Alla Camera

Slitta avvio iter per commissione d’inchiesta sulla magistratura. Le 4 proposte

Si è fermato, prima di partire, l’iter perché Lega e Forza Italia ritengono non «adatti» i relatori di Pd e Leu

di Nicoletta Cottone

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati (Reuters/Yara Nardi)

6' di lettura

Si è fermato, prima di partire, l’iter delle proposte di legge per costituire una commissione d’inchiesta sull’uso politico della magistratura. Nella riunione congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, Forza Italia ha chiesto che vengano cambiati i relatori della proposta - il dem Stefano Ceccanti e Federico Conte di Leu - indicati dai presidenti Giuseppe Brescia e Mario Perantoni. L’esame si svolge nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Una polemica che si trascina da giorni perchè secondo gli azzurri, supportati da Lega e Fdi, i due relatori non sarebbero «adatti» in quanto non sarebbero favorevoli all’istituzione della commissione d'inchiesta sulla magistratura. Commissione fortemente voluta dal centrodestra e calendarizzata grazie al sostegno di Italia Viva. Ceccanti e Conte avrebbero dovuto svolgere le loro relazioni introduttive, che invece non si sono svolte. «C'è stato una sorta di auto-ostruzionismo del centrodestra», viene riferito, in quanto i tempi erano stretti per via della riunione, già fissata, dell'ufficio di presidenza della commissione.

Quattro proposte sul tavolo

Sono quattro le proposte sul tavolo, la prima è quella che porta la firma della ministra per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, insieme ad altri 255 deputati del centrodestra, da Forza Italia alla Lega a Fratelli d’Italia, che chiede di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della giustizia. A poco meno di un anno dalla presentazione - è datata 1° luglio 2020 - commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia era stato fissato l’avvio dell’iter parlamentare. Oltre a quella Gelmini (C 2565), c’è quella del vercellese Andrea Del Mastro Delle Vedove di Fdi, presidente della Giunta per le autorizzazioni (C 2586), presentata il 13 luglio 2020; quella del leghista Roberto Turri presentata il 12 aprile 2021 (C 3012) e quella del magistrato di Gela (Caltanissetta) e deputato di Forza Italia Giusi Bartolozzi (C 3054). Anche se l’oggetto dell’inchiesta risulta parzialmente divergente, tutte le quattro proposte hanno la finalità di indagare su eventuali condizionamenti dell’organizzazione giudiziaria e dell’esercizio delle funzioni giurisdizionali. Ora compito dei relatori sarà giungere a un testo base da emendare.

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Stessi poteri dell’autorità giudiziaria

Nelle quattro proposte la composizione della commissione oscilla fra i 40 (20 deputati e 20 senatori) e i 50 parlamentari (25 deputati e 25 senatori). Nel definire i poteri della Commissione, come previsto dall'articolo 82 della Costituzione, tutte le proposte presentate stabiliscono che la Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Viene riconosciuta alla commissione la possibilità di acquisire copie di atti e di documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organi inquirenti (si riferiscono invece ad “altri enti pubblici” le pdl C 2565 e C 3054), anche in deroga al divieto stabilito dall’articolo 329 del codice di procedura penale (C 2586 e C 3012).

Quando può essere ritardata la trasmisione degli atti

In questi casi, l’autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare la trasmissione di copia di attie di documenti richiesti, con decreto motivato, solo per ragioni di natura istruttoria. Il decreto ha efficacia per sei mesi e può essere rinnovato. Quando queste ragioni vengono meno, l’autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. Il decreto non può essere rinnovato o aver efficacia oltre la chiusura delle indagini preliminari (C 2586 e C 3012). L’autorità giudiziaria può trasmettere le copie di atti e documenti anche di propria iniziativa (C 2586 e C 3012). Tutti i testi consentono di acquisire copie di atti e di documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari (C 2565, C 2586, C 3012 e C 3054). Quando gli atti o i documenti siano stati assoggettati al vincolo di segreto funzionale da parte delle competenti Commissioni parlamentari di inchiesta, tale segreto non può essere opposto alla Commissione (C 2586 e C 3012).Possibile ordinare il sequestro di atti e documenti nonché accertamenti tecnici (C 2565 e C 3054) o esaminare le persone che possano fornire notizie utili ai fini dell'inchiesta (C 2565 e C 3054).

