solidarietà

Calzedonia riconverte la produzione, arrivano nuove donazioni

Tra le altre iniziative, la campagna del gruppo Miroglio, l’impegno di Pellemoda a Empoli e di Limonta a Bergamo e un numero speciale di Vanity Fair dedicato a chi lavora per arginare l’epidemia

di Giulia Crivelli

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Tra le altre iniziative, la campagna del gruppo Miroglio, l’impegno di Pellemoda a Empoli e di Limonta a Bergamo e un numero speciale di Vanity Fair dedicato a chi lavora per arginare l’epidemia


4' di lettura

Negli Stati Uniti le riconversioni aziendali per esigenze di sicurezza nazionale sono previste dal Defense Protection Act , una legge varata nel 1950 dal presidente Truman in piena guerra fredda: in questi giorni da molte parti si chiede al presidente Trump di usare quella legge per “forzare” le grandi aziende americane a mettersi al servizio dell’emergenza nazionale legata al coronavirus. In Italia sembra non esserci alcun bisogno di una legge simile, come dimostrano le continue donazioni e azioni di solidarietà da parte di aziende di ogni genere e del tessile-abbigliamento in particolare.

La risposta di Calzedonia
Il gruppo Calzedonia ha risposto all’appello delle istituzioni con un gesto concreto e immediato, mettendo a disposizione impianti e risorse dell’azienda: a partire da ieri, 23 marzo, ha riconvertito alcuni dei propri stabilimenti alla produzione di mascherine e camici. Un’operazione fortemente voluta dal presidente Sandro Veronesi che fin dall’inizio ha dimostrato la sensibilità del gruppo nei confronti dei propri dipendenti, clienti e dell’emergenza sanitaria in corso, chiudendo dapprima tutti i punti vendita delle zone cosiddette rosse e successivamente quelli di tutta Italia, anticipando i relativi decreti del Governo.

Le fabbriche attive
Gli stabilimenti riconvertiti alla produzione di mascherine e camici saranno quelli di Avio (Trento) e Gissi (Chieti), per quanto riguarda il territorio italiano, e gli stabilimenti croati di proprietà del gruppo veronese. La conversione è stata possibile sia grazie all’acquisto di macchinari speciali per la creazione di una linea semi-automatica, sia formando le cucitrici al nuovo tipo di produzione. Questo nuovo assetto permetterà la produzione di 10.000 mascherine al giorno nella fase iniziale, ma si prevede un incremento delle unità prodotte nelle prossime settimane. La consegna delle mascherine è iniziata già ieri con le prime donate all’ospedale di Verona e al comune di Verona.

Le iniziative annunciate nei giorni scorsi, da Geox a Gucci, da Prada a H&M, passando per la Camera dei Buyer

Limonta pavimenta l’ospedale da campo di Bergamo
Entro poche ore termineranno i lavori di posa della pavimentazione del nuovo ospedale da campo Ana (Associazione nazionale alpini) che sorgerà nel padiglio B dell'area fiera di Bergamo. Lavori a tempi di record per il grande progetto in corso di realizzazione da parte dell'Ana che permetterà di ospitare circa 160 posti letto per malati di Covid-19. I lavori sono iniziati nella mattinata di domenica 22: gli Alpini, insieme ai collaboratori della ditta Limonta, hanno posato circa 6.500 mq di linoleum.
«Oggi ciò che conta è la rapidità di risposta per combattere quanto prima la diffusione del virus. Siamo certi che questo nuovo ospedale da campo darà un po' di respiro agli ospedali Bergamaschi che in questo momento si trovano in una situazione di estremo carico operativo», ha detto Antonio Tonarelli, Direttore Logistico Ospedale da Campo Ana.

L’impegno di tutti i brand del gruppo Miroglio
I brand del gruppo Miroglio che hanno siti e-commerce attivi (Caractére, Fiorella Rubino, Elena Mirò, Motivi e Oltre) lanciano una campagna solidale a sostegno dell’emergenza sanitaria in corso. L’iniziativa prevede che per ogni capo acquistato online verrà donata una mascherina alla Regione Piemonte, che le destinerà a chi ne ha bisogno tramite l’Unità di Crisi. Il Gruppo Miroglio è stato tra le prime aziende sul territorio a rispondere alla richiesta della regione e, grazie alla tecnologia e all’esperienza dei dipendenti della Stamperia di Govone e dell’Atelier Miroglio Fashion con i suoi partner, è riuscito in tempi rapidi a riconvertire una parte della propria linea per la produzione di mascherine. Da oggi, con questo progetto, Miroglio intende coinvolgere anche la propria community di clienti per dare insieme un nuovo contributo in questo momento di difficoltà. Tutte le iniziative dei brand saranno riunite e veicolate attraverso l’hashtag #orgogliomiroglio.

Bulgari diversifica il sostegno, passando ai disinfettanti
Instancabile l’impegno di Bulgari, che continua a sostenere la comunità scientifica e medica: un mese dopo aver annunciato un’importante donazione all’ospedale Spallanzani per l’acquisto di un nuovo microscopio 3D ad alta definizione estremamente all’avanguardia e indispensabile per la ricerca, Bulgari ha annunciato il suo ulteriore contributo allo sforzo nazionale per prevenire, combattere e debellare il Covid-19. Il gioielliere romano ha deciso di produrre insieme al suo storico partner di fragranze, ICR (Industrie Cosmetiche Riunite, Lodi), diverse centinaia di migliaia di flaconi di gel disinfettante per le mani da fornire in via prioritaria a tutte le strutture mediche attraverso il coordinamento del Governo Italiano. La produzione prevede 6000 pezzi al giorno fino ad arrivare ad un totale di 200.000 pezzi in circa due mesi.

A Empoli, dalla pelle alle mascherine
Uno dei punti di forza di Pellemoda e Hostage, aziende di Empoli leader della produzione di capi in pelle e in tessuto per i più importanti brand del lusso internazionale, è la capacità di adattarsi alle richieste creative dei designer, interpretandone l’idea e la visione estetica, per tradurla in prodotti di impeccabile fattura. Ora i fratelli Azzurra e Giampaolo Morelli ceo di Pellemoda, e il loro socio Martino Mazzoni di Hostage, hanno deciso, a partire dal 23 marzo, di riconvertire una parte della loro produzione, proprio in funzione delle necessità legate al contagio da coronavirus, per la realizzazione di mascherine protettive.

Il contributo di Vanity Fair
Dopo aver pubblicato un numero speciale dedicato a Milano e all’Italia, distribuito gratuitamente nelle edicole della Lombardia, Vanity Fair conferma il suo impegno nel voler trasmettere un messaggio di speranza, di forza, di coraggio e soprattutto di gratitudine nei confronti di chi sta combattendo questa lotta globale in prima linea in Italia contro il virus Covid-19. È proprio dedicato a medici, infermieri, farmacisti, operai, impiegati, volontari e lavoratori coinvolti nella lotta il nuovo numero del settimanale, in edicola dal 25 marzo per due settimane. L’intero ricavato delle vendite in edicola sarà devoluto all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, uno dei più in difficoltà in questo momento.

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