Assemblea Confindustria Mantova

«Cambiare per continuare a competere»

Infrastrutture, formazione e innovazione. La mutazione “necessaria” al centro dell’intervento del presidente Edgardo Bianchi

di Luca Orlando

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

I cambiamenti di questi mesi, indotti dall’emergenza. E quelli che ci attendono, necessari per affrontare il futuro. È il termine “mutazioni” quello scelto da Edgardo Bianchi per caratterizzare l’assemblea annuale della territoriale che presiede, Confindustria Mantova. Trasformazione che l’industria e i lavoratori ha già dovuto gestire nel pieno della pandemia, cambiando radicalmente il modo di operare e vivere. E che apre la strada ad un passo successivo: un invito al coraggio - spiega Bianchi - «con l’obiettivo di favorire quelle mutazioni che ci consegneranno un Paese migliore».

Territorio, cultura e innovazione sono le tre traiettorie di sviluppo definite dagli imprenditori.

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Partendo quindi dalle infrastrutture, per colmare i ritardi decennali sul tema.

L’asse Cremona-Mantova, sia sul fronte autostradale che in termini di raddoppio della linea ferroviaria, è tra le priorità di sempre, per permettere a Mantova di diventare un polo strategico intermodale, grazie anche all’auspicata creazione di una zona logistica semplificata a favore del sistema idroviario locale.

Altro tema chiave è la formazione, da migliorare per chiudere il gap tra domanda e offerta di lavoro, puntando sulla creazione di nuovi Its e inserendo corsi aggiuntivi nella locale Università. L’obiettivo finale è quello di trattenere ma anche attrarre talenti, così come di garantire a tutti la possibilità di riconvertirsi e ricollocarsi attraverso percorsi mirati.

Terzo punto chiave è l’innovazione, anzitutto in ambito digitale. Che richiede certo un impegno corale da parte delle imprese, così come nuovi investimenti nelle reti, perché «troppe aree e troppe aziende risultano ancora non servite dalla fibra ottica».

Innovazione da incanalare anche nell’ambito della sostenibilità, che deve diventare centrale nelle scelte di ogni giorno delle aziende, per risparmiare consumi di risorse e di energia, contenendo anche le emissioni.

Target tuttavia irrealizzabili senza il supporto di una politica industriale e di incentivi adeguati che agevolino la trasformazione. In assenza dei quali «il sistema industriale non sarà in grado di sostenere da solo i costi di questa transizione epocale». Azione nazionale ed europea che si deve però innestare su un piano più ampio a livello globale, perché senza l’impegno di Usa, Cina India e Russia (il 70% delle emissioni di Co2) ogni nostro sforzo risulterà vano.

«Con il duplice tragico efffetto - spiega - di caricare le aziende Ue di costi aggiuntivi riducendone in modo drastico la capacità competitiva globale».

Se dunque saremo in grado di convogliare energie e sforzi di cambiamento verso queste tre principali direttrici, questa la sintesi dell’intervento, sicuramente tra dieci anni vedremo il nostro mondo estremamente cambiato. In meglio.

Mutamenti -. aggiunge Bianchi - a cui si aggiungeranno gli interventi che il Presidente del Consiglio Mario Draghi sta portando avanti con grande grande determinazione, sulla concorrenza, sul fisco, sulla giustizia e sulla formazione, per citarne solo alcuni.

«Abbiamo vissuto momenti drammatici - conclude - ma stiamo cavalcando un periodo di grande ripresa e di importanti mutazioni. Abbiamo davanti a noi sfide enormi, ma grandi opportunità e soprattutto la consapevolezza di poter incidere profondamente sul nostro futuro e soprattutto su quello dei nostri figli».

La sfida cruciale - spiega il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci - è ora quella del Pnrr, occasione unica e non ripetibile per cambiare il Paese, operazione «complicata ma alla nostra portata». Cruciale anche per non disperdere il patrimonio di fiducia che l’Italia si è conquistata con la guida di Draghi. Anche in questo caso occasione unica, in cui non esiste un secondo tempo per rimediare o un piano B.

Tabacci concorda sulla necessità di rilancio delle infrastrutture locali anche se avanza più di un dubbio sulla tratta autostradale Cremona-Mantova, a lungo agognata dal territorio. «Deve essere sostenibile con le tariffe - spiega - e ciò che accade alla Bre.Be.Mi, dove il traffico è ridotto e inferiore alle attese, conferma i miei dubbi sulle tratte interregionali. Per intendersi, non stiamo parlando dell’Autostrada del Sole».

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