I compiti della commissione nella proposta Gelmini

La proposta della ministra Mariastella Gelmini attribuisce alla commissione il compito di accertare lo stato dei rapporti tra le forze politiche e la magistratura e tra la magistratura e i media. L'eventuale esistenza, all'interno della magistratura, di correnti organizzate in funzione di obiettivipolitici, o collegate a partiti o organizzazioni politiche. E l’influenza delle correnti politiche esistenti nella magistratura sui comportamenti delle autorità giudiziarie, sul conferimento degli incarichi direttivi e sullo svolgimento dell'azione disciplinare da parte dell'organo di autogoverno della magistratura. Chiede di accertare l’esistenza di casi concreti che riguardano l’esercizio mirato dell’azione penale o di direzione od organizzazione dei dibattimenti o dei procedimenti penali in modo selettivo, discriminatorio e inusuale; esaminare il mancato o ritardato esercizio dell'azione penale a fini extragiudiziari, in violazione del principiocostituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale. L’influenza esterna nella determinazione di quello che dovrebbe essere il giudice naturale, nella composizione degli organi giudicanti e nella definizione dei calendari, con particolare riguardo ai procedimenti nei quali siano coinvolti capipolitici ed esponenti politici di partiti. Si chiede di appurare anche l’eventuale svolgimento da parte di singoli esponenti o gruppi organizzati all’interno della magistratura di attività in contrasto con il principio della separazione dei poteri, con il principio democratico e con il principio della sovranità popolare, in particolar modo dirette a interferire con l'attività parlamentare e di Governo.

Le indagini consentite nella pdl di Del Mastro Delle Vedove

La proposta di legge che ha come primo firmatario Del Mastro Delle Vedove (C 2586) attribuisce alla commissione il compito di indagare su eventuali attività illegittimamente svolte dalle correnti dellamagistratura, da esponenti politici o da componenti dell’ordine giudiziario per influire sulle nomine dei responsabili di vertice di uffici giudiziari e ministeriali in base a legami associativi o personali e non di criteri di merito (c’è un esplicito riferimento alle vicende legate all'attività del magistrato Luca Palamara). la commissione può indagare anche sull’eventuale esistenza di rapporti instaurati tra magistrati, con funzioni giudicanti o requirenti, ed esponenti politici, per interferire nel funzionamento del sistema giudiziario per interessi di corrente o di potere politico o di influire sullo svolgimento di indagini e processipenali. La commissione può indagare anche sull’eventuale esercizio di illegittime pressioni o interferenze nei confronti dei componenti del Consiglio superiore della magistratura che hanno rassegnato le proprie dimissioni, allo scopo di influire sulla composizione e sul funzionamento del medesimo Consiglio.

La proposta del leghista Turri

La proposta firmata dal leghista Turri (C 3012) attribuisce alla commissione il compito di verificare l’attuazione della normativa per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi negli uffici giudiziari e accertare eventuali violazioni da parte di chi attribuisce o concorre per gli incarichi. Accertare se il conferimento degli incarichi direttivi e l’attribuzione di incarichi extragiudiziari abbiano influito sull’instaurazione, sullo sviluppo o sull’esito di processi penali in relazione alle contestazioni iniziali, valutando anche se eventuali distorsioni nell’applicazione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale siano state determinate dall’indebita prospettazione di vantaggi di carriera da parte di altri. Si chiede anche di indagare su quale sia il ruolo svolto dalle correnti in relazione al non corretto esercizio delle funzioni nell’ambito di questi incarichi. Si chiede di indagare se l’appartenenza a correnti o ad altre coalizioni di interessi abbia alterato il procedimento di
selezione dei magistrati, mediante procedura concorsuale, per il conferimento di incarichi direttivi o semidirettivi e se abbia determinato, mediante il non corretto esercizio delle funzioni nell’ambito di questi incarichi, condizionamenti incompatibili con l’autonomia e con l’indipendenza dei magistrati. La commisione nella proposta di legge ha anche il compito di verificare le eventuali modifiche alla normativa vigente ritenute opportune.

I contenuti della pdl della forzista Bartolozzi

La proposta di legge C 3054 della forzista Bartolozzi attribuisce alla commissione d’inchiesta il compito di accertare lo stato dei rapporti tra le forze politiche e la magistratura e tra la magistratura inquirente e i media. Il rispetto della normativa nel conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi negli uffici giudiziari e degli incarichi extragiudiziari e le modalità di esercizio dell’azione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Ma anche l’esistenza di casi concreti di esercizio mirato dell’azione penale o di direzione od
organizzazione dei dibattimenti o dei procedimenti penali in modo selettivo, discriminatorio e inusuale. O il mancato o ritardato esercizio dell’azione penale a fini extragiudiziari, in violazione del principio costituzionale dell’obbligatorietà dell'azione penale. E l’influenza esterna nella determinazione di quello che dovrebbe essere il giudice naturale, nella composizione degli organi giudicanti e nella definizione dei calendari, con particolare riguardo ai procedimenti nei quali siano coinvolti politici ed esponenti di partiti. la commissione deve anche accertare la necessità di riformare il quadro normativo relativo all’ordinamento giudiziario e i procedimenti giurisdizionali penali, civili, amministrativi, tributari e contabili al fine di garantire il funzionamento equo, celere e imparziale della giustizia.

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