Gruppi in crescita

Calzedonia torna a correre e i ricavi 2019 toccano i 2,4 miliardi

Fatturato in aumento del 4,7%, negozi a quota 4.859, investimenti per espandersi in Stati Uniti, Cina e Giappone. Punto di forza del gruppo, la diversificazione, dall’intimo al food

di Giulia Crivelli


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Julia Roberts nel making of della campagna Calzedonia

3' di lettura

Un aumento del fatturato del 4,7% a cambi correnti e di poco inferiore a cambi costanti (+4,4%): un andamento positivo che ha portato il gruppo Calzedonia a chiudere il 2019 con 2,411 miliardi di ricavi, confermando l’azienda guidata da Sandro Veronesi come una delle pochissime, nel nostro sistema moda, a superare i 2 miliardi. Anche in altri settori, a guardar bene, non sono molti i gruppi italiani ad aver archiviato il 2019 con buoni tassi di crescita. A maggior ragione se circa metà del fatturato viene dal mercato interno (il 44% nel caso di Calzedonia) e se il target di riferimento non è il lusso, settore che si è dimostrato resiliente a ogni rallentamento economico, almeno nello scorso anno.

Per il 2020 infatti bisognerà valutare l'effetto dell'epidemia di polmonite acuta causata dal coronavirus: quella precedente (la Sars del 2002-2003) ebbe conseguenze negative persino sull'alta gamma, vista la crescente importanza dell'Asia e della Greater China in particolare per i beni di lusso. In diciotto anni lo scenario dei consumi è però completamente cambiato e il canale dell'e-commerce è l'alternativa perfetta quando si è chiusi in casa per evitare ogni contagio.

Sandro Veronesi, fondatore e presidente del gruppo Calzedonia, che ha sede in Veneto


Lo scenario asiatico
Il gruppo Calzedonia, anche in caso di scenari negativi legati al coronavirus, ha però due vantaggi su molte altre aziende della moda e del lusso: primo, al momento è poco presente in Cina e lo shopping fatto da turisti cinesi (previsti in forte calo sempre a causa della nuova epidemia) in Europa interessa altre fasce e tipi di prodotto. Secondo, tra le aree in cui il gruppo ha investito di più (200 milioni in tutto sul fronte commerciale) c'è proprio l'e-commerce: nel 2019 sono state fortemente potenziate le infrastrutture tecnologiche e digitali, con l'obiettivo di integrare sinergicamente la rete di punti vendita fisici con l'online e offrire la vera omnicanalità.

Portafoglio diversificato
Quando si dice che in Italia non esistono conglomerati di settore, a differenza della Francia, in fondo ci si dimentica di Calzedonia, che ha un portafoglio ricco e variegato: oltre al marchio che dà il nome al gruppo (calze e costumi da bagno), ci sono Tezenis (intimo accessibile per tutta la famiglia), Intimissimi, Intimissimi Uomo, Falconeri (abbigliamento e accessori in filati pregiati), Atelier Emé (abiti da sposa e da cerimonia) e Signorvino, il format più innovativo del gruppo. Nato dalla passione di Sandro Veronesi per l'enologia, è una catena di ristoranti-enoteche dove si possono degustare specialità gastronomiche e acquistare vini e liquori di fasce diverse.

Signorvino a Bologna

Il 2020 sarà l'anno dello sviluppo all'estero, partendo dall'est Europa, e forse non potrebbe esserci momento migliore, viste le difficoltà dei vini e degli esportatori francesi e spagnoli, penalizzati dai dazi decisi da Donald Trump, che (per ora) hanno salvato i prodotti italiani. I ristoranti-negozi di Signorvino sono in location di prestigio (a Milano ad esempio si trovano in piazza Duomo e in via Dante, a pochi passi dal Castello Sforzesco) e potrebbero avere la stessa fortuna dei punti vendita Eataly all'estero.

Il network retail
Nel 2019 è proseguito lo sviluppo di punti vendita sia all’estero sia in Italia e il network del gruppo, al 31 dicembre 2019, contava 4.859 negozi (3.103 all'estero e 1.756 in Italia). Il saldo delle aperture indica un incremento di 188 negozi delle varie insegne, 138 dei quali (ovvero il 73%) all’estero, con una prevalenza di inaugurazioni in Cina, Russia, Francia, Germania, Giappone e Stati Uniti.

Chiara Ferragni con i collant disegnati per Calzedonia

Le strategie per il 2020
Già presente in 54 Paesi, il gruppo intende consolidare in primis i principali mercati europei e proseguire in parallelo lo sviluppo negli Stati Uniti, in Cina e in Giappone, dove le prime aperture sono state proprio nel 2019.
Guardando ai diversi marchi, in Italia continuerà lo sviluppo dei negozi a insegna Intimissimi Uomo: il segmento dell'abbigliamento intimo maschile parte da volumi assai più bassi di quello femminile e per questo cresce più velocemente. Nuove aperture in Italia anche per Signorvino e Atelier Emé, mentre per Calzedonia, Intimissimi e Tezenis ci saranno soprattutto rinnovamenti dei format. Gli uffici stile sono sempre stati in Italia, anche se con team internazionali, mentre la produzione, oltre che in Italia, viene fatta in Sri Lanka, Croazia, Romania, Bulgaria, Serbia, Bosnia ed Etiopia.

Last but not least, l'impegno per l'ambiente: in ottobre il gruppo Calzedonia ha sottoscritto il Fashion Pact, coalizione di aziende della moda e del lusso lanciata dal gruppo francese Kering alla fine di agosto, che impegna a ridurre l'impatto sul pianeta.

Per approfondire:
Il gruppo Calzedonia «sfida» gli ingegneri gestionali sulla sostenibilità

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