storie d’azienda

Camicissima cresce e punta sulle donne con la sua prima collezione femminile

di Chiara Beghelli

2' di lettura

Forte di un 2018 molto positivo, con un fatturato cresciuto dell’8% e che sfiora i 50 milioni, e un Ebitda di 7,4 milioni (pari al 15,3% del fatturato e cresciuto del 39% dal 2017), Camicissima ha aperto il nuovo anno regalandosi una sfida: lanciare le sue prime creazioni per donna, con la capsule collection “Buongiorno e tante belle cose”, composta non solo da camicie, ma anche da chemisier, pantaloni, short, bluse.

«Il 35% circa della nostra clientela è già formato da donne, che vengono in negozio per fare acquisti per gli uomini - spiega Fabio Candido, presidente di Fenicia Spa, gruppo al quale fa capo il marchio, fondato nel 1931 dal nonno Giovanni - . Per questo ci era sembrato giunto il momento di offrire delle proposte anche a loro. Per ora la capsule è disponibile in 55 dei nostri 124 negozi in Italia, ma abbiamo già l'obiettivo di portarla presto anche all'estero».

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Il nome stesso della capsule, “Buongiorno”, è stato scelto in quest’ottica: «È una parola che identifica subito l’Italia, soprattutto oltre confine, ed è associata a un’idea di solarità, di positività - prosegue Candido -: Entro le prossime due-tre stagioni vorremmo raggiungere dei volumi tali da poter dedicare alla collezione un’insegna ad hoc. Se con Camicissima abbiamo raggiunto i 340 punti vendita nel giro di 15 anni, con Buongiorno potremmo fare lo stesso in metà del tempo».

L'obiettivo è soprattutto la Cina, secondo mercato per Camicissima dopo l’Italia, dove il marchio è già capillarmente diffuso con 180 punti vendita e sta iniziando a testare anche le città di terzo livello: «Cinque anni fa, grazie a un ottimo partner locale, siamo riusciti a entrare molto bene nel mercato cinese, che resta comunque complicato da approcciare. Il cliente cinese è molto diverso da quello italiano - nota Candido -: per esempio è molto più attratto da prodotti “tecnologici” e per questo lì va molto bene la nostra collezione Non Iron. E sempre per questo studiamo dei prodotti ad hoc per quel mercato, che per certi versi mi ricorda quello italiano di 20-30 anni fa. L’Italia di oggi, invece, è un mercato ipermaturo, dove gli acquisti sono molto orientati dal prezzo».

Fabio Candido

Oltre che nel retail fisico, in Cina Camicissima è presente nella sua diffusissina e imprescindibile dimensione digitale, con uno store su TMall. Per l’azienda altri mercati importanti sono il Sud Africa, gli Emirati Arabi Uniti, il Kazakhstan e la Svizzera. E nei piani di espansione è entrata anche la nuova, promettente frontiera del Sud Est asiatico: «Abbiamo appena organizzato un evento ad Ho Chi Min, in Vietnam, dove si sta formando una nuova classe di consumatori in cerca di stile italiano. Vorremmo aprire nel Paese 8-10 punti vendita».


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