informativa alla camera

Coronavirus, Conte: pronti a nuove misure se necessario

Nel governo è tornato a farsi sentire il pressing per aggiornare il Dpcm di domenica. Anche perché, nonostante il tentativo di uniformare le misure, le Regioni vanno per ora in ordine sparso

di Andrea Gagliardi

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(ANSA)

Nel governo è tornato a farsi sentire il pressing per aggiornare il Dpcm di domenica. Anche perché, nonostante il tentativo di uniformare le misure, le Regioni vanno per ora in ordine sparso


3' di lettura

«Siamo ancora dentro la pandemia e il costante aumento dei contagi ci impone di tenere l'attenzione altissima: stavolta però, forti dell'esperienza della scorsa primavera, dovremo adoperarci, rimanendo vigili e prudenti, pronti a intervenire nuovamente se necessario». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un passaggio dell'informativa tenuta in Aula alla Camera sulle ultime misure di contrasto al Covid. «Le strategie adottate per far fronte alla prima ondata del virus non possono essere le stesse che adottiamo oggi. Siamo più preparati. L'Italia è in una situazione ben diversa rispetto a quella del mese di marzo, anche se anche questa situazione si sta rivelando molto critica» ha aggiunto il premier. Conte ha ribadito l’appello a «evitare gli spostamenti non necessari e le attività superflue», senza tradurlo in nuove norme. Ma la crescita dei contagi è esponenziale. E nel governo è tornato a farsi sentire il pressing per aggiornare il Dpcm di domenica, che a detta di molti è già superato dai numeri, che corrono velocissimi.

Conte: molte Regioni attivate con restrizioni

Del resto lo stesso Conte ha ricordato che «molte Regioni si sono già attivate per promuovere la procedura per pervenire a misure più restrittive rispetto a quelle contenute nel Dpcm», elencando le decisioni di Lombardia, Campania e Lazio. «Ritengo fondamentale, direi decisivo - ha sostenuto il premier - il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo, secondo un metodo ispirato alla collegialità e alla necessaria condivisione delle scelte, le quali - seppur differenziate per adattarsi al mutevole ed erratico andamento del contagio - devono comunque preservare i caratteri di omogeneità e di coerenza, affinché non si smarrisca la ratio unitaria dell'intervento all'emergenza».

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«Rifinanzieremo con 5 miliardi la cassa integrazione»

Il presidente del Consiglio, inoltre, così come fatto al Senato, ha ribadito che «solo per le scuole secondarie di secondo grado, sono previste modalità ancora più flessibili di organizzazione dell'attività didattica, e la ministra Azzolina presiederà perché questo avvenga, che contemplano ingressi degli studenti scaglionati, a partire dalle 9, con possibilità di ricorrere anche ai turni pomeridiani». E ha spiegato che « non è possibile, in questa fase, dismettere la rete di protezione disposta sin dall'inizio della crisi in favore dei lavoratori e delle imprese». È per questa ragione che sarà rifinanziato «con 5 miliardi un nuovo e ulteriore ciclo della cassa integrazione, prevedendo la gratuità della cassa integrazione per le imprese che hanno registrato perdite oltre una soglia predeterminata».

Il pressing per un nuovo Dpcm

Intanto le Regioni vanno in ordine sparso. Con le restrizioni più forti adottate da Lombardia e Lazio che hanno optato per il coprifuoco notturno. E la Campania che ha vietato gli spostamenti tra le Province. Di fronte alle notizie di nuove misure già nel fine settimana, da Palazzo Chigi e dai ministeri assicurano che nulla per ora è in preparazione, ma aggiungono anche che non si può escludere di dover intervenire «nelle prossime settimane»: dipende dalla curva epidemiologica.

Attesa la decisione sulla chiusura delle palestre

Una decisione nel weekend dovrà essere presa comunque sulla chiusura delle palestre, cui si oppone Vincenzo Spadafora ma che ad altri ministri pare inevitabile. E l’appello a limitare gli «spostamenti non necessari» potrebbe, secondo alcune fonti di maggioranza, smentite con nettezza dal governo, diventare nelle prossime settimane un vero e proprio divieto di spostamento tra le regioni. Ma gli oltre quindicimila positivi sollevano molti interrogativi su quello che accadrà tra qualche giorno. La soglia dei ventimila contagi viene considerata troppo vicina, da più di un ministro, per non agire. Non è un mistero che i Dem, con Dario Franceschini, avrebbero voluto già lo scorso weekend misure ben più incisive. Nicola Zingaretti ha dato il buon esempio decidendo nel Lazio il coprifuoco a scopo preventivo, sebbene la situazione non sia critica come in altre Regioni. Ma rischia, avverte più di un ministro, di non bastare. Si valuterà nei prossimi giorni: un primo momento di confronto è previsto nelle prossime ore, al tavolo con le Regioni convocato da Francesco Boccia con Roberto Speranza, ufficialmente per parlare del tracciamento. Il governo potrebbe tornare a discutere sul da farsi a margine di una riunione del Consiglio dei ministri in programma giovedì sera. Per ora, non sono in campo, assicurano sia dal ministero della Salute che da quello degli Affari regionali, nuove misure nazionali, ma un coordinamento di quelle locali.

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