SCENARI IMMOBILIARI

Camere per studenti, i costi vanno dai 580 euro al mese di Milano ai 310 di Catania

Scenari Immobiliari e Camplus fotografano un mercato potenziale da 800mila richieste tra studenti e giovani lavoratori. Emergono 30 città universitarie innovative. Firenze, prima in classifica, sposa storia, visione, capacità di attrazione di capitali

di Paola Dezza


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3' di lettura

Ricerca difficile quella di una camera o di una piccola abitazione per gli studenti universitari in Italia. L’offerta pubblica garantisce solo il 7,7% della necessità (8,4% lo scorso anno, evidenziando una maggiore domanda), la domanda sale e molti dei nuovi studentati sono ancora in via di realizzazione. È la fotografia del Rapporto Camplus, realizzato da Scenari Immobiliari.

«Parliamo di ben 1,7 milioni di ragazzi che studiano nelle università italiane e un altro milione di giovani lavoratori – dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari –. Molti restano in Italia (tanti vanno all’estero) e bisogna creare le condizioni perché possano avere un futuro».
All’offerta pubblica si affianca quella privata, quantificabile in 23mila camere (+13% in 12 mesi). Un settore nel quale si concentrano gli investimenti internazionali.

«Alla grandezza complessiva va legata all’offerta delle famiglie» dice Francesca Zirnestein, direttore generale di Scenari Immobiliari.

In questo panorama il rapporto realizzato da scenari immobiliari in collaborazione con Camplus, gestori di strutture residenziali dedicate agli universitari, sottolinea l’esistenza di una trentina di città innovative sotto questo profilo.

«Gli studenti possono garantire la rigenerazione di una città – dice Maurizio Carvelli, a capo di Camplus –. A Bologna i portici sono nati per trovate nuovi spazi proprio per alloggiare gli studenti».

La classifica
Le città universitarie più innovative sono 30 all’interno delle 103 sedi di ateneo italiane. «Studiando le dinamiche relative agli studenti universitari in tema di domanda e di offerta strutturata (gestita da enti convenzionati) è stato utilizzato un modello di analisi capace di misurare in maniera quantitativa la qualità e l’innovazione dei singoli territori» recita il report. Le città di Milano, Torino, Roma e Napoli continuano a essere al top per quanto riguarda la scolarizzazione ad alta specializzazione. Le prime due garantiscono anche una buona offerta di posti letto, mentre Roma e Napoli hanno una offerta carente. La copertura limitata, in particolare a Napoli, sconta il divario tipico tra le realtà del nord e quelle del sud.

LE CITTÀ EMERGENTI

Fonte: Elaborazione Scenari immobiliari

L’Osservatorio si è focalizzato su nove città ritenute interessanti per localizzazione strategica sul territorio, capacità di attrarre nuova popolazione giovane e, guardando al futuro, portate a ottenere i migliori risultati di crescita della competitività del territorio, in riferimento agli investimenti immobiliari.

In testa si colloca Firenze, seguita da Venezia e Padova. Seguono Ferrara, che precede Como, Pavia, Parma, Salerno e Macerata.

Diverse le caratteristiche sulle quali questi città possono contare: dalle sinergie con le istituzioni fino all'appeal storico. Per emergere alcuni di questi centri sono stati in grado di individuare tematiche non legate esclusivamente alla didattica.

Se si guarda al territorio nazionale l’offerta per universitari e giovani lavoratori di tipo istituzionale nel 2018 è stata di circa 54mila posti letto, rispetto ai 52mila dell'anno precedente, numeri che coprono ancora ma una quota marginale della domanda. In Italia le immatricolazioni all’università sono state 291mila tra 2017 e 2018, in crescita del 6 per cento.

L’offerta di posti letto di tipo istituzionale è composta da residenze convenzionate con gli organismi regionali per il Diritto allo studio (Dsu), residenze presso i Collegi universitari di merito (Ccum) e residenze dell’Associazione italiana dei collegi e delle residenze universitarie (Acru). Nel campo dell’offerta privata il Paese è ancora molto carente, con un ampio gap da colmare nei confronti degli altri paesi europei. Solo negli ultimi mesi si stanno attrezzando nuove strutture e gestori specializzati stanno approdando in Italia.

Il mercato potenziale è di 800mila persone
«Il mercato della locazione risulta particolarmente eterogeneo per livelli di canoni rilevati, la residenza libera ha quotazioni medie a livello nazionale che si attestano intorno ai 320 euro a camera al mese, con differenze territoriali evidenti in quelle realtà che presentano una maggiore dinamicità rispetto alla domanda sia di studenti che di giovani lavoratori» dice l’Osservatorio.

L’accentuarsi di esigenze legate a un vivere temporaneo aumenta la pressione sui canoni delle singole stanze soprattutto in quelle città che presentano elementi catalizzatori e forze centrifughe rilevanti, è il caso della città di Milano che ha canoni di locazione con punte rilevate di 580 euro a camera al mese, Firenze 360 euro a camera al mese, Roma 430 euro a camera al mese e Bologna 450 euro a camera al mese.

In particolare, Bologna ha visto negli ultimi 12 mesi il peggioramento della situazione dell’offerta immobiliare residenziale, dovuta prevalentemente alla sovrapposizione tra offerta residenziale e temporanea a fini turistici. Nelle città con una domanda abitativa meno assimilabile a esigenze contemporanee e maggiormente dipendenti da caratteristiche storiche, le quotazioni medie rilevate si attestano al di sotto della media nazionale, è il caso di Bari, Genova e Catania, rispettivamente 240 euro a camera al mese, 300 euro a camera al mese e 210 euro a camera al mese.

Bisogna registrare il fallimento dei contratti residenziali agevolati per studenti che resta solo al 3 per cento.

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