Industria alimentare

Cambia il clima: produzione mondiale di vino ai minimi dal 1961

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(Marka)


2' di lettura

La qualità la verificheremo al momento di stappare. Pochi, invece, i dubbi sulla «quantità»: il 2017 sarà caratterizzato dalla più bassa produzione di vino dal 1961. Da un capo all’altro del pianeta saranno prodotti 246,7 milioni di ettolitri, l’8,2% in meno rispetto al 2016. Queste almeno le stime dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino di Parigi.
L’anno scorso la produzione era stata di 268,8 milioni di ettolitri e il tracollo è dovuto ai raccolti consecutivamente ridotti a causa dei cambiamenti climatici da parte dei tre maggiori produttori di vino al mondo. L’Italia, con 39,3 milioni di ettolitri, segnala un calo del 23%, la Francia del 19% e la Spagna del 15 per cento.

Il cambiamento climatico fa precipitare la produzione mondiale di vino

In tempi più recenti, sono apparse in controtendenza solo le produzioni del 1991 e del 1994 che hanno mantenuto livelli accettabili, mentre negli altri anni il calo è stato sempre significativo. In Europa solo quattro paesi hanno visto aumentare la produzione: Portogallo, Romania, Ungheria e Austria. Nel resto del mondo, gli Stati Uniti, quarto produttore mondiale, sembrano avere tenuto bene con solo un leggerissimo calo dell’1p er cento. Tuttavia, le previsioni del ministero dell’Agricoltura statunitense risalgono all’agosto scorso, prima dei devastanti incendi che ai primi di ottobre hanno fatto strage di vigneti in California settentrionale, in particolare nella Napa Valley e nella regione di Sonoma.
Meglio è andata in America Latina con una tendenza al rialzo, dopo una pessima annata 2016. Mancano invece del tutto le statistiche della Cina, settimo produttore mondiale che non ha ancora fornito le stime 2017, mentre il Sudafrica ha prodotto 10,8 milioni di ettolitri, con un incremento del 2% rispetto al 2015 che l’ha piazzato all’ottavo posto del ranking mondiale.

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