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Camera Usa: «Le big tech non siano società finanziarie»

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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David Marcus, il manager di Facebook che segue il progetto di Libra (Ansa)

2' di lettura

NEW YORK. Le “big tech” non sono società finanziarie e non possono operare come tali. A partire da questo assunto la maggioranza democratica della Commissione servizi finanziari della Camera ha approvato una proposta di legge che prevede multe fino a un milione di dollari al giorno per le grandi società tecnologiche che distribuiscono monete digitali o che operano come organizzazioni finanziarie. Contrari i deputati repubblicani della commissione. La bozza di legge, che è stata visionata dall’agenzia Reuters, è arrivata dopo la proposta di Facebook di lanciare Libra, la sua criptovaluta simile con un consorzio internazionale di 28 società formato da PayPal, Mastercard e Uber, tra le altre. Nessuna banca al momento fa parte del consorzio.

Venerdì Donald Trump in una serie di tweet aveva detto chiaramente di non essere un sostenitore del bitcoin e delle altre criptovalute, «che non sono monete e il cui valore è altamente volatile ed è basato sul nulla».

La bozza di normativa dei democratici è denominata «Keep Big Tech Out Of Finance Act», qualcosa come «tenete fuori dalla finanza le grandi società tecnologiche». Nel documento sono definite “big tech” le società con almeno 25 miliardi di ricavi annui. «Una grande piattaforma tecnologica – è scritto - non può stabilire, mantenere o gestire un'attività digitale destinata ad essere ampiamente utilizzata come mezzo di scambio, unità di conto, riserva di valore o qualsiasi altra funzione analoga, come definita dal Consiglio dei governatori della Federal Reserve».

Preoccupazione non solo democratica. Il presidente Trump sempre nei tweet aveva aggiunto: «Libra, la moneta virtuale di Facebook, avrà poco sostegno e affidabilità. Se Facebook e altre società vogliono diventare una banca devono ottenere l'autorizzazione ed essere soggetti a tutte le regole come le altre banche». L'unica vera moneta americana per il presidente è il dollaro.

Anche il governatore della Fed Jerome Powell ha espresso perplessità su Libra nella recente doppia audizione al Congresso. «La Fed sostiene l'innovazione finanziaria», tuttavia la moneta virtuale del social network pone sul tavolo una serie di «preoccupazioni in merito alla tutela della privacy, al riciclaggio di denaro, alla protezione dei consumatori e alla stabilità finanziaria». Facebook è stata appena multata dalla Federal Trade Commission, l'agenzia americana per la protezione dei consumatori, di 5 miliardi di dollari per la violazione dei dati personali di 87 milioni di utenti con lo scandalo Cambridge Analytica.

Oggi e domani David Marcus, il manager di Facebook che segue il progetto di Libra, sarà ascoltato al Congresso in due audizioni davanti alle commissioni finanziarie. Cercherà di spiegare i piani della società sulla criptovaluta, in quella che rischia di essere, come ha scritto qualche osservatore, un'audizione “divertente” con il finale già scritto considerando le parole della presidente della commissione Finanze della Camera Maxine Waters che ha chiesto una moratoria del progetto. Marcus in una lettera ai parlamentari ha anticipato il suo messaggio che sarà rassicurante: Libra non vuole competere con le monete nazionali e non verrà lanciata fino a quando non otterrà “appropriate autorizzazioni” da parte delle autorità regolatrici. La strada è lunga e tortuosa.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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