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Cambi disperde la collezione Benso di manifesti d’epoca

di Maria Adelaide Marchesoni

6' di lettura

I manifesti d'epoca affascinano i collezionisti e sul mercato segnano prezzi in costante crescita. Christie's, Swann Galleries di New York, l'italiana Bolaffi sono presenti da diversi anni in questo segmento con aste tematiche. Cambi Casa d'Aste ha, invece, da poco inaugurato un nuovo dipartimento “Carte del Novecento” e il prossimo 20 novembre in un'asta dedicata ai Manifesti d'Epoca mette all'incanto 222 lotti provenienti da una collezione privata che secondo quanto risulta a ArtEconomy24 apparteneva a Giovanni Benso. Questi manifesti originali del ‘900 sono divisi per aree tematiche e comprendono sia i manifesti pubblicitari sia quelli del cinema e di altri spettacoli. Tra i top lot il lotto 52 il manifesto di Achille Luciano Mauzan per la Fiera di Milano 15–30 aprile. Questo bozzetto non ebbe successo nella committenza e non risulta essere stato approvato per la stampa, ma è di grande valore e parte da una stima di 5.000-8.000 euro. Un'analisi del mercato dei manifesti e le ragioni di questa nuova iniziativa ci viene data da Sergio Pignatone, responsabile del nuovo Dipartimento “Carte del Novecento” della casa d'asta e da Marco Cicolini, esperto del settore.

Questa è la prima asta? cosa vi ha spinto a entrare in questo segmento e cosa vi aspettate?
La Casa d'Aste Cambi, nella sua sede milanese, allestisce esposizioni e vendite relative a oggetti artistici e di pregio del Novecento. Abbiamo deciso di varare il nuovo dipartimento di “Carte del Novecento” con un'asta dedicata ai manifesti pubblicitari, turistici e cinematografici, in contemporanea con l'asta dedicata al design. Riteniamo, infatti, questi due settori perfettamente compatibili; tra l'altro entrambi riscuotono un grande interesse internazionale e dimostrano un ampio margine di crescita economica nel futuro. Un'asta si costruisce in genere intorno ad un fondo di notevole interesse. In questo caso una collezione di manifesti particolarmente significativi per l'iconografia del Novecento, oggetto di una mostra che ha girato anche le Americhe raccolti in un catalogo dal titolo “La Strada come Galleria, manifesti pubblicitari 1904-1968” curata da Maurizio Scudiero, massima autorità internazionale nel campo dei pittori futuristi e non solo.

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Achille Luciano Mauzan (1883 – 1952) Affisso originale, quattro fogli, 1913. Litografia, impresso da Officine Grafiche Ricordi, Milano. Cm 200 x 140. QUALITÁ: A. Telato. Stima 12.000 - 25.000 euro

Quando un manifesto è da collezione?
Il manifesto nasce per i muri, “da affissione” e teoricamente, quindi, solo quelli pensati per tale uso dovrebbero essere collezionabili, ma questa è una visione ristretta. Accade frequentemente che anche manifesti per l'esposizione interna di mostre siano comunque apprezzati. Nel manifesto non ha senso parlare di tirature; non è come in filatelia, dove le basse tirature generano ricerca e prezzi più alti. È la qualità del disegno, la firma o l'appeal del marchio a creare interesse. La rarità è quasi sempre altissima nel manifesto ma ciò non è di per sé sufficiente; non dimentichiamo che quasi le intere tirature di stampa finiscono affisse ai muri; quel che resta si è salvato per circostanze perlopiù fortuite.

Marcello Dudovich (1878-1962). Affisso originale, 1934 ca. Litografia impressa da Star-IGAP, Milano. Cm 200 x 140. Qualitá: A. bell'esemplare fresco. Telato. Stima 7.000 - 14.000 euro

A quali periodi risalgono i manifesti da collezione più interessanti?
Un tempo avrei detto il periodo d'oro dei manifesti, quello dagli esordi del cartellone di fine Ottocento sino agli anni Venti del Novecento; oggi questo concetto si sta pian piano evolvendo, con crescita d'interesse per i soggetti cinematografici e pubblicitari dal design più vicino ai giorni nostri degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

Adolphe (Cassandre) Mouron (1901-1968). Affisso originale, 1935. Litografia impressa da L.Daniel, Paris, per conto dell'Alliance Graphique cm 100 x 62. Qualitá: A. Strappo pressoché invisibile in basso a destra, esemplare molto bello e fresco. Telato. Stima 7.000 - 13.000 euro

Per quale motivo?
Il motivo va ricercato nell'evoluzione del gusto estetico, della sensibilità a un taglio grafico più moderno e attuale. Non è un semplice fattore di moda del momento, che è un elemento mutevolmente rapido, ma anche di riconoscere quali soggetti hanno davvero segnato una tappa precisa e indelebile del processo promozionale (cinematografico o pubblicitario che sia) attraverso il cartellone.

