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Parlamento, a 2 settimane dal voto sono ancora in bilico 13 nomi

L’ufficio elettorale nazionale sta ancora decidendo quali candidati subentreranno a quelli eletti in più collegi. All’appello mancano ancora 5 deputati e 8 senatori

Ecco chi e' rimasto fuori dal Parlamento

2' di lettura

A Montecitorio e a Palazzo Madama gli uffici sono pronti per iniziare, lunedì prossimo, l’accoglienza dei deputati e i senatori eletti per il disbrigo delle pratiche necessarie: per esempio le fotografie per il sito internet o le impronte per il tesserino e per le votazioni in aula. Ma, a quasi due settimane dal voto, i nomi dei 600 eletti ancora non ci sono, visto che l’ufficio elettorale nazionale sta ancora decidendo quali candidati subentreranno a quelli eletti in più collegi. All’appello mancano ancora 5 deputati e 8 senatori.

A Napoli il M5s ha meno candidati dei seggi vinti

Il caso più clamoroso è quello della circoscrizione Campania 1, cioè Napoli, dove M5s a suon di pluricandidature, ha meno candidati dei seggi vinti, cosa che mette in crisi la macchina dell’Ufficio elettorale nazionale. Un problema analogo si era presentato anche nel 2018 per il Movimento nel Meridione, dove in tutte le Regioni ottenne consensi che talvolta superavano il 50%. Tuttavia non c’erano molte pluricandidature e alla fine il problema si risolse. Quest’anno il partito di Giuseppe Conte ha fatto ricorso massicciamente a questa possibilità concessa dal Rosatellum con il risultato nella Circoscrizione di Napoli di non aver abbastanza candidati e di doverli recuperare da altre parti.

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I meandri dell’algoritmo

Se si va sul sito del Viminale (che mette on line i dati trasmessi dall’Ufficio elettorale nazionale della Cassazione) e si controlla la circoscrizione Campania 1, si vedrà che M5s ha vinto tutti e sette i collegi uninominali e con il suo 41, 36% ha eletto sei candidati nel proporzionale. Tuttavia diversi di essi sono stati eletti anche altrove: Sergio Costa nell’uninominale di Napoli Fuorigrotta, Carmela Di Lauro nell’uninominale di Somma Vesuviana, Giuseppe Conte in un’altra circoscrizione proporzionale. Gli altri tre, Raffaele Bruno, Gilda Sportiello e Alessandro Caramiello, siederanno a Montecitorio, ma mancano all’appello altri tre. L’algoritmo della legge elettorale (l’articolo 84 del dpr 361/1957) prevede che in questi casi si vadano a recuperare i candidati degli uninominali della stessa circoscrizione che non hanno vinto, ma il Movimento li ha portati a casa tutti e sette; in subordine si deve pescare nel proporzionale della circoscrizione «in cui la lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata».

Problemi simili alla Camera e al Senato

Gli elettori di Napoli di M5s finiranno per far eleggere i candidati del Movimento di altre Regioni, ma non si sa ancora quali perché si stanno riconteggiando ancora 21 sezioni (su 61.417 dell’intera Italia), e una manciata di voti possono far scattare i quozienti in una Regione o in un’altra. Stesso problema al Senato, dove a M5s spettano tre eletti al proporzionale; la capolista Maria Castelloni è stata eletto all’uninominale (Giugliano), e il quarto che gli subentra, Orfeo Mazzella ha vinto l’uninominale di Torre del Greco.

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