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Pirelli: Camfin verso rafforzamento grazie ad alleanza con miliardario Niu

Annunciata una partnership strategica tra i cinesi di Longmarch e Camfin. Tra le mosse nell'azionariato l'ingresso nel capitale di Brembo con poco più del 2%. Il gruppo cinese Longmarch salito al 5,19%

di Andrea Fontana e Chiara Di Cristofaro

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Annunciata una partnership strategica tra i cinesi di Longmarch e Camfin. Tra le mosse nell'azionariato l'ingresso nel capitale di Brembo con poco più del 2%. Il gruppo cinese Longmarch salito al 5,19%


3' di lettura

Movimenti nell'azionariato Pirelli, con l'ingresso di nuovi soci e nuovi accordi tra quelli esistenti. Camfin, azionista diretto di Pirelli con il 10% circa, sta negoziando un accordo di partnership con Longmarch, dell'investitore cinese Yishun Niu per svolgere attività di private equity, in particolare nel settore sanitario, e per detenere una ulteriore posizione in Pirelli intorno al 10%. Se l'alleanza si concretizzerà quindi la pr esenza della holding Camfin, che ha come primo azionista Marco Tronchetti Provera, in Pirelli potrebbe salire fino al 20% tra quote detenute direttamente, indirettamente e posizioni potenziali. Camfin vede la presenza, oltre che di Tronchetti Provera, anche della famiglia Rovati, di Massimo Moratti, di Alberto Pirelli e di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Longmarch ha una quota del 5,19% in Pirelli.

Non solo: dalle comunicazioni Consob di martedì 31 marzo emerge anche che Brembo è entrata nel capitale di Pirelli con una quota del 2,4%. La mossa del gruppo di sistemi frenanti che fa capo ad Alberto Bombassei fa immaginare una futura alleanza industriale tra i pneumatici Pirelli e i freni Brembo. Secondo Mediobanca Securities, questo scenario farebbe nascere un gruppo meno appesantito dal punto di vista dei debiti finanziari rispetto alla attuale situazione di Pirelli, ma le sinergie industriali sarebbero poco significative.

La partnership tra Longmarch e Camfin: tutti i dettagli
Tornando all'asse tra Tronchetti e Niu, il primo step dell'alleanza in discussione sotto il profilo delle partecipazioni è emerso martedì 31 marzo dalle comunicazioni Consob, da cui si è appreso che Niu ha raggiunto una partecipazione "potenziale" del 5,19% in Pirelli attraverso Longmarch. In caso di accordo tra Camfin e Longmarch alla nuova partnership, la cui governance spetterà a Camfin, farà capo questa partecipazione potenziale del 5,19% e le “call options” sul 4,89% di Pirelli, sottoscritte da Camfin nel settembre 2019 con scadenza settembre 2022. Le opzioni tuttavia - secondo quanto riportato nella nota di Camfin - potrebbero essere regolate per cassa con conseguente conferimento in denaro all’interno della eventuale partnership con Longmarch: se quest'ultima eventualità si concretizzasse quindi la presenza di Camfin (diretta e attraverso la partnership) si fermerebbe al 15% circa.

Chi è Longmarch? Già in essere rapporti industriali con Pirelli
Longmarch fa capo alla famiglia cinese Niu, con la quale Pirelli ha rapporti industriali che risalgono al 2005, all'epoca dell'avvio del primo stabilimento del gruppo in Cina, attraverso l'allora costituzione di una joint venture che ha contribuito allo sviluppo delle fabbriche Pirelli nella provincia dello Shandong. La partnership strategica sarà finalizzata allo sviluppo di attività nel private equity, incluso il settore healthcare. Camfin e Longmarch hanno concordato un periodo di esclusiva nella negoziazione della durata di 60 giorni dalla data odierna.

La mossa di Brembo nel capitale Pirelli
Oltre a Longmarch, c'è stata appunto la mossa a sorpresa di Brembo, che ha annunciato l`acquisto del 2,2% in Pirelli, che si aggiunge a un altro 0,2% acquistato dalla controllante Nuova FourB. Brembo ha specificato che l`investimento non è speculativo e ha un orizzonte di lungo periodo. L'investimento, secondo gli analisti di Equita, è stato di circa 75 mln di euro. «La notizia ci sorprende - commentano gli analisti - visto che Brembo aveva annunciato la sospensione del dividendo, ha preferito comprare azioni Pirelli anziché fare un buy-back (nonostante il titolo abbia perso il 37% dal 6 febbraio) e per la prima volta effettua un investimento finanziario pari al 4% della capitalizzazione».

Ecco gli scenari possibili nell'azionariato
Per gli analisti di Equita, i possibili scenari sono quelli di una fusione Brembo-Pirelli, già circolate in passato e che Tronchetti Provera ha smentito, il rafforzamento del nocciolo italiano di Pirelli «magari in vista di un aumento di capitale per affrontare la crisi economica e/o (meno probabile) per un`offerta su Nokian (ieri +18% in Borsa)». Secondo Equita, «pur essendo positivo l`arrivo di nuovi azionisti stabili non escludiamo sia il preludio a qualche operazione straordinaria in un periodo di crisi macro e di timori che abbiamo già espresso in passato sul trend del price-mix».

Per la Bicocca nuova linea di credito da 800 mln
Infine, Pirelli ha sottoscritto con un pool di banche una nuova linea di credito da 800 mln con scadenza a 5 anni, che sarà principalmente utilizzata per rimborsare il debito esistente. Recentemente, ha anche allungato la scadenza di una linea di credito da 200 mln portandola da giugno 2020 a settembre 2021. Così facendo, ha ridotto le necessità di rifinanziamento nel corso del 2020 a circa 0,4 mld.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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