Mercato e Industria

Cambio di passo delle full electric, a febbraio 2.500 le auto vendute in Italia

Frena il mercato dell’auto in Italia e in Europa ma il mese scorso il numero di elettriche immatricolate ha superato di dieci volte il dato del 2019

di Filomena Greco

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Frena il mercato dell’auto in Italia e in Europa ma il mese scorso il numero di elettriche immatricolate ha superato di dieci volte il dato del 2019


3' di lettura

In un mercato che frena, tanto in Italia quanto nel resto d’Europa, la vendita di veicoli elettrici a febbraio in Italia ha registrato un vero e proprio balzo in avanti, capace di portare la quota di mercato delle full electric all’1,5%, varcando la soglia dello «zero virgola» dei mesi scorsi, con un numero di vetture dieci volte più alto di quello registrato un anno fa. Merito dell’Ecobonus e della maggiore disponibilità di modelli sul mercato.

Il balzo delle elettricheL’elaborazione sui dati delle immatricolazioni nel mese di febbraio curata dall’Unrae, l’associazione a cui aderiscono i produttori stranieri di automobili, mette in evidenza il cambio di passo nella vendita di auto elettriche in Italia, un trend che caratterizza il mercato a partire dall’inizio dell’anno. A febbraio sono state 2.500 le vetture elettriche immatricolate in Italia, il 900% in più rispetto alle 253 vetture full electric vendute nello stesso periodo del 2019. Anche nel mese di gennaio la quota era stata oltre sette volte quella registrata un anno prima: 1.394 auto elettriche immatricolate contro le 161 di gennaio 2019.

Il trend ha interessato, anche se in misura minore, le ibride plug in, con 1.219 vetture immatricolate a febbraio scorso contro le 269 dell’anno prima. Il balzo in avanti delle plug in in particolare ha inciso sulla quota di mercato delle ibride, di fatto raddoppiata nell’arco di un anno: nel primo bimestre del 2020 hanno rappresentato il 10,5% del mercato (l’11% nel solo mese di febbraio) contro il 5,2 di un anno fa. Un’accelerazione registrata anche in Europa secondo l’ultimo report dell’Acea, l’associazione delle imprese dell’automotive, visto che la quota di auto ibride è passata dal 6,5% del 2018 al 9,5 dell’anno scorso.

In linea generale, sottolinea l’Anfia nella nota di approfondimento mensile sul mercato, all’aumento delle vendite di auto elettriche hanno contribuito gli incentivi, in vigore dal 1° marzo 2019, «che premiano le autovetture con emissioni fino a 60 g/km di CO2 –nuovo limite applicabile dal 2020 –, in pratica le auto elettriche e ibride plug-in». Un acquirente privato su 4 ha acquistato un’auto ad alimentazione alternativa il mese scorso (comprese dunque le auto a metano), percentuale che passa a una su sette per le società. Le auto ricaricabili intestate a società, in particolare, sono il 69% del segmento di mercato.

Resta sullo sfondo il ridimensionamento progressivo delle motorizzazioni Diesel che nei primi due mesi dell’anno rappresentano in Italia poco più di un terzo del mercato (34,2%) rispetto al 43,2 di un anno fa, quasi dieci punti percentuali in meno. Stesso discorso vale per il mercato europeo dove le auto alimentate a gasolio sono passate dal 35,6 a poco più del 30 per cento.

I consumatori e il mercatoI consumatori restano perplessi sulle nuove tecnologie a bordo delle auto connesse mentre continua a crescere la fiducia verso il powertrain elettrico. È quanto rivela uno studio curato da Deloitte sulla propensione del consumatore italiano. In particolare, la preferenza degli italiani verso i motori ibridi ed lettrici sale a quota 71% secondo la rilevazione, in forte aumento rispetto al 58% registrato un anno fa.

Il focus per le auto elettriche e plug in resta quello dell’autonomia: la maggioranza dei consumatori infatti (57%) si aspetta un’autonomia della batteria pari a circa 500 chilometri sebbene mediamente percorra soltanto 43 chilometri al giorno. Con poco meno della metà del campione che si dice disponibile ad aspettare anche più di trenta minuti per la ricarica.

Sul fronte delle nuove tecnologie sviluppate per l’auto connessa, restano perplessità legate a privacy e sicurezza sebbene il consumatore italiano si dimostri più aperto alle innovazioni, dato che il 25% ritiene la tecnologia a guida autonoma non sicura. In questo caso pesa il fattore prezzo, visto che il 26% degli italiani non sarebbe disposto a pagare di più per usufruire della tecnologia a guida autonoma e il 33% pagherebbe al massimo 400 euro.

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