Bilanci

Calzedonia a 2,5 miliardi, nel 2021 sono cresciuti tutti i marchi del gruppo

Nel 2021 il gruppo veneto ha ripreso a crescere, recuperando tutto il terreno perduto nel 2020 e chiudendo in positivo (+3,9%) anche rispetto al 2019.La quota export è del 56 per cento

di Giulia Crivelli

I punti chiave

  • Il gruppo di Intimissimi, Calzedonia e Signorvino ha messo a segno un +3,9% sul 2019
  • La quota export sul fatturato è del 56 per cento
  • Ebitda oltre i 760 milioni, +40% sul 2020

2' di lettura

Più che un gruppo, Calzedonia assomiglia sempre di più a un mosaico di marchi e iniziative, unico al mondo nel suo genere. E nel 2021 ha ripreso a crescere, recuperando tutto il terreno perduto nel 2020 e chiudendo in positivo (+3,9%) anche rispetto al 2019. Il fatturato 2021 dell’azienda è salito del 29,1% a cambi correnti (+30,5% a cambi costanti) a 2,505 miliardi, un traguardo al quale hanno contribuito tutti i brand in portafoglio: Calzedonia, Intimissimi e Intimissimi Uomo, Tezenis, Falconeri (abbigliamento e accessori in filati pregiati), Atelier Emé (abiti da sposa e da cerimonia) e Signorvino (catena di enoteche con ristorante). Forte aumento anche della redditività: i dati preliminari indicano un ebitda superiore ai 760 milioni, in crescita di oltre il 40% rispetto ai 531 milioni del 2020.

La quota di export è del 56% e in futuro potrà aumentare anche grazie all’e-commerce, che nel 2021 ha proseguito nel trend del 2020, l’anno in cui per molti mesi i negozi e i centri commerciali sono stati chiusi. Come accaduto in molti settori e aziende, la pandemia ha accelerato la digitalizzazione e nello scorso anno il gruppo fondato e guidato da Sandro Veronesi, ha aumentato gli investimenti in infrastrutture tecnologiche e digitali. L’obiettivo è raggiungere un’autentica multicanalità e quell’esperienza che gli americani chiamano seamless (senza cuciture, letteralmente) tra esperienze di contatto col brand e shopping nei diversi canali.

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Tra le intuizioni di Sandro Veronesi, fin dalla nascita del gruppo e prima che arrivassero in Italia la catene del fast fashion come Inditex e H&M, c’è stato lo sviluppo capillare della rete di negozi con le insegne dei singoli brand e il percorso è proseguito nel 2021, perché il canale fisico, l’esperienza Calzedonia insegna, non cannibalizza bensì completa quello digitale. Il saldo delle aperture per lo scorso anno è di 176 punti vendita, 139 dei quali all’estero: il totale al 31 dicembre era di 5.076 negozi, 3.288 dei quali all’estero e 1.788 in Italia.

«Il totale degli investimenti ha superato i 160 milioni: ci siamo concentrati sia sul fronte commerciale sia su quello logistico e produttivo – sottolinea Veronesi –. La priorità è mantenere sempre innovativi gli stabilimenti del gruppo». Il gruppo Calzedonia è presente in 55 Paesi e per il 2022 e nel breve periodo la strategia prevede il consolidamento dei mercati europei. «Ma proseguono le aperture nel mercato statunitense e l’impegno per la sostenibilità, confermato dall’entrata del nostro gruppo nel Fashion Pact lanciato dal gruppo Kering nel 2020», conclude Veronesi.

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