l’appello della FONDAZIONE GIMBE

Cambio di vertice all'Aifa: «Più trasparenza nella scelta del nuovo direttore»

La richiesta arriva dal think tank indipendente, che coglie al volo lo spoils system annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza che il 9 dicembre manderà a casa l’attuale Dg dell’Agenzia Luca Li Bassi.

di Barbara Gobbi


Allerta Aifa farmaci senza bollino,piaga contraffazione

2' di lettura

Gestire 22 miliardi di spesa pubblica per i farmaci con pieni poteri richiede ben più di un nome, un cognome, una laurea specialistica e una “qualificata e documentata competenza ed esperienza sia sul piano tecnico-scientifico nel settore dei farmaci sia in materia gestionale e manageriale”, così come richiesto dal Regolamento sul funzionamento dell’Aifa datato 15 anni fa.

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Per il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, figura “plenipotenziaria che oltre alla rappresentanza legale mantiene tutta la gestione e la direzione delle attività, è insomma il momento di cambiare pagina. La richiesta arriva dal think tank indipendente Fondazione Gimbe, che coglie al volo lo spoils system annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza – che il 9 dicembre manderà a casa l’attuale Dg dell’Agenzia Luca Li Bassi – con la pubblicazione di un avviso per la manifestazione d’interesse a ricoprire l’incarico.

Le domande dovranno arrivare entro il 15 novembre e allora le si passerà al vaglio. Tutto bene fin qui, avvisano da Gimbe ricordando che identica modalità era stata introdotta dalla ex ministra della Salute Giulia Grillo proprio al momento della scelta di Li Bassi, in carica da appena 13 mesi. “Peccato che dopo la trasparenza iniziale – ricorda il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – la procedura di selezione allora sia stata assolutamente opaca: fu pubblicato solo il numero (93) delle richieste pervenute e solo dopo la nomina di Li Bassi furono resi noti i tre esperti che selezionarono la rosa di candidati più adatti, senza precisare i criteri applicati per la selezione”.

Al ministro della Salute Roberto Speranza Gimbe chiede ora uno sforzo in più: dire addio al “minimalismo”, ispirandosi all’ultima call della Commissione Europea del farmaco (Ema) che contiene una descrizione dettagliata delle competenze richieste al nuovo manager. «Considerate le enormi criticità nella governance della spesa farmaceutica – precisa Cartabellotta – la delicata gestione dei rapporti con l’industria, l’indifferibile revisione del prontuario, l’esigenza di conciliare sostenibilità e innovazione, l’insolita “doppia veste” di agenzia regolatoria e di health technology assessment, la necessità di rilanciare l’informazione indipendente sui farmaci e di potenziare la ricerca indipendente, è indubbio che la selezione del Dg Aifa debba avvenire su basi meritocratiche in assenza di conflitti di interesse».

Da qui la richieste di rendere pubblici, prima della nomina, sia una descrizione analitica delle competenze richieste, sia le procedure e i criteri di valutazione che porteranno il ministro alla scelta fiduciaria di una figura che nel 2018 ha gestito oltre 22 miliardi di spesa pubblica. Insomma Fondazione Gimbe da un lato chiede di rendere il processo di nomina più esplicito e trasparente, dall’altro rileva che il Dm 245/2004 ha ormai fatto il suo tempo. «Dopo 15 anni è dunque necessario avviare una discussione più ampia sulla necessità di modificarlo, in particolare rispetto alle modalità di conferimento dell’incarico di direttore generale, sia perché il ruolo dell’Aifa è profondamente mutato, sia perché la riforma degli enti vigilati è nell’agenda del nuovo Patto per la Salute».

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