Incentivi al miglioramento

Cambio di prospettiva per l’industria e più finanza verde

di Leonardo Becchetti

(AdobeStock)

3' di lettura

Non esiste soltanto il canale Next Generation EU per dare uno stimolo con risorse pubbliche alla competitività futura del Paese nella transizione ecologica. Con una domanda quasi 10 volte superiore all’offerta si è concluso il collocamento del primo BTP verde che segna l’ingresso del nostro Paese in un mercato di emisioni di scopo sulla sostenibilità ambientale che sta crescendo esponenzialmente in questi anni. La finanza verde è fondamentale per vincere la sfida del riscaldamento globale nella quale ci troviamo come nella situazione di un anno fa di fronte al Covid. Le emissioni globali di CO2 nel mondo superano i 54 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente e continuano a far crescere la concentrazione di parti di CO2 nell’atmosfera alimentando il fenomeno del riscaldamento globale. Per evitare di superare soglie che rischiano di generare problemi irreversibili ci siamo dati l’ambizioso obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Il che significa modificare radicalmente i processi produttivi nell’industria, agricoltura, i trasporti, la produzione di energia ed intervenire sull’efficientamento energetico degli edifici.

La transizione ecologica è anche il sentiero su cui si gioca la sfida competitiva del futuro per il nostro sistema industriale che è chiamato a passare dal paradigma lineare a quello circolare cercando di aumentare l’uso di materia seconda come input della produzione e a disegnare nuovi prodotti che prevedano il riuso/riciclo dei rifiuti invece della loro destinazione a discarica. Le nostre aziende non partono in svantaggio in questa sfida perché sono sempre stata un po’ “circolari” ante litteram cercando di economizzare l’uso di materie prime che dovevamo comunque importare.

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Il prospetto presentato agli investitori nel quale sono descritti i canali di utilizzo dei fondi che raccogliamo sui mercati internazionali con i BTP verdi è assolutamente sfidante e “flessibile” al punto giusto indicando sei canali di destinazione dei proventi (produzione di energia, trasporti, efficientamento edifici, biodiversità e tutela ecosistema, prevenzione inquinamento ed economia circolare, ricerca). Più che fissare tipologie d’investimento in ogni canale stabilisce soglie di efficienza energetica sopra le quali non è possibile usare quei fondi. Per fare un esempio, se la soglia per la produzione di energia indicata nel prospetto fosse rispettata da tutta l’energia utilizzata in Italia avremmo abbattuto già oggi il 90% delle emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di energia stessa. Da sottolineare come il canale dei BTP verdi è un binario parallelo a quello di Next Generation nel quale l’impegno non è tra Italia ed Ue ma direttamente tra il nostro paese e gli investitori internazionali. I tassi di finanziamento sono (anche per merito ovviamente del lavoro della BCE sui mercati finanziaria) di assoluto favore perché il bond scadenza 2045 della prima emissione di successo ha un rendimento dell’1,5% in linea con la curva dei rendimenti dei nostri titoli di stato.

La sfida contro l’emergenza climatica si vince con opportuni impulsi alla domanda che mettono a loro volta in moto investimenti ed innovazione, come sottolineato anche da Bill Gates nel suo recente libro. I BTP green sono un pezzo dell’unica strategia vincente che deve prevedere quattro impulsi fondamentali. Primo, incentivare la domanda pubblica di prodotti green potenziando gli appalti verdi, definendo i criteri minimi ambientali in nuovi settori e facendo formazione alle stazioni appaltanti. Secondo, incentivare gli investimenti delle imprese che migliorano l’efficienza energetica. Terzo, premiare il voto col portafoglio dei consumatori.

Il quarto potente impulso lo aspettiamo dalla BCE che nel prossimo futuro potrebbe utilizzare target di accumulo di titoli di stato verdi nello stock delle proprie riserve o prevedere condizioni di finanziamento ancora più agevolate alle banche che usano la raccolta per finanziare investimenti green. La sfida climatica assomiglia a quella della lotta alla pandemia un anno fa. La curva marginale di abbattimento della CO2 indica che oltre i 30 miliardi di tonnellate i costi di riduzione delle emissioni diventano proibitivi per il sistema industriale ma, allo stesso tempo, la curva si abbassa sensibilmente ogni anno per via del progresso tecnologico. In sintesi non abbiamo ancora il vaccino che ci consente di vincere la sfida ma continuando con lo stimolo della domanda a più livelli possiamo accelerare investimenti ed innovazione che possono portarci al traguardo.

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