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Camere: con il risiko dei vicepresidenti torna in gioco il Pd, M5s punta sui questori

di A. Gagliardi e A. Marini


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3' di lettura

Chiusa la partita sui presidenti delle Camere, si è aperta quella dei quattro vicepresidenti, dei tre questori e degli otto segretari. Le votazioni si terranno domani a Palazzo Madama e giovedì a Montecitorio. Avviene per schede, è segreta, come quella dei presidenti ed avviene con il meccanismo del cosiddetto “voto limitato”: ciascun parlamentare può votare per un numero di candidati inferiore a quelli da eleggere, favorendo quindi i gruppi con meno componenti. Tutti i gruppi devono essere rappresentati, questa volta tornerà in gioco anche il Pd, al quale dovrebbero toccare due vicepresidenti. Il M5S punta invece su due questori, per portare avanti la politica di tagli dei costi della politica.

Trattative in corso
Le trattative vanno avanti da giorni tra gli schieramenti e anche all’interno degli stessi partiti, dove conta il peso delle correnti. Inevitabile che la composizione di questo quadro si leghi anche alla scelta dei capigruppo in Parlamento, ufficializzati oggi. In base alla prassi, a Palazzo Madama Forza Italia, che esprime la presidente Elisabetta Casellati, resterà fuori dalla partita delle vicepresidenze. Stesso discorso alla Camera per i 5 Stelle, riusciti nell’intento di far eleggere Roberto Fico sullo scranno più alto.

Al Senato rispunta Calderoli
Al Senato la situazione sembra abbastanza definita. I vicepresidenti dovrebbero essere ripartiti tra Pd (in pole position c'è l’orlandiana Anna Rossomando), Lega (si fa il nome di Roberto Calderoli, che era stato a lungo in ballo anche per la presidenza), M5s (i più accreditati sono Paola Taverna e Viro Crimi) e Fratelli d’Italia (potrebbe scendere in campo Ignazio La Russa).

Alla Camera tre vicepresidenze al centrodestra
Per quanto riguarda la Camera, tra i dem in pole c’è Ettore Rosato (ma non è escluso che possa spuntarla Barbara Pollastrini, in quota minoranza). Mentre le altre tre poltrone dovrebbero toccare una ciascuna ai tre partiti di centrodestra. Forza Italia dovrebbe indicare Mara Carfagna, la Lega non ha sciolto la riserva, ma tra le ipotesi c’è quella del vicesegretario federale Lorenzo Fontana. Fratelli di Italia punterebbe su Guido Crosetto o Edmondo Cirielli.

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I precedenti della scorsa legislatura
Nella scorsa legislatura alla Camera al Pd toccarono due vicepresidenze (Marina Sereni e Roberto Giachetti), una al M5s (Luigi di Maio) e una a Forza Italia (Simone Baldelli). Assetto simile al Senato (presieduto da Pietro Grasso) con due posti ai dem (Linda Lanzillotta e Rosa Maria De Giorgi dopo le dimissioni di Valeria Fedeli nominata ministro dell’Istruzione nel governo Gentiloni), uno a Forza Italia (Maurizio Gasparri) e uno alla Lega (Roberto Calderoli, iscritto in realtà al Misto - componente: Lega per Salvini Premier).

La partita dei questori
Molto ambite anche le cariche dei questori che amministrano il Palazzo ed elaborano annualmente il progetto di bilancio interno, sottoposto successivamente all’esame dell’Ufficio di Presidenza e poi discusso e approvato dall’Assemblea. Il M5s punterebbe ad avere un questore anche alla Camera, per facilitare l’operazione annunciata del taglio dei vitalizi. Nella passata legislatura a Montecitorio i questori appartenevano al Misto-Civici e Innovatori (Stefano D’Ambruoso), a Liberi e Uguali (Paolo Fontanelli) e a Forza Italia (Gregorio Fontana). Un questore il M5s lo esprime già al Senato: Laura Bottici, che potrebbe essere confermata insieme ad Antonio De Poli (Udc). La terza poltrona, appannaggio finora di Lucio Malan (Forza Italia), potrebbe andare al Pd o alla Lega.


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