10 e il -15% rispetto ai livelli precedenti l'emergenza sanitaria.

Loading...

Tuttavia, se la maggioranza delle imprese ha segnalato almeno un avvio di recupero, registrando un incremento sui livelli fortemente penalizzanti dei primi 9 mesi 2020, il recupero non è stato uniforme tanto che solo 1/3 delle aziende ha superato, o almeno eguagliato, i livelli di fatturato di gennaio-settembre 2019 pre-Covid.

Il lusso traina il trend positivo dell’export

Da gennaio a settembre le esportazioni del comparto calzaturiero sono cresciute a doppia cifra (+17,6% in valore nel complesso e +16,3% in quantità): con la sola eccezione di Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (in frenata dopo nove anni di crescita ininterrotta), tutte le prime 20 destinazioni mostrano un trend positivo sul 2020 (quasi sempre con recuperi a due cifre, almeno in valore).

Siro Badon

«Dopo lo shock del 2020, quest'anno il settore è ripartito – dice il presidente di Assocalzaturifici, Siro Badon – nonostante un terzo trimestre fiacco, con domanda interna ed estera di poco sopra i livelli dello scorso anno dopo il forte rimbalzo nella frazione precedente che si raffrontava con l'attività ridotta del lockdown. Pur con recuperi a due cifre nelle principali variabili congiunturali, dobbiamo ancora colmare il divario con la situazione pre-Covid. I risultati migliori vengono dalle esportazioni, che si attestano, trainate dalle griffe internazionali del lusso, a ridosso dei livelli 2019 pre-pandemia (-2,7%, seppur con un -7% in volume). Buoni gli scambi con Francia (+25% in valore sui primi 9 mesi 2020) e Svizzera (+19%), tradizionalmente legate al terzismo, Usa (+38%) e Cina (+50%, che ha già abbondantemente superato, +26%, i livelli 2019). Sia i mercati dell'Unione Europea che quelli extra-UE evidenziano aumenti a doppia cifra in valore sul 2020 (+19% e +16,3% rispettivamente); ma solo i primi risultano aver appianato il divario con due anni addietro. A fronte di un consolidamento del saldo commerciale (+24,6%), si rileva una dinamica non particolarmente esaltante nei consumi interni (+10,5% in spesa gli acquisti delle famiglie, ancora al di sotto di un 15% rispetto a due anni addietro), a cui si aggiunge tuttora una forte sofferenza dello shopping dei turisti stranieri».

Gli acquisti delle famiglie

La disaggregazione per segmento merceologico evidenzia nei primi 9 mesi incrementi attorno al +6% in spesa per le calzature classiche per uomo e del +10% per quelle per donna (entrambe le voci restano però al di sotto di oltre il -20% rispetto al pre-crisi); +7,6% le scarpe da bambino; +14,2% per le sportive e le sneakers (con un gap del -7% sul 2019); aumento contenuto per la pantofoleria (+4,2%), la tipologia più utilizzata durante il lungo lockdown e conseguentemente la più vicina ora alla situazione pre-Covid (-2,8%).

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti