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Cambio della guardia al Ft: Roula Khalaf succede a Lionel Barber

Per la prima volta una donna a dirigere l’autorevole quotidiano britannico. Il 64enne Barber, che ha traghettato il giornale tra la tempesta di internet e l’arrivo dei nuovi azionisti del Nikkei, dirà addio a gennaio

di Simone Filippetti


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2' di lettura

LONDRA - È un simil-terremoto quello che è avvenuto a Londra nello scintillante edificio in cristallo di Friday Street, che guarda la cupola della cattedrale di St. Paul, la nuova sede del Financial Times. Dopo 14 anni al timone, il potente e storico direttore Lionel Barber ha annunciato il suo addio. Al suo posto la prima donna alla guida del quotidiano britannico: Roula Khalaf.

Con un’email, il direttore che ha portato la nave del più autorevole quotidiano economico inglese (e mondiale) fuori dalla tempesta che si è abbattuta sul mondo dell'editoria, sotto forma di rivoluzione dell'on-line, crollo della pubblicità, invasione dei social media, ha annunciato alla redazione che da gennaio lascerà il ponte di comando, dove era salito nel novembre del 2005, un'era geologica fa rispetto alla velocità delle trasformazioni degli ultimi anni.

La prima volta di una donna
La sera di lunedì 11 novembre non era però ancora noto il nome del successore, la cui ricerca era iniziata lo scorso maggio. Nella giornata del 12 novembre è stato invece comunicato che a prendere in mano la pesantissima eredità e uno scettro non facile sarà la sua vice, Roula Khalaf, che lo affiancava da 3 anni. Oltre al clamore dell'addio, l'altra notizia è che alla poltrona più alta del quotidiano salmonato arriva per la prima volta una donna. Molto focalizzata sul Middle East, per le sue origini libanesi, Khalaf conosce molto bene l'Italia, per aver partecipato varie volte al forum che l'Ambasciata italiana di Londra organizza ogni anno a Venezia per la stampa inglese. Il nuovo direttore, che entrerà in carica a gennaio, ha una spiccata attenzione su temi macro e sulla politica estera, ma meno sulla finanza.

La direzione storica di Baber
È una sorpresa la tempistica, ma non è un ribaltone, fenomeni pure frequenti nei giornali. Barber, 64 anni, era in predicato di lasciare la direzione già prima che il gruppo Pearson, editore del quotidiano londinese, vendesse la testata per 800 milioni di sterline al Nikkei, il più grande gruppo editoriale giapponese, nel 2015. Ma la nuova proprietà nipponica aveva chiesto a Barber di rimanere per gestire il passaggio senza traumi e appianare il clima in redazione (l'arrivo del Nikkei era stato accolto con un duro comunicato dei giornalisti) e lui stesso non era disponibile a lasciare fino a che non avesse avuto un incarico di prestigio, cosa che ha nel frattempo ottenuto. Lascia dunque in pompa magna. Barber era un interno che aveva fatto tutto il suo cursus honorum dentro al quotidiano ricoprendo vari incarichi, dopo alcune esperienze allo Scotsman e al Sunday Times.

Per approfondire:
La scalata della giapponese Nikkei al cuore della stampa britannica

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