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Camere, il tempo stringe: prima della pausa estiva solo 20 giorni di lavoro effettivo

Priorità a decreto crescita, sicurezza bis e assestamento di bilancio

di Andrea Marini

Rush finale di Camera e Senato prima della pausa estiva

Priorità a decreto crescita, sicurezza bis e assestamento di bilancio


2' di lettura

Da qui alla prossima pausa estiva le Camere avranno di fatto solo 20 giorni di lavori effettivi a disposizione. Con il governo impegnato a evitare la procedura di infrazione e con Lega e M5S che continuano a discutere (senza contare che le elezioni anticipate a settembre non sono tecnicamente ancora scongiurate), questo significa che molte delle misure chiave dei partiti della maggioranza gialloverde dovranno essere rinviate all’autunno, quando però l’attività legislativa sarà assorbita dalla sessione di bilancio.

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Verso la pausa estiva di inizio agosto
Di solito la pausa estiva delle Camere inizia dopo la prima settimana d’agosto: quest’anno il rompete le righe potrebbe arrivare venerdì 9 agosto. Prima di quella data rimangono quindi 46 giorni, ma, dato che le camere lavorano circa 3 giorni a settimana, di fatto rimangono appena circa 20 giorni effettivi. Poi se ne riparlerà a inizio settembre, quando però l’attività legislativa verrà assorbita dalla sessione di bilancio: entro il 27 settembre il governo dovrà presentare la nota di aggiornamento al Def (che le Camere dovranno approvare, in genere dopo una settimana, tramite una risoluzione) poi entro il 20 ottobre sarà la volta dell’arrivo in Parlamento della legge di Bilancio (la manovra 2020), che dovrà avere il via libera da Montecitorio e Palazzo Madama entro il 31 dicembre 2019.

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Decreto crescita, sicurezza bis e assestamento
Intanto la prossima settimana il Senato sarà assorbito dalla discussione sul decreto crescita: dopo l’ok della Camera del 21 giugno, il testo dovrà ricevere l’ok di Palazzo Madama entro il 29 giugno. Poi sarà la vota del decreto sicurezza bis, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 14 giugno. Il testo dovrà ora giungere alle Camere, per essere licenziato entro il 14 agosto. Altro appuntamento chiave sarà mercoledì prossimo, quando il consiglio dei ministri discuterà l’assestamento di bilancio, che dovrà poi essere votato dal Parlamento. Senza considerare che domani, martedì 25 giugno, verrà calendarizzata in commissione Affari costituzionali del Senato il disegno di legge sul taglio dei parlamentari (dopo l’ok alle prime letture di Senato e Camera, rispettivamente a febbraio e maggio scorsi), che potrebbe essere votato i primi giorni d’agosto.

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Le misure in stand-by
Tutte le altre misure, colpa anche delle tensioni nella maggioranza dopo le europee del 26 maggio, difficilmente subiranno una accelerazione. Dall’acqua pubblica al salario minimo, passando per le chiusure domenicali dei negozi e il conflitto di interessi, tutti i cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle sembrano non riuscire a trovare un’accelerazione in Parlamento. Ma anche il tema dell’autonomia (caro alla Lega), nonostante gli annunci, ancora non è arrivato in consiglio del ministri.

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