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Cambia l’8 per mille, per la quota statale priorità all’edilizia scolastica

In arrivo alla Camera un emendamento della relatrice Carla Ruocco (M5S) al decreto fiscale che introduce la possibilità per il contribuente di indicare in dichiarazione dei redditi la destinazione dell’8 per mille di competenza Statale alla ristruttrazione, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico delle scuole italiane. E senza possibilità di derogare alle scelte dei cittadini destinando le risorse ad altre finalità

di Marco Mobili


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3' di lettura

Ristrutturazioni, messa in sicurezza , adeguamenti antisismici ed energetici delle scuole italiane sono una priorità. Su questa linea la maggioranza, in particolare il Movimento 5 Stelle, è pronta a riscrivere le regole per la destinazione delle risorse che ogni anno i contribuenti italiani con l’8 per mille dell’Irpef destinano allo Stato. Lo strumento è un emendamento al decreto fiscale collegato alla manovra di Bilancio in discussione alla Camera, che sarà depositato lunedì 25 novembre alla ripresa dei lavori, dallo stesso presidente della commissione Finanze e relatrice al decreto, Carla Ruocco.

Come potrebbe cambiare l’8 per mille
Modificare l’8 per mille sulla base di quello che lo Stato ha già sperimentato, con successo, con l’altra quota dell’Irpef del 5 per mille con cui gli italiani scelgono di finanziare attività socialmente utili, onlus, volontariato, Università o ancora la ricerca scientifica.  Nel sociale è direttamente il contribuente a “premiare” il progetto o l’attività ritenuta più importante. Perché allora non farlo anche l’8 per mille che ogni anno entra nelle Casse dello Stato? Con l’emenedamento Ruocco, dunque, si vuole consentire al contribuente di poter «scegliere» la destinazione d’uso della quota di diretta gestione statale tra le cinque tipologie di intervento già oggi previste dal regolamento e che sono:

fame nel mondo;

calamità naturali;

assistenza ai rifugiati;

conservazione di beni culturali;

ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all'istruzione scolastica di proprietà pubblica (Stato, enti locali territoriali). In questa tipologia rientrano anche gli immobili di proprietà del Fondo edifici di culto destinati ad uso scolastico, la cui gestione è affidata al ministero dell’Interno.

A fissare le regole di esercizio dell’opzione sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del direttore che approva ogni anno le istruzioni e il modello di dichiarazione 730.

Stop alle deroghe e priorità alle scuole
L’emendamento, che sarà depositato in commissione Finanze, punta anche a superare l’effetto deroga sulla destinazione delle risorse. Con la deroga alla destinazione d’uso, esercitata dal Governo per far fronte alle diverse emergenze che si verificano nel corso dell’anno, le risorse di competenza statale finiscono puntualmente per ridursi drasticamente. Anche quelle destinate all’edilizia scolastica. Per evitare “l’effetto deroga” il correttivo al Dl fiscale prevede che alle risorse dell’8 per mille dell’Irpef di diretta gestione statale emerse dalle scelte dei contribuenti con le dichiarazioni relative agli anni di imposta dal 2019 al 2028 e indirizzate alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza , all’efficientamento energetico e all’adeguamento antisismico, «la deroga si applica nei limiti della stessa tipologia di intervento, senza possibilità di diversa destinazione».

L’ultima ripartizione
Per comprendere l’impatto che producono le deroghe alla destinazione della quota statale dell’8 per mille è sufficiente andare a rileggere i dati dell’ultimo decreto di ripartizione relativo all’anno 2017. La quota dell’8 per mille Irpef di pertinenza statale per quell’anno, è stata pari a 24.056.763 euro. Se a questa si aggiunge la quota assegnata all’edilizia scolastica (5.997.829euro), le risorse complessivamente dell’8 per mille targato Stato raggiungono i 30.054.592euro. Una somma almeno 6 volte inferiore a quella realmente emersa dalla scelte dei contribuenti italiani e che si è attestata a ben oltre 181 milioni di euro. Una differenza che, come detto, scaturisce dai tagli operati dalla Presidenza del Consiglio cui spetta la decisione di poter derogare alle destinazioni indicate dal regolamento dell’8 per mille Irpef , assegnando le risorse ad altre finalità.

Le scelte per il 2017
Questa è l’ultima ripartizione, pari ad oltre 1,2 miliardi di euro, dell’8 per mille dell’Irpef 2017 secondo le indicazioni dei 41 milioni di contribuenti italiani approvata con decreto del marzo scorso:

Stato: 181.066.782

Chiesa Cattolica: 1.021.012.493.224

Unione italiana Chiese avventiste del 7° giorno: 31.745.033

Assemblee di Dio in Italia: 41.319.033

Unione delle Chiese metodiste Valdesi: 534.277.439

Chiesa Evangelica Luterana in Italia 72.492.905

Unione delle comunità ebraiche italiane 64.113.293

Unione Cristiana Evangelica Battista 8.872.517

Chiesa Apostolica: 344.096

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