Marcello Nizzoli ( 1887-1969) . Affisso pubblicitario originale, 1927. Litografia impressa da: Star-IGAP. Milano, cm 197 x 140. Qualitá: A. Magnifico esemplare fresco in due fogli separati. Stima 6.000 - 12.000 euro

Chi colleziona manifesti?
Se la domanda è apparentemente scontata la risposta in questo caso non può essere netta e precisa. Più che “collezionisti” parlerei di appassionati in senso lato. Al manifesto d'epoca si avvicinano sia appassionati d'arte classica, sia amanti del design, della grafica, o ancor di più persone che riconoscono in un cartellone pubblicitario o cinematografico un momento felice del proprio passato, nel quale vogliono calarsi acquistando quel pezzo per il proprio arredo. Fissando quell'immagine si rende più potente il ricordo, nel quale quasi tutti, bene o male, talvolta desideriamo rimanere.

Chi sono i grandi collezionisti, dove si trovano le grandi collezioni?
Vi sono sia collezioni pubbliche, tra le quali l'Italia vanta la strepitosa raccolta di Nando Salce a Treviso, di proprietà statale; istituzione che sta ritornando a un'attività espositiva davvero apprezzabile. Collezionisti privati sono più sparsi fuori dall'Italia, in Francia innanzitutto, che è il paese europeo più sensibile per tradizione; ma soprattutto negli Stati Uniti, dove il gradimento estetico per il design di qualità è da sempre fortissimo.

Chi vende oggi manifesti in asta? Privati, gallerie ….
Entrambi, alcune case d'asta hanno compreso che il segmento dei manifesti ha potenzialità di crescita e quindi vi dedicano delle sezioni cospicue. I conferenti, come in ogni campo dell'antiquariato, sono ben assortiti tra privati che cedono materiale ereditato o di famiglia e mercanti e galleristi che rinnovano il parco del materiale in esposizione.

Quali sono gli artisti sottovalutati che meriterebbero più attenzione?
Domanda difficilissima. Non esistono più quasi cartellonisti viventi, quindi si deve per forza riferirsi alla qualità sedimentata e indiscussa di artisti che hanno già compiuto la propria intera parabola. Nel campo del fumetto e delle tavole da collezione sono convinto che il concetto di “Artista” sia più stimolante perché l'ambiente ha sempre numerose penne che si avvicendano e stupiscono per tratto e inventiva; nel manifesto d'epoca molto è già stato studiato. Però un nome glielo faccio lo stesso: Armando Testa; il grande pubblicitario torinese che anche se stranoto al grande pubblico non ha ancora raggiunto le quotazioni paragonabili ai suoi contemporanei francesi come Savignac o Villemot, molto richiesti anche negli Stati Uniti.

Quali sono i manifesti più cari al mondo?
Beh... cifre di straordinario rilievo sono state raggiunte talvolta dai manifesti d'epoca. Fondamentalmente si tratta di episodi abbastanza isolati e faccio notare che sono legati al mercato americano e per cartelloni non pubblicitari ma del grande cinema Hollywoodiano, come il “The Mummy” di Boris Karloff del 1932 venduto da Sotheby's a 410.000 dollari o lo strepitoso “Metropolis” di grande formato disegnato da Schulz-Neudamm che nel 2005 spuntò la cifra di 690.000 dollari stabilendo quindi un record.

Chi sono le gallerie di riferimento?
Le gallerie realmente specializzate o con una sezione del proprio business dedicata al manifesto sono poche numericamente in ogni parte del globo; in Italia le cito ad esempio la Galleria Little Nemo e La Libreria Antiquaria Piemontese , entrambe di Torino.

Che cosa si può acquistare in una fascia di prezzo sotto i 5mila euro?
Si può comprare moltissimo, nel senso che il mercato del poster originale d'epoca è ancora in media ben al di sotto di queste valutazioni, oscillando in gran parte più sulla media delle centinaia di euro. Esistono numerosi esempi che si potranno anche trovare nella prossima nostra asta, di bei manifesti d'epoca sia per prodotti pubblicitari e di promozione fieristica che stanno al di sotto dei 5mila euro e anche firmati da cartellonisti di primo piano.

Come si è sviluppato il mercato del manifesto nella storia e in tempi recenti?
La storia parla chiaro: la Francia ha un primato indiscusso di scoperta e valorizzazione del manifesto; sia sul piano della sensibilità alla promozione murale, sia poi su quello degli appassionati più colti e sensibili, che ben presto si misero alla caccia, ed eravamo nel tardo Ottocento, di manifesti dalla grafica più attraente, personale e comunicativa. I tempi più recenti, almeno negli ultimi 30 anni vedono un altro indiscusso primato, quello del mondo americano, nel quale l'apprezzamento per la grafica moderna ha avuto sempre un'impronta illuminata. Basti pensare alle raccolte conservate al Museum of Modern Art , che vedono manifesti conservati al pari di ogni altra forma d'arte. I galleristi statunitensi, hanno quindi trovato un fertile terreno...

Il manifesto mantiene il suo valore, o ci sono rischi di speculazione, o di perdita di valore?
Il manifesto è sempre stato collezionato, ma il fatto che la forbice piuttosto compressa di prezzi nella quale normalmente ha navigato ne ha mantenuto basso anche il fattore speculativo e quindi di rischio di perdita di valore.

Quali sono i rischi quando si acquista un manifesto e a cosa bisogna fare attenzione?
Fondamentalmente le regole sono quelle sane di ogni genere di commercio dell'antiquariato e del modernariato. Solo attingendo a galleristi o case d'asta che certifichino l'originalità e lo stato di conservazione ci si mette al riparo da possibili acquisti avventati.

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